WIRE — Dopo la tempesta migratoria di Ceuta e quella degli scandali familiari e di partito, lirriducibile socialista Pedro Sanchez ha pensato bene di evitare il due senza tre energetico decidendo di prolungare la vita del nucleare in Spagna. Il Manual de resistencia del primo ministro spagnolo deve averlo consultato anche il neopremier laburista britannico Andy Burnham che starebbe per annunciare un drastico ammorbidimento degli obiettivi sulle vendite di auto elettriche (il cosiddetto Zev, zero-emission vehicle), che attualmente richiede che l80% delle auto vendute entro il 2030 siano a zero emissioni. La sinistra europea, almeno quella residua che governa, sta iniziando a rendersi conto che se vuole sopravvivere a se stessa non pu continuare a tirare la corda della pazienza dei cittadini, perch quella corda prima o poi si spezza, specie se si continua a insistere sul punto pi sensibile, quello relativo a spese ed economia. Ecco dunque il passo indietro del paladino spagnolo delle rinnovabili, citato a ogni congresso da Elly Schlein come modello, che ha evitato il clamoroso errore tedesco prolungando la vita operativa della centrale di Almaraz, in Estremadura, fino all8 giugno 2030. LE REAZIONI I suoi due reattori, inaugurati nel 1981 e 1983 e che da soli producono il 7% di tutta lelettricit spagnola, avrebbero dovuto spegnersi a novembre 2027 e a ottobre 2028 secondo il piano di phase-out firmato dallo stesso Sanchez nel 2019. Ora restano accesi altri tre anni e chiss che non ci rimangano di pi. Tecnicamente il premier spagnolo aveva vincolato la sua decisione al parere favorevole del Consiglio per la sicurezza nucleare (Csn) ponendo due condizioni superflue: sicurezza totale e nessun costo aggiuntivo per i contribuenti. La decisione scaturita dal parere favorevole del Csn ha provocato le reazioni pi indignate da parte delle ali a sinistra del governo, a partire da Sumar che parlando di autentica vergogna ha accusato Sanchez di ipotecare il futuro energetico ed economico dei cittadini per prolungare la vita di infrastrutture obsolete.Significativamente invece reazioni entusiaste arrivano dallopposizione, con il leader del Pp, Alberto Nunez Feijoo, che ha definito la continuit di Almaraz una grande notizia per le circa 4 mila famiglie dellEstremadura legate allimpianto e per il sistema energetico nazionale.Lenergia nucleare indispensabile per evitare nuovi blackout e per non dipendere da terzi, ha affermato riferendosi al blackout senza precedenti del 28 aprile 2025, quando lintera penisola iberica, che vanta una percentuale di rinnovabili attorno al 60%, rimasta al buio per ore dopo forti variazioni di tensione. E allesplosione dei prezzi dellenergia legata alle ostilit in Medio Oriente che ha costretto Madrid a continuare ad attingere energia dal gas russo. IL CAMPANELLO DALLARME Dopo questi due preoccupanti episodi apparso evidente anche ai pi sprovveduti, ma non ai pasdaran di sinistra, che quel piano da 20,2 miliardi di euro per chiudere le cinque centrali e i sette reattori entro il 2035, firmato con grande enfasi ambientalista nel 2019, un lusso ideologico che Sanchez non pu pi permettersi. E che lussi pu permettersi ancora il governo laburista dopo anni di inflazione, aumenti delle tasse, costose politiche di emissioni zero e dopo che il partito ha registrato nelle ultime amministrative una delle sconfitte pi disastrose? Andy Burnham sta sondando la possibilit di abbassare lobiettivo dell80% di auto a zero emissioni al 60% o addirittura 50% delle vendite entro il 2030, con la prospettiva di far slittare a tempo indeterminato il divieto di vendita di auto solo a benzina e diesel dal 2030 in modo simile a quanto sta valutando lUnione Europea. I bene informati dicono che lobiettivo finale di bloccare dal 2035 la vendita di nuovi veicoli con motore a combustione interna non in forse, ma lo limpianto ideologico che negli anni scorsi ha portato lintera classe dirigente europea, specie quella di sinistra, a varare sulla pelle dei cittadini mastodontici e costosissimi piani green a tappe forzate insindacabili, indipendentemente dalle condizioni geopolitiche ed economiche in corso e dalle evoluzioni tecnologiche.
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