WIRE โ€” Ambientalisti s, ma prima di tutto pro-Pal: ch sacrosanta la guerra ai combustibili fossili, non sia mai che qualcuno osi spostarsi in macchina e avanti tutta con lenergia rinnovabile che ci salver dal petrolio e da ogni male dellera inquinata moderna (amen e cos sia). Per solo se non centra Israele. Altrimenti non vale pi nulla. La battaglia ecologica si ferma davanti al sionismo, dopotutto ce lha insegnato Greta che stata la prima ad accantonare le adunate del venerd per un pianeta pi pulito e a mettersi la kefiah tutti gli altri giorni della settimana. Nel nome del boicottaggio va bene boicottare anche le ideologie (limportante rendersene conto). che forse, invece, al fronte di quelli della Palestina-will-be-free, la situazione sta leggermente sfuggendo di mano. Prima fanno la guerra alla societ farmaceutica Teva perch israeliana e poi piangono se la sua sede in Italia annuncia un ridimensionamento del personale. Prima se la prendono con linsensibilit occidentale che sfrutta risorse limitate per campare e poi chiedono il blocco dei maxi parchi fotovoltaici perch c il sospetto che si facciano affari con lo Stato ebraico. C qualcosa che non quadra. Della serie, cari signori del no su tutto (quando c di mezzo Gerusalemme), cari attivisti, militanti, propagandisti del green a (quasi) ogni costo, da che parte state veramente? A Ribolla, nel Comune di Roccastrada, cio nellentroterra di Grosseto, gli ecologisti al cocomero (quelli con la scorza verde e lanima rossissima) dovrebbero essere quantomeno un po in imbarazzo perch da un lato stavano giusto per dare il via a un impianto con 36mila pannelli solari per 19 megawatt di potenza e una trentina di ettari gi validati dalla valutazione di impatto della Regione Toscana e col parere positivo della Sovrintendenza per il paesaggio incamerato, ma dallaltro si sono accorti (si accorto un irriducibile pro-Pal locale) che dietro la societ italiana che stava gestendo la pratica cera una multinazionale israeliana (la Shikun Binui) e lentusiasmo s smorzato allistante. Parlano, adesso, con la sponda del Pd locale, di green-washing e di speculazioni travestite, rimbalzano accuse alla Shikun di essere presente nei territori occupati (perch chiaro che chiunque entri in Cisgiordania o operi nella Striscia sia un complice del genocidio eccetera eccetera tutta la solita tiritera), qualcuno ritira in ballo lapartheid e addirittura la (supposta, per loro) violazione dei diritti umani: insomma, niente. Pure lente regionale di Eugenio Giani prende tempo per approfondire la questione e intanto campacavallo. Pazienza, poi, se la Toscana la terza regione italiana in ritardo sugli obiettivi delle rinnovabili, pazienza se il ritornello (a parole) quello di voler accelerare sugli impianti (in generale, non a Ribolla), pazienza se ci scappa pure lulteriore, ennesima figuraccia.

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