WIRE — In Rai tutto (ufficialmente) tace. Ma dai piani alti di via Teulada, alla direzione approfondimenti, fino a giungere dallaltra parte del cortile, nel fortino sempre pi dissacrato pieno di crepe che ospita la redazione di Report, il clima ben pi incandescente delle torride temperature di questo atipico e popolatissimo Ferragosto. Affollato anzitutto di nomi, papabili, in rampa di lancio per sostituire Sigfrido Ranucci, il conduttore ancora in carica del programma dinchiesta di Rai3. Quattro sono i nomi di cui si parla. Uno stando alle carte emerse dallinchiesta della Procura - che sarebbe gradito al centrodestra: quello di Federico Ruffo, dal 2020 alla guida di Mi manda Rai3 e fino a ieri mai accostato a una possibile successione. Fino a quando non sono emersi, dalle carte della Procura di Roma, i messaggi anonimi indirizzati allinizio di questanno (quindi tre mesi dopo lesplosione di Pomezia) da un anonimo a Ranucci: Merc Ruffo ha incontrato il braccio dx della Meloni x Report seguito da un meno chiaro ma non meno eloquente: Quel frocio di merda ormai sta culo e camicia con tutti loro continuando e dicendo che un certo Donz avrebbe detto che a settembre Report deve passare nelle mani sue xk quello giusto e comunque tu sei vekkio. Questo quanto comparso ieri nero su bianco. I rumors interni alla redazione del programma sono ancora pi complessi e incrociati (tutti a sinistra). Gli altri competitor del vicedirettore nella tempesta sarebbero tre e tutti interni alla kasbah di Report. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48837094]] Se, infatti, nei giorni scorsi era stato dato in pole position per la successione Giorgio Mottola, individuato come il pi a sinistra tra gli inviati, da ieri ci sono i nomi di due donne. Una che - stando agli ultimissimi veleni si potrebbe immaginare sostenuta dalla lobby vegana che lex santorina Giulia Innocenzi. Ma addirittura in assoluto e sorprendente vantaggio, secondo rumors interni a Mamma Rai, ci sarebbe unaltra Giulia, da otto anni inviata del programma di Ranucci, caldeggiata in quota istituzionale-sindacale, nientemeno che da Beppe Giulietti, leader di Articolo 21. Voci che fanno da controprova a quanto uscito nelle ultime ore sui giornali circa il clima tuttaltro che sereno e unanime tra gli (ex) fedelissimi di Ranucci. Sempre pi agitati rispetto ai rapporti che emergono davvero oltremodo stretti e confidenziali tra il loro capo e il faccendiere, consulente, confidente, Valter Lavitola. Parlano le carte e i messaggi, anche quelli con il direttore di Rai Approfondimenti, Paolo Corsini che Sigfrido ritualmente inoltrava allamico del cuore oggi finito in manette. Quel faccendiere, sufficientemente abituato alle patrie galere, tanto che poco pi di un mese fa, allindomani della sua stessa iscrizione al registro degli indaganti come presunto mandante, predisse con una certa spavalderia: Io finir in carcere, ma spero che questa storia non rovini la vita a Sigfrido. A giudicare dai pesantissimi spifferi fuoriusciti la profezia si sta avverando in pieno. Anche ai danni del sempre pi isolato Ranucci che, prima di ricevere la manieristica e vagamente forzata solidariet da parte della sua redazione, avrebbe invece ricevuto eccome il documento autoctono della redazione intenzionata a salvaguardare la trasmissione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48836255]] In Rai regna un imbarazzato silenzio ufficiale. Ma per quanto regger? Ci che emerge sicuramente latteggiamento non solo disinvolto ma deontologicamente discutibile del vicedirettore Rai che mette il suo amico al di sopra di tutto. Anche della stessa serenit tra i suoi colleghi e sottoposti. Materia su cui si pronuncer a breve la commissione etica della Rai. La gip che ha disposto larresto di Lavitola ieri pomeriggio ha tenuto una sorta di doppio registro. Ha infatti chiarito che Ranucci resta vittima e non complice dellagguato dinamitardo organizzato dal faccendiere di fronte casa sua a Pomezia. Chiarendo che Lavitola lavrebbe organizzato solo per favorire lascesa politica dellamico (davvero cos ignaro e ingenuo?) in due anni addirittura a Palazzo Chigi. chiaro ed evidente come la matassa da sbrogliare sia ancora fitta di nodi che arrivano fin nelle viscere di Mamma Rai. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48834859]]

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