WIRE — Lidea puzza di ipocrisia lontano un chilometro. Certo, dalle acute menti democratiche e dallintellighenzia da solotti televisivi non ci si poteva aspettare nientaltro. Epper, trasformare la tragedia di Gaza in una campagna per il Nobel da assegnare ai bambini palestinesi dacch questa la trovata lanciata dalle donne del Pd, in primis Elly Schlein significa non solo ricoprirsi di ridicolo, lanciando proposte simboliche e prive di efficacia concreta, ma anche cadere nella trappola morale dei terroristi di Hamas. I quali, da sempre, usano i minori (e i civili) come scudi umani e come strumento di propaganda. Ovviamente, lobiettivo nobile: accendere i riflettori sulle sofferenze dei bambini della Striscia. Il problema, semmai, che liniziativa, partita con gli appelli pubblicati sulle pagine di Avvenire dal professor Eugenio Mazzarella, ex deputato dem, sa tanto di strumentalizzazione. Anche perch dalle parti del Nazareno, al contrario che in altri partiti di sinistra come Avs e M5s, condanne forti contro il massacro di Gaza non ce ne sono state. Ovviamente, in questi frangenti, la scialba leadership di Schlein, incapace di prendere qualsiasi posizione netta, non aiuta. Certo, tra i dem sono in diversi a essere animati da un sincero afflato morale verso le sofferenze dei palestinesi. Ma non basta. Soprattutto in politica. E poi, proporre il Nobel a tutta una popolazione, in modo indiscriminato, rischia di tradursi in un sostegno alla propaganda di Hamas, che nella Striscia continua a spadroneggiare, nonostante lintervento militare di Israele. Cosa ci potrebbe essere di meglio, per i terroristi del 7 ottobre, che potersi fregiare del prestigioso premio sia sul piano internazionale che su quello interno? Gi, perch il Nobel, in questo caso, assumerebbe il sinistro aspetto di una legittimazione delloperato di Hamas. Non un caso, dunque, se ieri il presidente della Comunit ebraica di Milano, Walker Meghnagi, abbia criticato duramente loperazione. Anche io piango per i bambini palestinesi vittime di questo terribile conflitto dice Meghnagi ma tracciare una linea di demarcazione sulla sofferenza dei pi piccoli pericoloso. Questo perch, secondo il presidente della comunit ebraica di Milano, si tratta di uniniziativa unilaterale che cancella i bambini ebrei, anchessi travolti da una guerra non certo voluta da Israele. Insomma, per Meghnagi unapartheid morale: non si pu soffrire per i bambini di una parte senza soffrire anche per quelli dellaltra. Il dolore di un bambino conclude non dovrebbe mai avere bandiera. Se succede, siamo gi nellabisso del razzismo.

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