WIRE โ€” Rischia di aprirsi uno scontro tra Italia e Germania sul tema dellimmigrazione, nel quale il ruolo delle ong tedesche parte della contesa. Il governo del cancelliere Friedrich Merz intende ricominciare a rispedire in Italia i cosiddetti dublinanti. Roma risponde con la linea della fermezza ribadita tante volte da Giorgia Meloni: lItalia non pi il Paese che si fa imporre limmigrazione dalla Ue e dai suoi Stati. La risposta non arriva da Palazzo Chigi, ma dal Viminale: Non c nessun dublinante da riprendere da Berlino. I dublinanti sono gli immigrati che, dopo essere entrati nellUnione europea da un Paese di primo ingresso, come lItalia o la Grecia, si sono trasferiti in altri Stati, come la Germania, e l hanno presentato domanda di asilo. In base al Regolamento di Dublino, la competenza per lesame della loro richiesta spetta al primo Paese di arrivo. Dal dicembre del 2022 il governo Meloni era riuscito a sospendere la riaccoglienza di queste persone sino allentrata in vigore del Seca, il nuovo Sistema europeo comune di asilo, avvenuta il 12 giugno 2026. Grazie a quella scelta di Matteo Piantedosi, lItalia ha evitato il rientro dalla Germania di quasi settantamila immigrati. Ieri un portavoce del ministero dellInterno di Berlino ha detto che ora il suo governo si aspetta che, a partire da tale data, siano nuovamente effettuati i trasferimenti verso lItalia e la Grecia. Lo stesso portavoce non stato in grado di dire quante persone intendano trasferire in Italia. Ambienti del Viminale hanno risposto che lItalia considera azzerati, nei rapporti con alcuni dei principali Paesi europei, tra cui la Germania, i trasferimenti dei presunti dublinanti arrivati in Europa prima del 12 giugno. Questo proprio perch esiste un accordo specifico sottoscritto con quei Paesi. E al momento, proseguono le stesse fonti, prematuro immaginare che ci siano persone che, arrivate in Italia dopo tale data, si siano gi trasferite in altri Paesi. passato poco tempo, infatti, per poterlo accertare. IL CASO DELLA RAGAZZA SOMALA La Germania, per, intende imporre un criterio diverso. Secondo Berlino, laccordo bilaterale dellautunno 2025 scaduto con lentrata in vigore del Seca a giugno; Roma, invece, sostiene che vale ancora. Lo dimostra il primo (e sinora unico) caso emerso, raccontato ieri da Repubblica. Il quotidiano ha ottenuto la lettera con cui il ministero dellInterno tedesco ha notificato il trasferimento ad Abdirisaq Warsame, una cittadina somala di 22 anni che vive in un centro di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera. La lettera, datata 25 giugno, perentoria: Mercoled 19 agosto lei sar trasferita in Italia. La polizia la verr a prendere. La ragazza era giunta in Germania il 31 marzo scorso, dunque ben prima del 12 giugno, dopo aver attraversato lItalia. La richiesta tedesca di ripresa in carico era rimasta senza risposta da parte italiana: scadute le due settimane, scattato il silenzio-assenso delle autorit di Roma. Il singolo caso, spiegano dal Viminale, sar valutato con la dovuta attenzione. Il punto fermo dellaccordo, per, su cui il governo italiano non intende transigere, che non rientreranno in Italia i dublinanti sbarcati sulle coste italiane prima del 12 giugno. Al momento i numeri di quelli entrati dopo sono irrisori e tra costoro non rientra la ragazza somala in questione. Non solo. Per gli irregolari arrivati in Italia dopo il 12 giugno, il Viminale ora avverte che si dovr necessariamente operare una compensazione tra quelli che rientrano in Italia dagli altri Paesi europei e gli immigrati sbarcati sulle coste italiane dalle navi delle ong battenti bandiere di quei Paesi. In pratica, a Berlino che pretende di trasferire in Italia un certo numero di migranti registrati sul nostro territorio al momento dello sbarco, Roma vuole opporre il numero di persone arrivate su imbarcazioni di organizzazioni non governative tedesche. SOS HUMANITY E IL RESTO DELLA FLOTTA Non un mistero, peraltro, che proprio la bandiera tedesca sia la pi presente sulle navi delle Ong che operano nel Mediterraneo centrale. Su diciannove natanti che attualmente operano in quel vasto tratto di mare e fanno riferimento ai porti italiani, ben dieci battono bandiera tedesca o sono gestiti da organizzazioni non governative con sede in Germania. Le principali sono Sea-Watch, attiva con la nave Sea-Watch 5; Sos Humanity, che opera con la Humanity 1; Mission Lifeline, con la Rise Above e presto con unaltra nave in allestimento; Sea-Eye, che opera con la Sea-Eye 5. A queste si aggiungono organizzazioni minori come Resqship e People in Motion.

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