WIRE โ€” Sar perch, come ha detto lui stesso, non si gira davanti a nulla, che Maurizio Landini non ha visto quegli uomini che si sono voltati in segno di protesta quando ha iniziato a parlare Ignazio La Russa. I signori indossavano camicie rosse e portavano al collo il fazzoletto con intrecciate le scritte della Cgil e della Fgtb, il sindacato comunista belga gemello di quello italiano, ma al segretario devessere sfuggito il particolare, bench li conosca tutti bene. Hanno mostrato le spalle per manifestare disprezzo mentre il presidente del Senato commemorava i morti di Marcinelle, 262 minatori di undici nazionalit, 136 dei quali provenienti dal nostro Paese. Lo scopo era mettere in imbarazzo i delegati del governo italiano, questanno rappresentato da esponenti di Fdi, ma il risultato stato mettere in difficolt la Cgil e i partiti del campo largo. La Russa infatti stava leggendo un discorso scritto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed a lui e alle massime istituzioni italiane che, malgrado le rocambolesche pezze che Landini and Friends hanno provato a mettere dopo, i sindacalisti girevoli hanno mancato di rispetto. La gaffe mastodontica e i compagni belgi si sono trovati nella necessit di assumersi ogni colpa, arrampicandosi sugli specchi fino a sostenere che stato un gesto antifascista, perch settantanni fa, nel 1956, i minatori italiani sono morti per colpa del fascismo, che ha impoverito lItalia, costringendo i suoi cittadini a emigrare. La storia altrove. Gli italiani migravano ben prima del Ventennio e molto meno dopo. I nostri minatori erano l per il patto che la Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi firm con Bruxelles: uomini in cambio di carbone. La Fgtb ha fatto scudo a Landini per evitargli di entrare in rotta di collisione con Mattarella, il che avrebbe comportato per Elly Schlein e Giuseppe Conte lobbligo di criticare il segretario Cgil, cosa che n luna n laltro si possono permettere in questo particolare momento storico. molto strano per che il nostro sindacalista fosse alloscuro della protesta. Il leader reggiano infatti si organizzato una due giorni con i colleghi belgi che pare una luna di miele. Visite al museo, manifestazioni comuni in piazza e cena insieme il venerd, cerimonia fianco a fianco il sabato. Per stare con i compagni di Fgtb, il buon Maurizio ha pure disertato lappuntamento di studio organizzato dalla Ecr, il gruppo al quale appartiene Fdi allEuroparlamento, al quale hanno partecipato tutti gli altri sindacati italiani, Ugl, Cisl, Uil. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48815221]] Delle due, una. Nella prima ipotesi i belgi sono stati tutto il tempo con Landini senza dirgli nulla per poi apparecchiargli la beffa finale, il che vorrebbe dire che il leader della Cgil non conta pi niente. Nella seconda ipotesi luomo per il quale Meloni solo una cortigiana di Donald Trump qualche cosa sapeva, forse il tutto era perfino concordato, ma non aveva calcolato gli effetti della protesta con vista sul Quirinale. Accecato dallodio verso La Russa, non ha realizzato che le spalle voltate colpivano Mattarella e lItalia tutta. Il comportamento del segretario, che malgrado le richieste che gli sono arrivate dal nostro Paese non ha sconfessato i colleghi della Fgtb e ha anzi attaccato Meloni, perch con tutte le cose che ha da fare trova il tempo per commentare delle bugie, fa propendere per la seconda risposta. Prendere le distanze dal sindacato belga avrebbe comportato per la Cgil il rischio di essere smentita dallorganizzazione gemella e sarebbe comunque stata una rottura di patto. Resta da capire perch se ne siano stati zitti anche i leader della sinistra italiana, da sempre orgogliosi alfieri del presidente e custodi dei lavoratori. La risposta sta nella lotta allultimo sangue che Elly e Giuseppi stanno ingaggiando su chi sar il candidato premier del campo largo. Poich nessuno vuol farsi da parte, e il rifiuto delluna rafforza e legittima la testardaggine dellaltro, probabile che davvero saranno le primarie a decidere. E qui entra in campo il fattore Landini, che intoccabile dai leader di Pd ed M5S. La macchina di consenso della Cgil infatti in grado di muovere due-trecentomila voti, quindi di determinare chi vincer la consultazione. Questa cosa la sa benissimo Schlein, che non sconfisse Stefano Bonaccini grazie al voto dei giovani o del mondo Lgbtq+, come sostiene, bens per lappoggio decisivo dello Spi, i pensionati della Cgil, e del sindacato rosso emiliano. E la sa anche Conte, che ha gi lanciato pi di un ponte in direzione Corso dItalia. Ora per Elly non pi cos in buona con Maurizio. Il motivo? Proprio la battaglia per il salario minimo, che il Pd ha trai punti principali del governo e i landiniani non vogliono, al punto che stanno stringendo con Confindustria un patto per la rappresentanza nei contratti che mette fuori gioco la rivendicazione dem. Schlein ha la leva della candidatura in Parlamento per portare a s il leader del sindacato, ma in fondo ce la potrebbe avere anche Conte, al quale peraltro il segretario, il cui mandato scade proprio prima del voto, pi vicino per indole e pensiero. Queste cose Landini le sa benissimo e approfitta della sua impunit a sinistra per ribaltare linfortunio occorsogli in Belgio in uninvenzione del governo. Daltronde, quandanche, ed poco verosimile, il segretario Cgil non abbia responsabilit fattiva, o ancora non sappia bene la dinamica, del voltaspalle di Marcinelle, una cosa innegabile: ha la responsabilit di aver predicato odio contro le istituzioni italiane ovunque gli capitato di andare e ieri il nostro Paese, i parenti dei minatori morti, e perfino lultimo superstite della tragedia rimasto in vita, Urbano Ciacci, hanno raccolto i frutti della mala semina. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48816389]]

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