WIRE — Prima gli insulti. Poi la caccia alluomo. Infine il pestaggio, feroce, proseguito anche quando la vittima era ormai a terra, incapace di difendersi. Nicola Musiani, 54 anni, morto cos, massacrato di calci e pugni nel parcheggio di viale Tritone, a Pinarella di Cervia.Una violenza che gli investigatori definiscono gratuita e di una crudelt estrema. Per quel delitto, consumato nella notte tra il 18 e il 19 luglio, i carabinieri hanno arrestato quattro giovani tra i 19 e i 23 anni, italiani di seconda generazione con origini marocchine. La posizione di un quinto componente del gruppo, minorenne, sarebbe invece al vaglio del Tribunale per i minorenni di Bologna: secondo le prime ricostruzioni avrebbe avuto un ruolo nellavvio dellaggressione.Le indagini, coordinate dalla Procura di Ravenna, hanno ricostruito unaggressione che sarebbe maturata nel giro di poche ore. I giovani, usciti da una discoteca della zona, avrebbero incrociato Musiani in viale Tritone. Sei un tossico, gli avrebbero urlato. AGGUATO LETALE Ne sarebbe nato un alterco apparentemente concluso. Ma, secondo gli investigatori, il gruppo sarebbe tornato poco dopo deciso a regolare i conti.Quello che segue unescalation di violenza impressionante. Musiani prova a fuggire, corre nel parcheggio cercando di sottrarsi agli aggressori.Viene raggiunto, accerchiato e colpito ripetutamente. Calci e pugni alla testa e al torace. Anche quando cade a terra, i colpi non si fermano. Tenta ancora di rialzarsi, percorre pochi metri e si accascia vicino alla ruota di un camion, dove verr ritrovato allalba, privo di sensi, in un lago di sangue.Trasportato durgenza allospedale Bufalini di Cesena, morir pochi giorni dopo per unemorragia cerebrale provocata dalle gravissime lesioni riportate.I quattro fermati vivono tutti in Romagna, tra Forl, Meldola, Santa Sofia e Faenza. Due sono nati in Marocco, due in Italia da famiglie marocchine. Per tutti la Procura contesta lomicidio aggravato in concorso dai futili motivi.Due degli indagati, alla notizia della morte di Musiani, sarebbero partiti subito per il Marocco. Un viaggio che gli investigatori hanno ricostruito nel corso delle indagini. Forse l hanno tentato di trovare rifugio. Ma invano. I due sono poi rientrati nel Forlivese, dove sono stati rintracciati dai carabinieri. Uno degli arrestati, inoltre, era gi noto alle forze dellordine per un episodio che oggi assume un peso particolare. In passato era stato denunciato per lesioni dopo aver preso parte a unaltra aggressione ai danni di un giovane al termine di una rissa. Un precedente che non aveva avuto conseguenze mortali, ma che racconta una propensione alla violenza gi emersa prima del delitto di Pinarella di Cervia. DASH CAM DI UN CAMION Linchiesta stata costruita quasi fotogramma dopo fotogramma. Allinizio gli investigatori avevano soltanto pochi video, sufficienti a mostrare la brutalit dellaggressione ma non i volti degli autori. Da l partita una paziente ricostruzione: decine di telecamere pubbliche e private, le immagini registrate dalla dash cam di un camion parcheggiato nella zona, testimonianze, intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e incroci con le banche dati delle forze di polizia. Un mosaico investigativo che ha consentito di dare un nome ai presunti componenti del branco.Resta ancora senza una risposta definitiva il perch di tanta ferocia. Musiani e i suoi aggressori, secondo gli inquirenti, non avevano alcun rapporto precedente.Proprio lassenza di un movente concreto rafforza, allo stato delle indagini, laggravante dei futili motivi. La Procura, per, continua a scavare per chiarire se quella notte vi fossero altri partecipanti e definire con precisione il ruolo di ciascuno, compreso quello del minorenne. Pinarella, intanto, prova ancora a fare i conti con una delle pagine pi nere della sua storia recente.Un uomo inseguito come una preda, pestato fino a perdere conoscenza e lasciato morire sullasfalto. Ora anche il Comune di Cervia si costituir parte civile nel procedimento penale.
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