WIRE โ Loro strillano in assemblea.Lui piagnucola assieme a loro perch non pu spendere soldi nostri per i voti che vuole per restare sindaco. la commedia in corso a Roma, in mezzo alla strada, con un protagonista fallito come Roberto Gualtieri, e le comparse che hanno dovuto mollare lo Spin Time occupato per tredici anni e ora evacuato per un incendio. Anche se le urla si propagano a colpi di slogan dallassemblea svolta ieri, il piano fallito: la propriet dello stabile non si fida del Comune e ha chiuso la trattativa con un no secco ad una proposta che evidentemente non era cos solida come millantato da Gualtieri e soci. Persino quelli del centro sociale si sono sperticati con fare da economisti sulla qualit della proposta del Comune con i quattrini dei cittadini: respinti. I soldi pubblici per soddisfare i centri sociali restano nelle casse del Campidoglio. Ed grave che proprio il sindaco si sia messo ad attaccare il centrodestra pur di difendere unoccupazione abusiva: Gualtieri ha perso il lume della ragione. Perch il Comune lassistenza alloggiativa deve garantirla a chi sta in graduatoria e non a chi occupa i palazzi illegalmente. Lassemblea di ieri - surriscaldata pi dal clima che dalle ragioni dellestremismo rosso - stata accompagnata dalle lacrime di Gualtieri, che arrivato l a dirsi amareggiato per il no della propriet. E dopo tredici anni di inadempienze il Comune di Roma poteva forse aspettarsi mazzi di fiori? LA SOLITA MANFRINA Dopo lincendio del 29 luglio e il sequestro dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme (occupato dal 2013 da Action e diventato Spin Time Labs), Gualtieri ha rimesso sul tavolo la proposta di acquisto da parte di Roma Capitale. Lidea era legata al cosiddetto Piano Casa: acquisire limmobile (propriet di Investire Sgr, gestore del Fondo Immobili Pubblici) sulla base della valutazione dellAgenzia delle Entrate o del Demanio, pi un accordo ponte per far rientrare in tempi pi rapidi almeno una parte delle circa 400 persone che sono finite in strada. Ma, come era prevedibile per tutti tranne che per il sindaco di Roma, la propriet ha detto no allaccordo ponte: niente rientro temporaneo, perch non ci sono le condizioni di legalit e sicurezza. Hanno lasciato aperta la possibilit di una vendita diretta, ma a prezzi di mercato e con tempi lunghi. Gualtieri si detto molto amareggiato e irritato, ha parlato di un no irrevocabile e di essersi sentito solo in questa battaglia. Ma un sindaco che prova a usare soldi pubblici per sanare unoccupazione abusiva durata 13 anni, aggirando le graduatorie delle case popolari e premiando chi ha occupato poteva solo andare a sbattere. SPRECHI E DELIRI E fanno bene le forze di opposizione a ricordare anche i costi gi sostenuti dallo Stato (oltre 21 milioni di indennizzi per il mancato sgombero, pi le penali mensili). Basta passerelle, la linea che stanno portando avanti. E persino Saviano straparla di fallimento della politica. Certo, la loro. Da via Santa Croce in Gerusalemme le solite comiziate assembleari nel nome del diritto allabitare esercitato a suon di occupazioni abusive. In realt solo illegalit tollerata e incentivata. Tutto questo cade sulle spalle di Gualtieri che giura di voler cercare soluzioni alternative per le famiglie illuse da Action. Ma la solita storia di sempre: a circa un anno dalle comunali, Gualtieri ha spinto con forza per lacquisto pubblico di uno stabile occupato da 13 anni dal movimento che storicamente gravita a sinistra (Action appunto). Lobiettivo dichiarato era salvaguardare unesperienza di integrazione, ma il risultato pratico sarebbe stato regolarizzare centinaia di persone fuori dalle normali graduatorie delle case popolari, usando soldi dei contribuenti. Ma il progetto fallito e il sindaco, supportato pubblicamente pure da Elly Schlein, continua a fare passerelle. Anche se lo salutano a pugni chiusi questa storia gli torner comunque indietro anche nella campagna elettorale. I voti li conquisti con i soldi suoi. Non con i nostri. Gualtieri ha poi firmato unordinanza per superare lassistenza in modalit campale anche su strada, ricorrendo a forme pi strutturate di assistenza e sostegno e avviando una specifica assistenza alloggiativa di emergenza per una durata massima di 60 giorni presso strutture ricettive reperibili laiche o religiose.
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