WIRE โ€” In molti amiamo certe canzoni (non tutte) di Francesco Guccini, ma da qui a santificarlo come ha fatto ieri Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana, ce ne corre. Il quotidiano, che ha il card. Zuppi come stella polare, lemblema dello sbandamento della gerarchia ecclesiastica (italica) dietro allideologia dominante (di sinistra). Ieri Avvenire ha allestito le celebrazioni solenni. Al cantautore ha dedicato addirittura uno dei due editoriali di prima pagina (titolo: Noi cresciuti con le parole di Guccini. Una ballata del Novecento). Poi la fotonotizia della prima pagina con un suo grande ritratto. Infine due intere pagine nellinterno, con altri sei articoli e vari riquadri (in cui il card. Zuppi molto celebrato come suo amico...). Colpisce il confronto con il trattamento che sempre Avvenire ha riservato, quattro mesi fa, alla morte di Vittorio Messori, uno dei pi importanti scrittori cattolici del dopoguerra, famoso (e tradotto) in tutto il mondo anche per i suoi libri con Joseph Ratzinger e con Giovanni Paolo II (oltretutto Messori era stato per anni il pi importante collaboratore di Avvenire, la sua grande firma). Messori mor il 3 aprile. Ci si aspettava che Avvenire dedicasse grande spazio a questo intellettuale convertito che ha dato tantissimo alla Chiesa, fin dal best seller mondiale Ipotesi su Ges tradotto in 22 lingue. Cera stato tutto il tempo per preparare le pagine. Ma sulla prima di Avvenire del 5 aprile n editoriali, per lui, n grandi fotonotizie. Solo un piccolo richiamo che rimandava alla pagina di cultura Agor e a un altro commento allinterno. Un congedo senza clamore, come peraltro le sue esequie, disertate dai vertici della Cei e della Curia (neanche alla morte del card. Ruini il 18 giugno Avvenire dedic leditoriale, pur dovendogli riservare le dovute pagine). Va bene dare tanto spazio a Guccini. Ma nei sette articoli a lui dedicati da Avvenire non c alcun cenno alle sue prese di posizione opposte alla Chiesa sui temi etici. Il mensile Il Timone ha invece ricordato la canzone con cui nel 1976 dette il suo contributo musicale alla legalizzazione dellaborto, poi la critica della famiglia. Infine nel 2021 firm il referendum promosso dallAssociazione Coscioni per la legalizzazione delleutanasia. Avvenire non un giornale qualsiasi, la voce della Cei e se dedica editoriali e pagine a Guccini, oltretutto elogiandone limpegno civile, dovrebbe ricordare che queste erano le idee per cui si era impegnato. Invece niente. Solo elogi. Anzi, leditoriale di prima pagina arriva addirittura a entusiasmarsi per La locomotiva, la canzone in cui racconta di un anarchico che un giorno, preso da una furia di giustizia contro tante oppressioni, sale su una locomotiva e si dirige contro un treno di signori proveniente nella direzione opposta. Leditorialista, dopo aver cos riassunto il contenuto, aggiunge: La Locomotiva mi tanto cara che lho insegnata ai figli bambini e poi ai nipoti. una delle sue canzoni peggiori. Ma c anche il Guccini della poesia gentile, che ricorda Gozzano e Leopardi, c il suo attaccamento alla sua terra che fa pensare alle opere di Gino Covili e ai libri appenninici di Giovanni Lindo Ferretti, oltre al Guccini della faziosit. Nonostante le impreviste parole polemiche che Guccini rivolse a me (assente) in tv nel 2015 (cosa che mi divert) gli voglio bene e oggi prego per lui, come devono fare i cristiani, anche se il mondo clericale non ricorda mai di pregare per i morti e fa credere che andiamo tutti in Paradiso e subito, spediti. Pure per questo il ceto clericale aveva fastidio per Messori: perch gli ricordava labc della fede cattolica. Guccini era agnostico, pi che chiacchierare con Zuppi gli sarebbe servito ascoltare (o leggere) Messori. O il card. Biffi. www.antoniosocci.com.

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