WIRE — Fa male al cuore vedere come in Parlamento stata trattata la questione dellacquisizione delle chat tra lon. Delmastro e altro soggetto, scambiate via whatsapp. Una carnevalata, si detto, con le opposizioni che si bendavano gli occhi e urlavano fuori le chat, e con la maggioranza che rispondeva con i medesimi toni scomposti. Nessuno o pochissimi che abbia posto laccento sulla vera posta in gioco: la difesa non di un privilegio di un singolo parlamentare, ma di una prerogativa prevista dalla Costituzione a tutela della funzione dei nostri rappresentanti. Gi, proprio la Costituzione pi bella del mondo, che per, evidentemente, qualcuno pensa di difendere solo a fasi alterne, a seconda delle convenienze. So che molti storceranno il naso: che centrano questi alati concetti con la storia della bisteccheria? Appunto, bisogna distinguere. Sullinchiesta vedr la magistratura, ma le chat che coinvolgono parlamentari, scambiate via whatsapp, sono corrispondenza. Lo ha detto la Corte costituzionale, in una sentenza del 2023 che coinvolgeva il senatore Renzi. In quanto corrispondenza, le chat ricadono sotto la garanzia dellarticolo 68 della Costituzione, il quale esige che il sequestro della corrispondenza di un parlamentare sia autorizzato dalla camera dappartenenza. Ora, la Procura di Roma ha correttamente chiesto questa autorizzazione, ma senza aver sufficientemente delimitato, in senso proporzionato alle necessit dellinchiesta, la richiesta di sequestro della messaggistica riconducibile allonorevole Delmastro. A quanto risulta, la Camera, a maggioranza, ha votato no alla richiesta, per due ragioni. Sia perch essa risultava non selettiva, ma generica, sia perch (lo mette in evidenza Ermes Antonucci su Il Foglio del 6 agosto) essa sarebbe stata da rigettare, da parte di un giudice, anche se riferita non alla messaggistica di un parlamentare, ma a quella di un semplice cittadino, proprio in quanto indiscriminata ed esplorativa (non si pu fare un sequestro di corrispondenza per andare a vedere se ci sono reati...). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48792276]] Pare che la Procura, una volta conosciute le motivazioni del rigetto, si accinga a fare ricorso alla Corte costituzionale, elevando contro la Camera un conflitto tra poteri dello Stato. Perch di questo si tratta, al di l delle carnevalate e dei toni sbagliati: di una questione importante, che riguarda le garanzie della funzione parlamentare e i limiti delle inchieste penali sui parlamentari. So bene che questo aspetto scalda i cuori di pochi, o forse di nessuno. Ma in realt dovrebbe farlo, perch il Parlamento (dovrebbe essere) il luogo centrale delle nostre libert. La Corte costituzionale ha sottolineato come la conoscenza indiscriminata delle comunicazioni del parlamentare cito testualmente pu aprire squarci di conoscenza sui rapporti, specialmente istituzionali, del rappresentante politico, di ampiezza ben maggiore rispetto alle esigenzedi una specifica indagine e riguardanti altri soggetti (magari altri parlamentari), per i quali opera e deve operare la medesima tutela dellindipendenza e della libert della funzione. Rivelare ogni messaggio, insomma, pu recare danno alla libert della funzione parlamentare. Anche queste considerazioni, immagino, non smuoveranno molte coscienze. Ma non ogni questione istituzionale pu essere immiserita e strumentalizzata a fini di propaganda. Se le garanzie parlamentari non piacciono pi, si decida di eliminarle del tutto, altrimenti dovere del Parlamento difenderle. Perch, proprio come ha sottolineato di recente il Capo dello Stato (in altra occasione), custodire intatte le proprie prerogative, nellinteresse di chi verr dopo, dovere di ogni organo costituzionale. Incluso il parlamento. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48794800]]
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