WIRE โ Gerry Scotti pronto a festeggiare i suoi primi 70 anni in arrivo venerd. Un traguardo che condivider con il pubblico di Canale 5 grazie alla puntata speciale de La Ruota della Fortuna interamente dedicata al conduttore del game show. Per loccasione, le frasi da indovinare dei tabelloni ripercorreranno la sua storia e i momenti pi significativi della sua straordinaria carriera televisiva. E a sfidarsi, dietro la mitica Ruota, ci saranno tre campioni che hanno fatto la storia di altrettanti quiz memorabili condotti da Gerry Scotti negli anni: Ferdinando Sallustio da Passaparola, Enrico Remigio da Chi vuol essere milionario, e Nicol Scalfi da Caduta Libera. In vista dellimportante appuntamento (ma guai a parlare di traguardo e bilanci), Gerry ha incontrato la stampa per raccontare i suoi 43 anni di televisione. Dagli inizi corsari allalba delle radio libere milanesi, mezzo secolo fa, con Claudio Cecchetto che ebbe anche lintuizione di farlo esordire in televisione e Fatma Ruffini che gli consegn le chiavi del preserale. Era il 1989, Raimondo Vianello lasci il Gioco dei Nove e consigli me come suo erede. Io fui tentato dal non accettare. Lavoravo con la musica, facevo gi programmi fighi. La signora Ruffini mi preg di resistere almeno qualche mese... Sono in quella fascia da oltre 40 anni!. E poi la felicit del tre volte nonno, grazie al figlio Edoardo che diventato anche luomo social della famiglia Scotti. Regista dei meme e dellIntelligenza Artificiale che Gerry ha sperimentato in anticipo e con molta autoironia. Sembrer strano ma proprio quando mi dedico a social e AI risento lo stesso brivido di libert provato a inizio carriera, ai tempi di Radio Milano International. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47937215]] Gerry, partiamo per dal presente: il ritorno de La Ruota della Fortuna da quasi tredici mesi ininterrottamente in onda. Se lo aspettava? Esercitare falsa modestia un anno dopo sarebbe da millantatori. Sapevamo che cerano i contenuti e le avvisaglie per fare qualcosa di buono, a partire da un gran titolo e dallazienda che aveva messo a disposizione le forze, migliori anche dal punto di vista tecnico. Lobiettivo che aveva fissato leditore variava dal presunto e sperato 16% a un 18-20% che nella stagione estiva sarebbe stato, diciamocelo tutti chiaramente, oro colato. Si andati oltre, raccogliendo oltre il 25% nelle quattro stagioni dellanno, tenendo incollati circa 5 milioni di persone di ogni et allo schermo, segno che la tv generalista gode di buonissima salute. Possibile che vi abbia favorito, almeno in partenza, una controprogrammazione soft della Rai? Io questo non lho mai detto ma certamente ci aspettavamo di avere contro Affari tuoi. La Rai, invece, la scorsa estate scelse di puntare su Techetechet, programma che, da spettatore prima che da addetto ai lavori, ho sempre apprezzato tantissimo e certo non abbiamo minimamente preso sotto gamba. Tuttavia innegabile che ci abbia dato una spinta in avanti.... Di fatto il ritorno de La Ruota della Fortuna ha disarcionato Antonio Ricci e Striscia La Notizia dalla sua comfort zone... Come ha vissuto tutto questo? Lho vissuto insieme ad Antonio Ricci. Quando se ne parlava e mi arrivavano le proposte, io ero ancora dietro il bancone di Striscia per cui lui era al corrente di tutto. Allinizio immaginavamo sarebbe stato il programma dellestate, pronto a lasciare spazio a Striscia a ottobre come sempre. Poi i numeri andati al di sopra di ogni previsione hanno deciso al posto nostro. Altro tema laccess prime time che, di fatto, diventato la nuova vera prima serata. Si trover una soluzione? Io e De Martino, insieme, abbiamo lanciato un grido di pace, invitando le aziende a mettersi daccordo sulle 21.30 come orario limite per laccess prime time. Il nostro editore, da parte sua, ha risposto in maniera logica. Noi siamo una tv commerciale, la Rai servizio pubblico. A fare il primo passo debbono essere loro e noi ci adegueremo di conseguenza. Io la vivrei come una vittoria anche se, bene ricordarlo al pubblico, non decidiamo n io n De Martino. A quasi 70 anni, com la sua giornata tipo? Io ormai da anni alle dieci di mattina sono negli studi e prima dellora di pranzo devo aver gi realizzato due puntate perch subito dopo pranzo faccio la terza e poi alle quattro devo essere a prendere mia nipote allasilo. Mio padre diceva: sempre meglio che lavorare. Aveva ragione. Basti pensare che a molti capita di vedere brutte persone in ufficio, a me invece tocca tutti i giorni di vedere Samira. Molti vorrebbero essere nei miei panni! (Sorride). Cosa aggiunge e cosa toglie il raggiungimento di unet...tonda? La cosa pi bella la certezza di essere riconosciuto e apprezzato come quel Gerry Scotti l. Per il resto, invece, gi dai 60 anni ho smesso di giocare a pallone, poi negli anni successivi ho dovuto fare il primo ricambio di un pezzo intero: applicando la protesi completa del ginocchio. E non dimentichiamo la grande paura avuta sei anni fa con il Covid che mi ha portato al limite della rianimazione. L il problema non era arrivare a 70 anni ma al mattino successivo con un livello di saturazione sopra i 90 e non sempre capitava. Quando vivi quei momenti l tutto il resto sono veramente bazzeccole. Un po come la politica che ha incrociato quasi per caso ma arrivando, per, pure l ad altissimi livelli... Ero socialista, come mio nonno panettiere. Nel 1987 mi convinsero i giovani socialisti della Bocconi per i quali conducevo delle serate di piazza a sfondo benefico. Mi parlarono del tema della rappresentanza giovanile, dicendo che mi avrebbero presentato a Bobo Craxi, il figlio di Bettino, cos accettai di essere candidato come indipendente, ovvero senza tessera di partito. Di solito gli indipendenti prendono pochi voti e se ne vanno a casa subito, invece io ne presi circa 10mila e in maniera del tutto incidentale fui eletto. La notizia me la diede mia madre al telefono, quando mi trovavo a Riccione per condurre Deejay on the beach. Si preoccup perch arrivarono i carabinieri a portarmi la notifica dellelezione alla Camera dei Deputati. Cos dovetti correre a comprare un abito scuro in viale Ceccarini per presentarmi in parlamento. Sono stati tutti incuriositi dal mio arrivo ma al di l dellapparenza formale della curiosit iniziale non ho mai poi avuto grandi rapporti con nessuno. L mi accorsi di che cosa significasse essere semplicemente un numero che deve premere un tasto. Per di pi mi avevano promesso la presidenza della commissione dindagine sulla condizione giovanile. Un collega, per, mi rifer poi che un pezzo grosso del mio partito sentenzi una frase che non mi sono tatuato addosso solo perch troppo lunga: Uno che ha fatto il disc-jockey non pu fare il presidente di una commissione parlamentare dindagine. E ora che rapporto ha con la politica? Ho molta difficolt a scegliere per chi votare. Lultimo voto convinto lho dato a Silvio Berlusconi ma per riconoscenza, non per altro... Anzi, quando trentanni fa mi chiese un consiglio sula discesa in campo, gli dissi: no, Silvio, non lo fare. Il giorno dopo ci fu lannuncio. Segno che i miei consigli politici non erano molto ascoltati (sorride). Con Pier Silvio ha parlato del suo eventuale impegno politico? Gli ho dato lo stesso consiglio che avevo dato a suo padre ma sinceramente, a differenza di quanto scrivono alcuni giornali, non mi pare cos infervorato per la politica. Una fase della sua vita che le piacerebbe rivivere? Sicuramente gli anni della radio, con quella libert e quellirriverenza che in televisione impossibile praticare. Mi riferisco in particolare agli anni di Radio Milano International nei quali organizzavamo degli scherzi incredibili. Come giocaare con il volume dei film porno che TeleMilano, con cui condividevamo gli studi, trasmetteva dopo la mezzanotte. Le vittime erano i mariti di tutta Milano che quando improvvisamente alzavamo il volume dopo averlo ridotto di molto, svegliavano in pieno imbarazzo le mogli e tutta la famiglia... Vedevamo accendersi le luci nelle case di piazza della Repubblica. Con Cecchetto a Deejay invece fu linizio vero della carriera ma gli scherzi non mancavano neppure l. Svuotavamo le cicche e le riempivamo di miccette esplosive ai danni di un collega. Successe che si trov a fumarne una per errore George Michael che era arrivato in radio. Gli esplose la sigaretta come a Willy il Coyote. Io notai anche un po di nero sul naso ma la sua reazione fu totalmente british. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47956328]]
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