WIRE — Laprima a non credere poi troppo nella prosa breve era proprio lei: Un racconto una porta socchiusa per un istante su una casa sconosciuta e subito richiusa. Parola di Irene Nmirovsky, signora della letteratura scomparsa troppo presto e a suo tempo dimenticata troppo in fretta. Sulla sua biografia amara si torner tra qualche riga, ma intanto vale la pena di consigliarlo, questo libro, lultimo di Adelphi che dellautrice ha pubblicato anche il capolavoro, Suite francese, uno struggente romanzo damore e di morte ambientato nella Francia delloccupazione nazista, perch ne stato tratto un film hollywoodiano di meritato successo, anche quello di aver riportato alla ribalta una scrittrice vera. C tanta malinconia nelle porte socchiuse di La notte in treno e altri racconti (a cura di Teresa Lussone, Adelphi, p. 266, 20), in cui risuona forte limpatto devastante della storia sulla vita quotidiana. La stessa malinconia che accompagna la vita spezzata di Irene, di famiglia ebraica, fuggita dallUcraina caduta nella morsa della rivoluzione bolscevica per riparare nellamata Francia e infine morire ad Auschwitz nellagosto del 1942, a soli 39 anni. SCRIVERE E RESPIRARE Un sentimento che per chi ama leggere si fa rimpianto per gli anni che sono stati sottratti alla sua giovane vita e alla letteratura, con tutto quello che avrebbe probabilmente scritto ancora e invece non stato. Tragedie del secolo breve di cui c traccia anche in questi racconti, composti nel segno della discontinuit e pubblicati per lo pi tra il 1938 e il 42, quasi a dire che per lei scrivere era come respirare, anche se ammette di averli redatti per bisogno - li definisce con distacco racconti alimentari, ma la sensazione che la sua anima non potesse farne a meno. Pu succedere a chi viene strappato troppo presto ai suoi affetti, ai ricordi, ai paesaggi dellinfanzia, a patto che abbia talento e lei ne aveva proprio tanto. Si diceva della discontinuit perch alcuni racconti sono sontuosi, altri meno riusciti, tutti hanno comunque un orizzonte che riconosciamo anche ai romanzi di Nmirovsky: lambientazione per lo pi francese, sua patria delezione si era laureata in francese in Ucraina, fuorch un paio dallo scenario finlandese, con il gelo della neve che ti entra nelle ossa. Lindifferenza dei nuovi ricchi per la bellezza di unepoca al tramonto, lattaccamento alla vita, quasi animalesco, di unumanit straziata da rivoluzioni, guerre, dalla tragedia dellesilio. E ancora la denuncia del conformismo borghese e dellipocrisia dei rapporti familiari. Se c un caso di corrispondenza tra la vita dello scrittore e la sua opera proprio quello di Nmirovsky, sebbene non si sia mai fatta vanto di dipingere la sua vita come una tela, ossia di viverla come unopera darte. Non ne aveva bisogno, perch la storia maiuscola aveva scelto al posto suo e i migliori tra questi racconti sono quelli in cui si riflette chiaramente la sua tragedia. Lo scritto che d il titolo alla raccolta narra uno sfollamento da Parigi in treno allo scoppio della guerra, con pennellate schiettamente impressioniste a tratteggiare personaggi che non potrebbero essere pi diversi, per estrazione ed et, e invece si ritrovano stipati nello stesso scompartimento in viaggio verso lignoto. Il racconto meglio riuscito forse Lo spettatore, storia di un uomo ricco incapace di amare, Hugo Grayer, un cosmopolita di padre nordico, madre italiana e propriet in mezzo mondo, il quale suppone che tutto sommato la guerra non lo riguardi perch si illude che il denaro possa comprare anche la pace. Alcune riflessioni del cinico protagonista fanno male, tanto suonano attuali e perch sono di certo le opinioni di Irene: LEuropa ha il fascino delle creature che stanno per morire; Hugo era un esteta decadente, che si sentiva attratto dalle citt minacciate, Parigi, Londra, Roma; ogni volta che vado via, mi salgono le lacrime agli occhi, come se mi congedassi da un amico malato, condannato. SOTTO I COLPI DEI GRANDI Si era pure trovato a Salisburgo poco prima dellAnschluss e aveva pensato a Mozart, alla fine della cara Austria sotto il tacco di Hitler. Tutte cose che comunque non lo toccavano pi di tanto, perch stava per salpare per le Americhe, da neutrale, e invece mor come un sorcio, devastato da una bomba, in mezzo ai poveri e in mezzo al mare, su una nave colata a picco. Lumanit di Nemirovsky del resto cola a picco, sotto i colpi delle scelte scellerate dei grandi o per la sua propria vilt. Le sue storie sono uno specchio fedele delle miserie umane, che si ripetono identiche dallinizio dei tempi, con in pi quel brivido da ultima notte sul ponte del Titanic che lei conosceva meglio di chiunque altro. E cos le riesce fin troppo bene narrare di donne russe che un tempo erano state ricche e belle e si sono ritrovate a Parigi senza un soldo, di penosi esodi verso una salvezza impossibile e del fragile incanto della giovinezza, pronta a sfiorire alla fine di maggio con le eterne illusioni disilluse dellamore.
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