WIRE โ€” Nel giorno del 46esimo anno dalla strage di Bologna - oggi, domenica 2 agosto - il premier Giorgia Meloni ha ricordato come in quelloccasione il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi pi feroci. Ha colpito al cuore la nazione intera, con un attentato che ha disintegrato la stazione di Bologna, uccidendo 85 persone e ferendone oltre duecento. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quello che accaduto il 2 agosto del 1980 rappresenta una delle pagine pi buie e drammatiche della storia nazionale. Oggi ci uniamo, ancora una volta, ai familiari delle vittime e a tutti i bolognesi in questa giornata di dolore e commemorazione. Parole nette, chiare, quelle della leader di FdI. Eppure, quelle parole, fanno impazzire la sinistra, pronta a tutto pur di attaccarla. Gi, perch il fronte progressista protesta, insorge, sostenendo che Meloni non abbia riconosciuto la matrice neofascista della strage. In primis Giuseppe Conte: Che significa il terrorismo? Esiste il terrorismo ispirato al fondamentalismo religioso, quello di matrice etnica, quello separatista e, infine, c il terrorismo che ha imperversato in Italia ispirato da motivazioni ideologiche e politiche, con formazioni di estrema destra e di estrema sinistra - premette il leader M5s -. Giorgia Meloni a quale terrorismo ti riferisci? Quando un Presidente del Consiglio parla al Paese non genera confusione. Sai bene che ci sono condanne passate in giudicato che hanno confermato la matrice neofascista della strage di Bologna. Vuoi disconoscerle?, conclude Conte la sua intemerata sui social. Gi, cosa significa terrorismo... [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48760229]] Dunque, dalle parti del Pd, si fa sentire Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera: La strage del 2 agosto 1980 non stata soltanto la pi grave strage compiuta nel nostro Paese dal dopoguerra. stata una ferita alla democrazia, compiuta da un terrorismo eversivo di matrice neofascista con la complicit di apparati deviati dello Stato, ha premesso la piddina. E ancora: La determinazione nella ricerca della verit dei familiari delle vittime, la memoria civile di una citt che ha saputo unirsi nel difendere la memoria e chiedere giustizia, loperato della magistratura e delle istituzioni che in questi lunghi anni hanno resistito anche ai tentativi di depistaggi e di perseguire ricostruzioni infondate, hanno permesso di arrivare a una sentenza definitiva che tutta la politica e istituzioni devono riconoscere senza i tentennamenti e le omissioni a cui purtroppo assistiamo anche in queste ore da parte della stessa Presidente del Consiglio. Oggi a Bologna la partecipazione democratica, pacifica, commossa di una citt e di un Paese ha reso omaggio alle vittime di quella tremenda strage e ha affermato ancora una volta i valori costituzionali che dobbiamo proteggere per rendere pi forte la nostra democrazia, conclude la Braga. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48759670]] Ovviamente anche limmancabile Angelo Bonelli aveva da dire la sua: Nel giorno dellanniversario della strage di Bologna, Giorgia Meloni sceglie ancora una volta di parlare genericamente di terrorismo, evitando di ricordare che quella del 2 agosto 1980 fu una strage neofascista, come hanno accertato sentenze passate in giudicato. Non una dimenticanza: una scelta politica, ha tuonato il verde. E ancora: Le 85 vittime e gli oltre 200 feriti meritano una memoria fondata sulla verit, non su formule generiche che cancellano le responsabilit storiche. La presidente del Consiglio non pu commemorare le vittime senza avere il coraggio di pronunciare la parola neofascismo. Questa omissione arriva mentre si moltiplicano i tentativi di riscrivere la storia e di mettere in discussione le sentenze definitive sulla strage di Bologna. Il silenzio della presidente del Consiglio finisce cos per offrire una sponda culturale al revisionismo. Finita? Non ancora: evidente la continua rincorsa di Meloni al consenso dellestrema destra, fino a inseguire le posizioni di Vannacci. Ma la memoria della strage di Bologna non pu essere sacrificata a un calcolo elettorale. Chi guida il governo della Repubblica ha il dovere di affermare con chiarezza che quella del 2 agosto 1980 fu una strage neofascista. La verit giudiziaria non si piega alle convenienze politiche e la storia non si riscrive omettendo le parole che fanno pi paura, conclude Angelo Bonelli. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48751968]]

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