WIRE โ Se non ci fossero di mezzo 140 poliziotti feriti e un milione di euro di danni, sarebbe una barzelletta molto divertente: pi di 3mila No Tav identificati, almeno 700 guerriglieri del blocco nero che hanno scatenato linferno in Val di Susa, e indovinate un po quanti di questi gentiluomini in manette? Due. Forse. Perch il giudice delle indagini preliminari di Torino deve ancora decidere, lo far probabilmente oggi, se convalidare la richiesta avanzata dalla procura, rappresentata dai sostituti procuratori Paolo Scafi e Antonella Barbera, ovvero il carcere, perch - ha spiegato il procuratore capo Giovanni Bombardieri - ci sono sussistenti esigenze cautelari che ne rendono necessaria lapplicazione. EQUIPAGGIAMENTO DA GUERRA Questi due, entrambi 25enni tedeschi, erano stati arrestati dalla polizia in flagranza differita domenica, a meno di 24 ore dagli scontri, grazie alla visione capillare dei filmati in possesso della Digos. E ieri, durante ludienza di convalida durante la quale il giudice delle indagini preliminari ha scelto di rinviare la sua decisione, si sono rifiutati di rispondere alle domande e hanno negato ogni accusa. I loro avvocati, Gianluca Vitale e Lorenza Della Pepa, hanno poi chiesto la scarcerazione. Eppure la coppia di black bloc era stata trovata in possesso di occhiali, guanti e impermeabili neri: lequipaggiamento perfetto per andare allassalto del cantiere di Chiomonte. Le accuse sono molteplici: devastazione, saccheggio lesioni e resistenza a pubblico ufficiale con le aggravanti delluso di armi e fuochi di artificio e in concorso con pi persone. Prima di loro, altri due tedeschi, entrambi ventenni, con precedenti specifici, erano stati pizzicati con materiale utile alla guerriglia nascosto in auto, mentre se ne andavano dal campeggio allestito a Venaus per il famoso Festival dellAlta Felicit che lanno scorso ha ospitato Ilaria Salis e questanno Francesca Albanese. Risultato? Su ordine del questore di Torino, Massimo Gambino, sono stati rispediti in Germania, con un volo Torino-Francoforte, col divieto di rientrare in Italia per i prossimi tre anni. Capirai... Una misura simile era stata presa anche per tre giovani francesi fermati la sera prima delle scorribande, a Susa: negli zaini avevano fumogeni, petardi, cesoie, un flessibile con due batterie, caschi, maschere, occhiali, benzina e sim separate dai cellulari. Tutti bravi ragazzi, tutti liberi. NUMERI IMPONENTI E dire che i numeri legati alla prevenzione e alla repressione sono abbastanza imponenti. Oltre 3.300 gli antagonisti identificati dalla polizia nei giorni che hanno preceduto la decima edizione del Festival dellAlta Felicit e in quelli successivi ai pesantissimi scontri di sabato ai cantieri della Tav: tra loro, stando a quanto filtra, ci sarebbero anche attivisti di Askatasuna. Nicola Gastini, uno dei capoccia del fu centro sociale di Torino, non a caso, ha rinfocolato la battaglia: 10, 100, 1.000 Festival Alta Felicit. 10, 100, 1.000 Valsusa. Da sempre dalla parte giusta della barricata. Avanti No Tav!. Nel dettaglio, tra gioved, venerd e sabato, prima del corteo sfociato in devastazione sistematica, erano state identificate in via preventiva circa 1.800 persone. Erano poi stati emessi 16 fogli di via obbligatori, nove daspo urbani e diversi provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale nei confronti di antagonisti francesi. Dopo gli assalti ai cantieri, invece, erano state identificate 436 persone e altre mille erano finite sotto la lente dingrandimento nella giornata di luned. Durante i controlli di polizia erano inoltre stati sequestrati petardi, fuochi dartificio, passamontagna, maschere antigas e indumenti neri. Tutto materiale utile a far male alle forze dellordine, a provocare danni economici a uninfrastruttura strategica e soprattutto a travisarsi prima, durante e dopo gli scontri. I pi feroci dal 2011 a oggi. E cos, mentre il sindacato di polizia Fsp chiede di vietare in modo categorico le manifestazioni di questi criminali perch i poliziotti non possono pi fare da bersagli mobili, come ha spiegato il segretario torinese Luca Pantanella, nei canali darea No Tav la parola dordine continuare la lotta contro la vendetta di Stato di polizia. Leuroparlamentare di Avs Ilaria Salis si accodata: La Val di Susa ha il diritto di decidere del proprio futuro, ora e sempre No Tav!
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