WIRE — Gli elettori di sinistra chiedono per prima cosa pi antifascismo. Non il salario minimo. Non maggiore sicurezza. Non meno tasse. Niente di tutto questo. Quello che vogliono, dai loro rappresentanti politici, che si impegnino di pi per fermare il possibile ritorno delle camicie nere. Sembra incredibile, eppure quanto emerge da una ricerca realizzata da SWG e ispirata al libro di Domenico Petrolo La stagione dellidentit. Dalla Brexit a Trump, perch orgoglio e valori contano pi di salari e welfare, pubblicato da FrancoAngeli. Il punto di partenza della ricerca che per gli elettori italiani il riconoscimento della propria identit, dei propri valori e del proprio mondo pesa nella scelta di chi votare pi delle promesse di miglioramento economico. E questo vale per tutti, di destra e di sinistra. Per il 47% degli intervistati, infatti, la cosa pi importante che un partito sia capace di riconoscere e proteggere la sua identit, mentre il 39% privilegia la capacit di migliorare la sua situazione economica. La dimensione identitaria prevale soprattutto tra gli over 64, con il 57% contro il 31%, e tra i residenti nel Centro-Sud, con il 51% contro il 36%. Al Nord le due esigenze risultano quasi appaiate, rispettivamente al 43% e al 42%. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48704718]] I TEMI CALDI Secondo lindagine, quattro italiani su dieci non si sentono sufficientemente rispettati e valorizzati nella societ. La quota raggiunge il 58% tra i ceti economicamente deboli, il 52% tra gli elettori di sinistra e il 48% tra chi non si colloca politicamente. Il 30% ritiene inoltre che nessun partito o leader ne riconosca la dignit, lidentit e le reali difficolt. E arriviamo al punto caldo della ricerca, ovvero le priorit degli elettori. Tra le minacce considerate molto rilevanti per la propria identit, il 54% indica una cultura che riapra la strada al fascismo, il 43% lIslam, il 40% la cultura woke e il politicamente corretto, il 39% lesaltazione del nazionalismo e il 36% limmigrazione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48571085]] Ovviamente, le differenze politiche, in queste scelte, sono decisive: l83% degli elettori di sinistra teme soprattutto il ritorno del fascismo, mentre a destra le preoccupazioni maggiori riguardano la cultura woke, indicata dal 76%, lIslam, al 73%, e limmigrazione, al 71%. Il paradosso che mentre gli elettori di sinistra insistono nel chiedere un maggiore impegno contro il fascismo, la scelta di evocare continuamente il Ventennio non mai servita agli eredi del Pci per vincere le elezioni. Lesempio pi clamoroso proprio quello delle ultime Politiche, anno 2022. Allora il Pd, guidato da Enrico Letta, punt tutto sullo scontro tra fascismo e antifascismo. I manifesti dei dem erano met rossi e met neri, proprio per evocare lo scontro epocale tra il bene e il male. E il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, lo disse chiaramente: Abbiamo il fascismo alle porte. Il risultato di tutta questa campagna mediatica lo conosciamo bene: Partito democratico al minimo storico (19%) e Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Insomma, il fantasma del Duce pu magari scaldare la parte pi militante dellelettorato progressista, ma sicuramente non utile per conquistare nuovi consensi. Il vero problema che questo sondaggio sar presumibilmente finito anche sulle scrivanie dei vari Schlein, Bonelli, Fratoianni, Salis e compagnia partigiana. Che avranno scoperto, appunto, che gli elettori si aspettano da loro pi antifascismo. E ora chi li ferma pi?
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