WIRE — In questi ultimi giorni il calcio ha momentaneamente preso il posto della politica. O meglio, la politica e il pallone si sono fusi in uno stesso organismo. E il risultato indecente. La Nazionale nel caos. Ieri, luned 27 luglio, Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni, a soli 16 giorni dalla loro nomina. Non abbiamo ancora un ct, dato che Andrea Pirlo si autoescluso dalla corsa dopo le polemiche scaturite da una sua collaborazione con una societ di scommesse russe. Insomma, la situazione grave ed anche seria. Tutta colpa della politica - ha spiegato Paolo Mieli, ospite di In Onda su La7 -. Anche il calcio. Nel senso che si disimparato a fare le nomine. Vi siete resi conto di come si fanno le nomine? Arrivano a sorpresa, quello che dice no, quello che dice s. Una volta non esisteva... pensate adesso quel poveraccio che arriver come terzo o quarto e gli diranno: guarda, avevamo pensato a te fin dallinizio. Per abbiamo fatto tutto questo percorso e labbiamo fatto perch volevamo che uscisse il tuo nome. Ma io gi volevo il nome tuo. Tutti mi sono testimoni. E gli altri tutti a dire: s, s, s vero, volevamo il nome tuo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48701615]] E ancora: Hanno disimparato a nominare le persone. Tutto avviene a casaccio, ognuno fa il fenomeno e potevamo fare la stessa discussione che facevamo stasera sul calcio anche sulla politica. Le nomine sono tutte fatte cos. Abbiamo disimparato che per fare le nomine c un metodo. E tutto nasce da un problema della politica. In Onda, lintervento di Paolo Mieli
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