WIRE — stato un passaggio di consegne inatteso e, a quanto pare, non cos facile quello tra Milo Infante e Salvo Sottile alla conduzione di Ore 14. Il giornalista siciliano ce lha raccontato a cuore aperto, ben lieto di essere stato chiamato a condurre una trasmissione divenuta via via sempre pi importante per Rai2, dove Salvo torner dopo la lunga conduzione quotidiana de I Fatti Vostri, ma al tempo stesso colpito, forse addirittura dispiaciuto dalla freddezza ricevuta dal collega ex conduttore del programma di cronaca. Credevo che Infante fosse un amico e mi sembrato naturale chiamare lui per primo, dopo aver ricevuto la notizia che la Rai mi avrebbe voluto al suo posto. Purtroppo ho ricevuto solo un freddo in bocca al lupo. Evidentemente non tutte le persone hanno una stessa idea di amicizia... O forse la nostra era solo una frequentazione di lavoro, ci racconta con un po di amarezza lex sceriffo del Far West in una intervista esclusiva e a tutto campo su una carriera iniziata in quella tragica primavera-estate del 1992 tra le macerie delle bombe di Capaci e di via DAmelio. Nella Palermo che 19 anni prima gli aveva dato i natali. Salvo Sottile, cominciamo dunque dal presente. Con quale stato danimo inizia lavventura di Ore 14? Un presente totalmente inatteso. Io stavo preparando la terza stagione di Far West. Ero pronto, diciamo, a buttarmi. Anzi avevo gi iniziato a lavorare sugli ospiti sulla prossima e su alcune modifiche da fare al programma. Poi accaduto che Infante ha lasciato la Rai e dopo pochi giorni sono stato chiamato sia dal direttore da Corsini che dallamministratore delegato Rossi che mi hanno proposto di fare Ore 14. Una opportunit per la quale posso solo essere loro grato per il fatto di aver ancora creduto in me. Lei ha cambiato subito cavallo o un po ci ha pensato? Un po ci ho pensato ma era veramente complicato dire di no. Ore 14 un brand importante della Rai. Sar un impegno anche faticoso, visto il doppio appuntamento, la diretta quotidiana che tosta e il serale settimanale che richiede particolare cura. Mi dispiaciuto un po lasciare Far West ma al tempo stesso affronto questa sfida con molto entusiasmo. Come cambier, dunque, Ore 14? Sia nellappuntamento quotidiano sia nel serale vorrei puntare su un racconto pi immersivo cio vorrei dare pi attenzione al lavoro sul campo, alle testimonianze, alla ricostruzione e meno chiacchiere, meno talk rispetto al passato. Mi piacerebbe introdurre anche un aspetto dedicato alla parte tecnica per far capire alle persone qualcosa in pi su quello che raccontiamo perch spesso la gente sente dire in televisione: perizia, consulenza e non capisce cosa davvero significhino queste espressioni. Per questo vorrei portare dentro Ore 14 anche lesperienza di persone che raccontano in modo semplice cose complicate. In definitiva vorrei che il pubblico riesca ad entrare pi nel vivo della storia pi che assistere soltanto a un dibattito che comunque ci sar ma in quantit minore. A proposito di cronaca, da esperto ma anche da collega Rai, si fatto una opinione sul caso Ranucci di cui tutti parlano? Va sempre premesso che Ranucci, fino a prova contraria, vittima di un attentato. La cosa che mi sconvolge leggendo anche i giornali, che lui dice che dentro la Rai ci sono la mafia e la massoneria. Mi chiedo perch non ci ha fatto uninchiesta di Report oppure non andato a denunciare alla magistratura? Ne parla solo in un audio con una signorina con la quale si scambia messaggi. Questa la cosa che mi turba di pi di tutta la storia. Lui sconfessa lazienda di cui vicedirettore senza fare nulla. Se io fossi a conoscenza di cose talmente gravi, le denuncerei e mi dimetterei da vicedirettore. Poi c il problema della doppia morale. Report ci ha abituato a fare inchieste su tutti, cercando il pelo nelluovo e non perdonando niente a nessuno. Poi, per, se qualcuno fa domande su Lavitola e i rapporti con Ranucci, tutto si trasforma in fango e partono le denunce per diffamazione. Cos non funziona. O c un metodo di lavoro univoco oppure non pu essere che lintransigenza vale solo per gli altri e non per loro stessi.... Lei pi di altri ha trattato la mafia da vicino. Ancora una volta, pochi giorni fa, labbiamo rivista 19enne tra le macerie di via DAmelio nella sua Palermo. Cosa prova ogni anno nel subire questo flashback per immagini? Ogni volta, da giornalista e da palermitano, mi si riapre una ferita profonda. Il messaggio che la mafia volle mandare, uccidendo in quel modo i due magistrati pi blindati a 57 giorni di distanza, era che per quella terra non ci sarebbe stata pi speranza di liberarsi. Questanno capitato che il 19 luglio fossi a Palermo, Sapendo che inevitabilmente avrei rivisto ancora una volta quelle immagini, sono andato sul posto e ho fatto un video per testimoniare come via DAmelio oggi.... Quanto contato in lei il fatto di avere appena 19 anni a quellepoca? Ci penso riascoltando la concitazione di quelle parole e ogni volta provo il dolore per la scomparsa di due uomini come Falcone e Borsellino, insieme a molti altri innocenti, ma anche, a 34 anni di distanza, tenerezza verso quel giovane che ero io, poco pi di un bambino, che iniziava a lavorare nel momento in cui lala pi pericolosa e criminale di Cosa Nostra era al massimo del potere. Giravo con il mio motorino e una cravatta che indossavo o meno a seconda della diretta che dovevo fare. Avevo sempre paura di non essere preso sul serio.... Come avvenne il suo primo contatto col direttore Mentana? Io collaboravo con delle televisioni locali che fornivano immagini a Mediaset. Successe che fui chiamato a Roma e in quelloccasione conobbi Mentana. Fu un incontro nel quale io ero molto intimorito e devo confessare che anche oggi quando, ogni tanto, capita di sentirci, udendo la sua voce provo ancora una certa soggezione che mi rimasta ma figlia del rispetto e della grande riconoscenza che ho per lui. Del resto se non fosse stato per lui, io non ci sarei stato, non avrei fatto il percorso che ho fatto... A partire dal fatto che mi risped a Palermo, unico cronista Mediaset in tutta la Sicilia a fronte dei quaranta giornalisti Rai. Giravo come una trottola ma ero molto veloce e qualcosa a casa la portavo sempre. Per questo Mentana continu a darmi fiducia e io debbo riconoscergli di avermi insegnato tanto di questo mestiere. Com cambiata la Sicilia oggi? Sicuramente stata superata e sconfitta la mafia scriteriata e violenta dei corleonesi. Oggi i mafiosi hanno capito che il rumore attira polizia, attira attenzioni, attira indagini della magistratura. Adesso tornata una mafia che fatta di piccola delinquenza, piccole estorsioni che preferisce covare sotto la cenere e operare in maniera imprenditoriale anche oltre i confini della Sicilia. Lei ha due figli. La seguono nel suo lavoro? No. Come tutta la loro generazione non guardano la televisione. Uno va alluniversit, laltra sta facendo la Maturit. Sanno qual il mio lavoro ma mi ricevono in pillole, sotto forma di reel sui loro smartphone non certo perch si mettono a guardare i miei programmi in tv....
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