WIRE — Il pugno chiuso alzato verso il cielo, il minuto di silenzio in ginocchio e poi il coro che attraversa il Pilastro: Giustizia per Fakir. A una settimana dalla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo di polizia in via Italo Svevo, Bologna torna in piazza. Stavolta, per, senza guerriglia. Dopo le violenze e gli scontri che avevano devastato il centro storico nei giorni successivi alla tragedia, la manifestazione organizzata nel quartiere dove luomo viveva si svolta senza incidenti, nonostante slogan durissimi contro le forze dellordine e accuse esplicite di assassinio di polizia e contro il governo dei nostri quartieri non ne sapete niente, Salvini e Piantedosi nemici della gente. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48682399]] SLOGAN ANTI GOVERNO Sono state circa duemila le persone che si sono ritrovate a pochi metri dal luogo in cui Fakir morto domenica scorsa. Ad aprire il corteo lo striscione Verit e giustizia per Fakir. Siamo tutte e tutti Fakir, sorretto da giovani della comunit marocchina. Con loro i residenti del Pilastro, attivisti di Plat, Si Cobas, Giovani Palestinesi, MuBasta, del Comitato popolare Pilastro e rappresentanti di Potere al Popolo, oltre ai collettivi universitari. Prima della partenza, un lungo minuto di silenzio. Tutti inginocchiati - come detto -, con il pugno chiuso alzato, in un gesto che ha richiamato il caso di George Floyd. Siamo qui in pace, speriamo che nostro fratello riposi in pace, hanno ripetuto gli organizzatori dal megafono, assicurando che la lotta non si fermer finch non si arriver alla verit. Il corteo ha quindi attraversato le strade del quartiere tra bandiere italiane, marocchine e palestinesi e cartelli con scritte come I cant breathe, Aboliamo la polizia, Fuori gli sbirri dai nostri quartieri e Divise unici stranieri nei nostri quartieri. Pi volte sono stati scanditi slogan contro le forze dellordine. E in nome di Allah: Noi siamo una rete organizzata, e cresceremo, mentre dal camioncino che guidava la manifestazione venivano attaccati il governo e la destra istituzionale razzista. Nonostante il clima acceso e la tensione accumulata negli ultimi giorni, il corteo rimasto sempre sotto controllo. Nessun contatto con gli agenti, nessun lancio di oggetti e nessun incidente. La questura aveva predisposto un imponente servizio di ordine pubblico dopo i disordini di luned scorso, e alla luce anche delle violenze registrate nelle stesse ore in Val di Susa, ma il dispositivo non mai dovuto intervenire. Assenti i familiari di Fakir. I parenti del 42enne non hanno preso parte alla manifestazione, ma gi sabato sera erano stati presenti alla cena collettiva organizzata in suo ricordo. Hanno avviato una raccolta fondi destinata a sostenere le spese legali della famiglia, che intende seguire da vicino linchiesta aperta dalla procura per chiarire le cause della morte. La moglie di Fakir si collegata telefonicamente alla manifestazione dal Marocco. Poi un uomo al microfono ha lanciato la proposta: Chiediamo al sindaco di dedicare la via in cui successo il fatto a Fakir. Intanto il caso continua ad avere pesanti ripercussioni anche sul piano politico e istituzionale. Il sindaco Matteo Lepore, finito nel mirino di una valanga di minacce online dopo gli scontri dei giorni scorsi, stato posto sotto tutela con un servizio di scorta. Tra i messaggi ricevuti anche frasi inquietanti come Lepore ti vogliamo come Fakir, Ti veniamo a prendere e minacce rivolte perfino ai figli del primo cittadino, tanto da spingerlo a presentare una denuncia in questura. Dopo essere stato per giorni bersaglio delle critiche del centrodestra per la gestione della vicenda e dellordine pubblico, almeno sul fronte delle intimidazioni nei confronti del sindaco arrivata una solidariet trasversale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48680631]] INTIMIDAZIONI E SOLIDARIET Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha definito le minacce gravissime e del tutto inaccettabili, parlando di una ferita per tutta la democrazia e ricordando che le differenze di opinione si esprimono nel confronto, mai con le minacce. Anche Fratelli dItalia ha condannato gli attacchi ricevuti dal primo cittadino. Minacce e violenza non sono mai ammissibili. Mai. Neanche a fronte di atteggiamenti incendiari e irresponsabili, hanno scritto gli esponenti del partito. Una presa di posizione che, per, certo non cancella le diverse sensibilit interne al partito. Il deputato Mauro Malaguti (FdI) pur prendendo le distanze dalle intimidazioni, ha attaccato il sindaco: Forse Lepore troppo ingenuo per aspettarsi ci che era inevitabile se governi la citt degli antagonisti e dei centri sociali? Se cos fosse sarebbe un motivo in pi per dimostrare la sua inadeguatezza a governare la citt. Sulla stessa linea, seppure con toni differenti, anche il candidato sindaco Giovanni Favia, che sui social ha invitato a non trasformare Lepore in una vittima, prendendo comunque le distanze dalle minacce. Solidariet arrivata anche dal Sim Carabinieri che, pur esprimendo vicinanza al sindaco, ha chiesto che venga valutata una tutela anche per i poliziotti coinvolti nella vicenda Fakir. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48675139]]

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