WIRE — Ci risiamo. Quando la sinistra italiana resta senza idee, prende il primo aereo per Londra. Stavolta non per studiare il liberismo britannico, che pure ha trasformato il Regno Unito in una delle economie pi dinamiche dEuropa, ma per importare un appello firmato da un gruppo di milionari - 120 per lesattezza tra cui Richard Curtis che ha scritto la storia di Notting Hill - che chiedono di essere tassati di pi. Propongono unimposta del 2% sui patrimoni superiori ai 10 milioni di sterline. Nicola Fratoianni se n innamorato allistante. Ha letto la notizia e, senza perdere tempo, ha deciso di rivolgere lo stesso invito ai super ricchi italiani. Un appello alla loro generosit, affinch accettino di pagare pi tasse. Sarebbe un bel gesto simbolico, dice il segretario di Sinistra Italiana. Un segno di solidariet. Ma anche di giustizia sociale. Curioso modo di fare politica. Se davvero bastasse la generosit dei miliardari, non servirebbero leggi, maggioranze parlamentari o riforme fiscali: basterebbe una raccolta firme. La verit che questa operazione ha soprattutto un valore mediatico. Nessun grande patrimonio si amministra con gli slogan, e nessun sistema fiscale pu essere costruito sulla speranza che i contribuenti pi facoltosi decidano spontaneamente di versare di pi allo Stato. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48542425]] C poi un altro aspetto che il compagno Fratoianni evita accuratamente di affrontare. Il Regno Unito e lItalia sono due realt profondamente diverse. Londra uno dei maggiori centri finanziari del mondo e compete ogni giorno per attrarre capitali internazionali. LItalia, invece, combatte da decenni con una crescita asfittica, una pressione fiscale gi tra le pi elevate dEuropa e una fuga continua di imprenditori, investitori e giovani talenti. Pensare di copiare una proposta nata nel dibattito britannico senza interrogarsi sulle conseguenze nel contesto italiano il solito riflesso ideologico: se c un problema, la risposta sempre una tassa in pi. Ma c anche una contraddizione che merita di essere evidenziata. Se davvero esistono ricchi desiderosi di pagare pi imposte, nulla impedisce loro di farlo gi oggi. Possono effettuare donazioni allo Stato, finanziare ospedali, universit, ricerca, fondazioni, iniziative sociali. Non serve una legge per essere generosi. Se invece si chiede che tutti siano obbligati a pagare di pi, allora non si sta parlando di filantropia, ma di politica fiscale. Ed qui che cade la retorica dellappello. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48646844]] Perch il punto non convincere qualche miliardario a dare lesempio. Il punto introdurre una nuova patrimoniale. Ancora una volta, la sinistra dimostra di considerare la ricchezza non come qualcosa da creare, ma come qualcosa da redistribuire. Il rischio sempre lo stesso: mentre si inseguono i patrimoni con nuove imposte, quei patrimoni cambiano residenza. E con loro se ne vanno investimenti, imprese, posti di lavoro e gettito fiscale. La politica economica non si costruisce con slogan e appelli sentimentali. Si costruisce creando le condizioni affinch la ricchezza venga prodotta, non semplicemente spartita. una differenza che Fratoianni compagni continuano a ignorare.

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