WIRE — Il Roland Garros ha rotto il fronte degli Slam e consegnato allo US Open la pratica pi bollente di una gi torrida estate. Dopo mesi di pressione da parte di una protesta guidata, tra gli altri, da Jannik Sinner, Parigi il primo Major ad aprire alla partecipazione dei giocatori ai ricavi. Non c ancora un accordo, ma la proposta inoltrata a Larry Scott, ex ad della WTA e oggi rappresentante dei tennisti, lega il montepremi agli introiti e prevede contributi per pensioni e sanit e maggiore peso degli atleti nella gestione. il passaggio politico decisivo: non pi aumenti concessi ogni anno dallalto, ma una formula stabile che riconosca ai protagonisti parte del valore prodotto. Sinner, Sabalenka e gli altri chiedono il 16% dei ricavi subito, con crescita fino al 22% entro il 2030. Adesso la pressione si sposta su New York. La USTA deve ancora annunciare il prize money dello US Open, che nel 2025 raggiunse i 90 mln di dollari. I giocatori hanno individuato la leva da utilizzare: senza certezze molti big potrebbero disertare il doppio misto e le esibizioni della Fan Week, in programma prima dellinizio dei singolari. La patata bollente nelle mani di Craig Tiley, da questanno nuovo amministratore delegato della USTA, dopo avere trasformato lAustralian Open in un evento globale capace di macinare pubblico e ricavi. Il primo esame americano sar manageriale: equilibrare sostenibilit del torneo e potere contrattuale dei campioni. Nel tennis dunque non si discute pi solo quanto pagare i giocatori, ma chi debba partecipare alla ricchezza che generano. Con gli atleti al centro. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48649664]]
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