WIRE โ€” Guardate questa fotografia in pagina, perch listantanea della contemporaneit, di questa contemporaneit pazzotica, nullista, sorta oltre i rottami dellideologia eppure ultra-ideologica, che ha nella Bologna distopica di Lepore-Schlein un compendio privo di fronzoli. Sono gli scontri dellaltra sera nel capoluogo emiliano-romagnolo, ammesso si possa ridurre terminologicamente a scontri la guerriglia urbana indiscriminata, con oltre settanta agenti della Polizia di Stato feriti. Ma questa ancora cronaca, sebbene cupa pi che nera. La foto, invece, il simbolo, come da etimo greco, il contrassegno che mette insieme qualcosa. , alla radice, il contrassegno della santa alleanza che ha riscritto completamente i canoni di quella che eravamo abituati a chiamare sinistra politica. il vero campo largo, di cui quello strettamente politico-parlamentare non che un addentellato, un tentativo di rincorsa. la saldatura tra due creature, che diventano unagenda di trasformazione della realt (italiana, europea, occidentale). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48620601]] LANTAGONISMO DI RITORNO La prima lantagonismo insurrezionalista che sgorga dai centri sociali e dai Collettivi, lo squadrismo Antifa cui recentemente lamministrazione Trump ha dedicato un summit tra i frizzi e i lazzi delle anime belle, rappresentato dal ragazzo a torso nudo e a volto coperto, inversione gi plastica della convivenza civile. La seconda faccia dellalleanza quella incarnata dal giovane nero (non allusione suprematista, evidenza della cronaca) che accorre a fianco del collega di disordini urbani, prendendolo per mano e agitando qualcosa che sembra un palo divelto, con linguaggio del corpo non esattamente improntato al dialogo schleiniano. E si tratta, nella metafora ma ben prima nella concretezza ruvida di parecchie citt italiane ed europee, dellimmigrato, o dellesponente di seconda generazione, o del maranza, o del radicalizzato, o comunque di qualcuno di Altro. Non un impulso razzistoide, il cambio di paradigma del progressismo odierno (un dispositivo dove in realt dellistanza di progresso civile e sociale non ne pi nulla, come si evince da vetrine spaccate, automobili bruciate, persone ferite e strade violentate), che ha descritto probabilmente come nessuno il grande sociologo canadese Mathieu Bock-Ct. il passaggio dalla classica utopia egualitaria marxista, otto-novecentesca, socialista nelle sue varie gradazioni (dal comunismo reale alla socialdemocrazia irreale), a unutopia capovolta, immersa in un masochismo culturale irriflesso, che Bock-Ct chiama diversitaria. Fondamentalmente: il culto del Diverso purchessia, basta che non sia il barbaro uomo bianco occidentale, colonialista, capitalista, sfruttatore. lideologia post-moderna che si cela dietro i buoni sentimenti dellinclusione, ed tale appunto perch vuole farla finita anzitutto con la modernit occidentale. Se ci pensate, quella foto un modo geniale di riaprire ai supplementari una partita su cui pensavamo di aver udito il fischio finale della Storia: il sol dellavvenire che tramonta, luomo nuovo dellutopia comunista che si rivela luomo oppresso e internato, linevitabilit della democrazia capitalista e liberale. Unillusione perduta, la Storia non finisce, entra in campo un nuovo mito fondativo, non pi la societ senza classi, ma quella senza confini, distinzioni culturali, proporzioni ragionevoli tra popolazioni europee e ondate migratorie. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48627612]] SINISTRA IN CERCA DAUTORE Non un problema etnico, un dato storico e filosofico, il rompicapo per cui certe civilt non contemplano inclusione, si escludono, sono incommensurabili nei valori di fondo e nella visione del mondo, come ci aveva ricordato Samuel Huntington, non Vannacci. Ma proprio quello che interessava, a una sinistra in cerca dautore: un nuovo impasto (pseudo)cultuale con cui ritentare lassalto al cielo, e farla finita con quellOccidente che ha il torto di avere vinto nel 1989. Col metodo pi radicale possibile: snaturandolo, dissolvendo la sua identit, a costo di dissolvere se stessi. il cupio dissolvi come cifra del progressismo dinizio millennio. Non ci sono pi il salario e la fabbrica, non c pi il conflitto tra capitale e lavoro, non c pi la rivoluzione. C la rivolta da strada prima che di strada, c la pietra lanciata come automatismo acefalo post-sessantottino (daltronde, si tratta spesso dei figli dei figli di pap gi allora picchiatori di poliziotti ed inceneriti poeticamente da Pier Paolo Pasolini), c la violenza per la violenza. C, finalmente e senza complessi, il nichilismo. Lo rintracciate l, in quellabbraccio tra lantagonista col volto coperto e limmigrato con larma improvvisata che si ergono contro le divise perch, come da slogan risuonato anche a Bologna, tutto il mondo odia la polizia. Senza un motivo preciso, perch lodio il cemento di quellabbraccio. Un abbraccio che coincide sempre di pi col programma della nostra sinistra: auguri a tutti noi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48634427]]

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