WIRE โ Nei loro saloni e sulle scalinate ellittiche tra un piano e laltro si sono aggirati Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Fred Zinnemann, immortalati in film memorabili; nelle stanze alloggiavano re e regine, imperatrici tra tutte Sissi e Alexandra, la moglie dellultimo zar di tutte le Russie. Richard Wagner ha litigato in una hall tutta specchi e marmi per il conto a Taormina e in una camera di Sanremo si tolto la vita Luigi Tenco. E come una lunga teoria di vividi fantasmi sfilano nomi e volti passati alla storia: scrittori, musicisti filosofi e dissidenti, politici, diplomatici. Tanti ricchi e ricchissimi. I Grand Hotel, luogo della vacanza altolocata di fine secolo, imitano le abitazioni della migliore aristocrazia europea, allinsegna del lusso, dello sfarzo e della grandiosit. Allapice del loro fulgore fra la seconda met dellOttocento e la Belle poque, declinano fatalmente poi alla vigilia della prima guerra mondiale, dopo essersi trasformati da residenza per gli ardimentosi e facoltosi viaggiatori settecento-ottocenteschi in una ribalta in cui esibire lo scintillante stile di vita della nuova borghesia e degli aristocratici ancora in vetta. Il tempo non li ha risparmiati. Spesso li ha distrutti o ridotti a residence eleganti ma anonimi. Qualcuno resiste ed sempre simbolo di lusso ed esclusivit. Niente a che vedere con i resort e i cinque stelle ambiti da un turismo chiassoso e fondamentalmente coatto , termine romanesco efficace che indica il cafone ripulito, ma che si adatta oggi a molte categorie socio-economiche. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48556104]] Per sfuggirgli e per prendersi una vendetta amara e sottile, per sognare o progettare un viaggio alternativo, si consiglia di prendere ispirazione da Andare per Grand Hotel, scritto da Stefano Pivato, (Il Mulino, pp. 192, euro 15). Litinerario si snoda, da nord a sud Italia (con qualche incursione appena fuori dai confini italici), non solo nello spazio di quel lusso italiano, ma anche nel tempo: dai primi edifici tardo ottocenteschi sulla costa ligure fino agli anni 60. Soprattutto a Sanremo, con una delle pi fitte densit di hotel da sogno, oggi quasi tutti riconvertiti in residence o fondazioni. Felice eccezione, tra le altre, quella del Grand Hotel di Rimini, centro propulsore delle meraviglie oniriche felliniane. A proposito, una camera doppia in questo periodo estivo, escluso il week end, costa circa 300 euro. In fondo, un prezzo accettabile per entrare in un mondo fiabesco. In un viaggio inedito da Portofino a Taormina, da Napoli a Cortina, attraversando sale, saloni e stanze da gioco piene di specchi, come in un romanzo di Agatha Christie o nel film Grand Hotel interpretato da Greta Garbo, nello stesso tempo protagonisti delle cronache rosa e nere lungo molti decenni. Perch se in questi ambienti lussuosi e privilegiati si sono intrecciate innumerevoli storie damore e di passioni, intrighi internazionali e incontri al vertice per risolvere (o complicare) guerre, dissidi, conflitti vari, c anche chi li ha scelti per uccidere e per suicidarsi. Quello che si ricorda pi nitidamente il caso di Tenco, che si suicidato in una stanza del Savoy di Sanremo il 27 gennaio del 1967. Sempre per la cronaca nera - nel maggio 2021, nellesclusivo hotel St. Regis di Roma la Guardia di Finanza ha arrestato il narcoboss venezuelano Carlos Orense Azocar, detto El Gordo, il quale aveva trasformato lalbergo nel suo quartier generale europeo. Attraverso questo itinerario socio-storico-artistico, ricco di dati e aneddoti, ci si immerge in un universo riservato a pochi privilegiati, ma che ha fatto sognare milioni di persone e ha messo in moto economie e innovazioni, senza contare le ispirazioni artistiche. E oggi? La differenza sociale esiste sempre, solo che pi arrogante e ipocrita. Laccesso a tutto per tutti, il sogno altrettanto illusorio della invocata inclusione ha prodotto e continua a produrre masse che vagano oggi senza senso n meta, con lunico faro della autopromozione a suon di selfie. Cos nelle oasi a cinque stelle, che hanno sostituito la ribalta del lusso e della mondanit, dove una volta si entrava in lungo per le signore e in frac per i signori, oggi si entra ciabattando con gli infradito e shorts inguinali. Rigorosamente con smarthphone a completamento di entrambi gli arti superiori. E c sempre chi deve sfacchinare giorno e notte per soddisfare i desideri pi assurdi, senza neppure la consolazione di un saluto gentile e di una mancia lasciata con discrezione sulla mensola del caminetto... [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48552375]]
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