WIRE โ€” Ci sono momenti in cui il silenzio istituzionale vale pi di cento slogan. Non perch significhi disinteresse, ma perch rappresenta il rispetto di un principio fondamentale: la verit non nasce dallemotivit collettiva, bens dallaccertamento dei fatti. La morte di Abderrahim Fakir ha inevitabilmente scosso Bologna. E non solo. Una tragedia che merita rispetto, sia dalla parte della vittima ,sia dalla parte degli operatori di polizia e dei sanitari che hanno operato, e anche va la vicinanza alla famiglia del defunto, perch ogni persona che perde la propria vita va rispettata e, soprattutto va rispettata lindagine degli inquirenti rigorosa, capace di chiarire ogni aspetto della vicenda. Ma proprio la delicatezza del caso avrebbe richiesto che chi rappresenta le istituzioni mantenesse una posizione di assoluto equilibrio. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha scelto di promuovere una manifestazione alla quale hanno preso parte anche esponenti della comunit islamica cittadina e numerose associazioni. Una scelta politica che pu essere letta sotto diversi punti di vista, ma che apre una domanda inevitabile: opportuno che il primo rappresentante di una citt assuma una posizione pubblica cos marcata mentre la magistratura sta ancora lavorando per ricostruire i fatti? Un sindaco non chiamato a stabilire responsabilit. Il suo compito garantire che tutti, cittadini e istituzioni, abbiano fiducia nella giustizia. Anticipare, anche solo sul piano simbolico, un giudizio che spetta esclusivamente ai magistrati rischia di indebolire proprio quel principio di imparzialit sul quale si fonda lo Stato di diritto. A questo si aggiunge unaltra riflessione. Chi organizza o promuove una manifestazione di queste dimensioni sa perfettamente che, accanto ai cittadini animati da intenzioni pacifiche, possono inserirsi gruppi che nulla hanno a che vedere con la richiesta di giustizia. A Bologna, la presenza di realt antagoniste e anarchiche non era unipotesi astratta, ma un rischio concreto che avrebbe meritato una valutazione politica molto pi attenta. Ed ci che, purtroppo, avvenuto. La protesta stata oscurata dalle immagini della devastazione: strade trasformate in campi di scontro, attivit commerciali danneggiate, beni pubblici distrutti e decine di appartenenti alle forze dellordine rimasti feriti mentre cercavano di contenere i disordini. E mi permetto di dire perch lo penso che realmente: questi antagonisti anarchici, come sempre, si rivelano dei delinquenti, non delle persone che scendono pacificamente in piazza per rappresentare ci in cui credono. Questo doveroso sottolinearlo. La conseguenza pi amara che il prezzo di quelle violenze non verr pagato soltanto da chi le ha commesse, ammesso che le paghi, cosa che reputo probabilmente molto difficile. Ogni vetrina infranta, ogni mezzo pubblico danneggiato, ogni intervento necessario per ripristinare la normalit verr finanziato con risorse della collettivit. Anche quei cittadini che non hanno condiviso la manifestazione, o che hanno scelto di restarne lontani, contribuiranno economicamente a riparare i danni provocati da una minoranza violenta, che andrebbe perseguita e arrestata. indispensabile separare il diritto di manifestare dal diritto di devastare. Il primo garantito dalla Costituzione. Il secondo non esiste e va punito con fermezza . Chi trasforma una protesta in guerriglia urbana tradisce la causa che dice di voler difendere e colpisce lintera comunit. Allo stesso modo, necessario ricordare che le forze dellordine non possono essere trasformate in imputati per decisione della piazza. Se vi saranno responsabilit individuali, sar la magistratura ad accertarle, e solo lei: n il sindaco, n chi ha aderito alla protesta e, men che meno, quei banditi antagonisti anarchici che hanno distrutto la citt. Se emergeranno comportamenti corretti, sar altrettanto doveroso riconoscerlo. questo il significato della giustizia in uno Stato democratico: nessuno viene assolto o condannato in base allemozione del momento. Le istituzioni esistono proprio per evitare che il sentimento prevalga sul diritto. Per questo un sindaco dovrebbe essere il primo a richiamare tutti alla prudenza, alla fiducia nella magistratura e al rispetto del lavoro delle forze dellordine fino a quando i fatti non saranno definitivamente accertati. Perch una citt divisa dalle contrapposizioni politiche pu sempre ritrovare unit. Una citt che smette di credere nellimparzialit delle proprie istituzioni, invece, rischia di perdere qualcosa di molto pi prezioso: la fiducia nello Stato.

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