WIRE — La tecnologia evolve a un ritmo sempre pi rapido e stare al passo rappresenta una sfida costante. Con il Decreto Crescita del 2018, di cui sono stato relatore, abbiamo introdotto la possibilit di oscurare i siti che promuovono investimenti senza le necessarie autorizzazioni. Inoltre, grazie a uniniziativa della Lega, stata inserita leducazione finanziaria nelle scuole, per fornire ai giovani gli strumenti utili a riconoscere e prevenire le truffe finanziarie e informatiche. La vera sfida, per, estendere questo percorso a tutte le fasce della popolazione, investendo nelleducazione e nellinclusione digitale. Le risorse pubbliche devono essere orientate verso questi obiettivi, perch linasprimento delle pene, da solo, non basta. necessario valorizzare anche il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo nella diffusione di contenuti informativi e di prevenzione. Il Registro pubblico delle opposizioni ha rappresentato un primo passo importante, ma occorre rafforzare la tutela dei consumatori, coinvolgendo gli operatori telefonici e sfruttando al meglio le nuove tecnologie digitali. Lo ha dichiarato Giulio Centemero (Lega) presidente della delegazione italiana presso lAssemblea parlamentare del Mediterraneo, intervenuto nel corso del Cnpr forum Truffe informatiche: quanto siamo protetti? promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Nella prevenzione alle truffe digitali c grande differenza tra pubblico e privato, come sottolineato da Carmela Auriemma, deputata del M5s in commissione Affari costituzionali della Camera: Il nostro ordinamento dispone gi di strumenti importanti, come il Garante per la protezione dei dati personali e lAgcom, ma nel caso delle truffe online si interviene quasi sempre quando il danno gi stato subito. Per questo fondamentale rafforzare le attivit di prevenzione. Se il settore privato sta investendo in modo significativo nella sicurezza informatica, il sistema pubblico e la pubblica amministrazione, sempre pi esposti agli attacchi cyber, faticano a tenere il passo con unevoluzione tecnologica rapidissima. indispensabile investire nella cybersecurity degli enti pubblici, ma anche nellalfabetizzazione digitale dei cittadini, soprattutto delle persone pi fragili, sole e vulnerabili, che sono le principali vittime di questi raggiri. Va inoltre considerato che molti call center operano dallestero: una circostanza che impone risposte coordinate a livello internazionale, perch un fenomeno di questa portata non pu essere affrontato efficacemente solo entro i confini nazionali. Servono una strategia condivisa e una cooperazione sempre pi stretta tra istituzioni e autorit competenti. Secondo Pino Bicchielli, parlamentare di Forza Italia in commissione Cultura a Montecitorio: La sicurezza digitale ormai una priorit non solo per lItalia, ma a livello globale. In questa legislatura abbiamo lavorato a interventi normativi in materia di cybersecurity per rafforzare la difesa dagli attacchi informatici, spesso riconducibili anche alla criminalit organizzata. necessario aumentare la capacit di prevenzione e, soprattutto, diffondere una solida cultura digitale. Il nostro Paese frequentemente bersaglio di attacchi cyber e, senza investimenti adeguati, rischia di rallentare il proprio sviluppo. Il settore sanitario tra i pi esposti, perch custodisce dati personali altamente sensibili. A febbraio abbiamo approvato una norma che rafforza la tutela delle persone pi vulnerabili, come gli anziani, introducendo sanzioni pi severe per chi commette questi reati. Chi passato dallanalogico al digitale deve essere accompagnato in un percorso di alfabetizzazione, a partire dalluso consapevole dei dispositivi. La sicurezza informatica nasce innanzitutto dalla conoscenza degli strumenti digitali, primo presidio contro le minacce informatiche di oggi. Proteggere i cittadini la priorit per Francesca Ghirra, esponente di AVS in commissione Trasporti della Camera dei deputati: Le truffe sono in costante aumento e, se da un lato gli istituti bancari hanno rafforzato i propri sistemi di sicurezza, dallaltro i cittadini, soprattutto quelli appartenenti alle fasce det pi avanzate, restano particolarmente esposti. quindi fondamentale investire nella prevenzione, a partire dallalfabetizzazione digitale e da una maggiore consapevolezza dei rischi. Linasprimento delle pene, da solo, non sufficiente, perch interviene quando il danno gi stato subito. I continui casi di cronaca dimostrano come i truffatori affinino sempre pi le proprie tecniche. A questo si aggiunge il fenomeno del telemarketing e delle televendite aggressive, rispetto al quale necessario introdurre regole pi efficaci. In Parlamento, presso le Commissioni IX e X, sono allesame proposte di legge sui call center per garantire maggiori tutele agli utenti e ai lavoratori del settore, in sciopero dal 13 luglio. Auspico che il ministro Giorgetti sblocchi al pi presto i pareri sugli emendamenti, cos da arrivare rapidamente a un sistema di tutele efficace per cittadini e lavoratori. Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti stato espresso da Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dellOdcec di Bergamo: Le truffe informatiche in Italia sono ormai pi diffuse di quelle tradizionali. Il nostro Paese - cittadini, banche, istituzioni - non ancora adeguatamente attrezzato per difendersi. Siamo puntualmente indietro rispetto alla velocit con cui evolvono questi raggiri. l Ministero dellInterno registra quasi 43mila truffe agli over 65 in un solo anno, in crescita di oltre il 15%, e da febbraio 2026 la legge prevede pene pi severe per chi frode gli anziani. Ma intensificare le pene non basta. Bisogna investire di pi sullalfabetizzazione digitale. Unaltra delle grosse difficolt che incontrano gli utenti dei device riguarda i call center. Il registro pubblico delle opposizioni non funziona e occorre regolamentare in maniera pi stringente linvasione delle proposte commerciali via cellulare. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dellIstituto nazionale Esperti contabili: Risulta evidente che il crimine si sia ormai digitalizzato anche perch molto pi redditizio, sicuro e scalabile attraverso attivit di truffe informatiche e frodi digitali. Oltre un milione di italiani hanno subito questo tipo di truffe. Sorprendentemente non parliamo solo degli anziani ma troviamo anche i giovani tra le fasce pi colpite. Siamo preparati dal punto di vista tecnico grazie allAgenzia per la cybersicurezza, alla polizia postale che uneccellenza a livello europeo, alle leggi come la direttiva Niss2. Restiamo indietro per ci che riguarda gli investimenti, inferiori rispetto agli altri paesi europei, le piccole e medie imprese che hanno dimensioni tali da subire attacchi informatici che non trovano resistenze sufficienti e infine la sottoposizione dellItalia a quote importanti di attacchi globali. Siamo spesso bersaglio di campagne di attivismo informatico anche per la nostra vulnerabilit. Abbiamo gli anticorpi per difenderci ma manca una cultura di base diffusa. Il Registro delle opposizioni non funziona e chi si registra continua a subire chiamate moleste.
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