WIRE — Da luogo di solenne memoria a teatro di una commedia antigovernativa. La ferocia dellopposizione in campagna elettorale perenne non risparmia nemmeno il sacrificio di Paolo Borsellino e il ricordo della Strage di Via DAmelio. La ricorrenza ha un valore particolarmente simbolico per Giorgia Meloni, che da sempre ricorda come la sua scelta di militanza sia avvenuta proprio in risposta a quella brutalit, 34 anni or sono, quando era appena quindicenne.Anche per questo, le comunit giovanili del Movimento Sociale prima, di Alleanza Nazionale poi e di Fratelli dItalia ora, dedicano da trentanni una fiaccolata commemorativa tra le strade di Palermo. Nelle scorse ore, tutto lo Stato Maggiore di FdI era presente nel capoluogo siciliano. La qual cosa, evidentemente, non deve piacere troppo alle opposizioni, pigre quando si tratta di proporre, ma scattanti come lepri quando c da criticare. Dopo che il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha osato pronunciare una frase ritenuta eretica, Oggi Borsellino sarebbe un ministro di FdI, il leader del M5s, Giuseppe Conte, anchegli arrivato a Palermo per il network contro le mafie organizzato dai network grillini, ha urlato allo scandalo, parlando di appropriazione indebita vergognosa e di un furto di eredit morale, e accusando la destra di voler confiscare un simbolo che, secondo lui, dovrebbe appartenere soltanto alla memoria collettiva. Solo che loro, gli smemorati della politica, arduo che possano valorizzare ricorrenze che lasciano trascorrere senza troppi patemi a meno che non se occupi la destra. NARRAZIONE Vieppi che questa ipersensibilit della sinistra tradisce una storica e inconfutabile verit, la stessa che la narrazione progressista ha tentato per decenni di occultare o edulcorare: Paolo Borsellino non stato un eroe a-politico, n unicona da salotto radical chic. stato un militante di destra, esattamente come coloro che ieri, ancora una volta, hanno sfilato con le torce in mano. A ricordarlo, senza bisogno di scomodare la retorica, ci pensa la biografia politica delluomo, ben ricostruita nel libro La Gara dallex esponente di Msi e Alleanza Nazionale, Guido Lo Porto. Nei tempi in cui la politica si viveva tra gli atenei, Borsellino non sfilava nei cortei del 68. Al contrario, muoveva i primi passi nellassociazione studenti medi Giovanni Gentile e, successivamente, diventava il vice di Lo Porto al Fuan, lorganizzazione universitaria della Fiamma. Lo Porto sottolinea inoltre che, a speculare sulla memoria del magistrato ucciso dalla mafia (che non ha mai rinnegato le proprie radici, e che anzi, il 19 maggio 1992, venne candidato alla Presidenza della Repubblica, tributandogli i 47 voti della Fiamma), sia stata proprio la sinistra, colpevole negli anni di aver teorizzato una inesistente pista nera dietro le stragi di mafia del 92.Se di strumentalizzazione si deve parlare, essa risiede proprio nel tentativo disperato di Conte e dei suoi alleati di cancellare il passato per poter arruolare anche Borsellino nel pantheon del politicamente corretto. INDIGNAZIONE ASSURDA Lindignazione dellex premier appare tanto rumorosa quanto priva di spessore, sia storico che politico, perch la destra non sta rubando Borsellino, sta semplicemente ricordando chi fosse veramente, e perch proprio la difesa dufficio di Conte da parte del capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini smaschera lintento dei pentastellati: Essere in piazza a parlare di mafia segna la differenza tra chi fa fatti concreti e chi millanta di combatterla solo a parole, dice. Ma di loro fatti concreti, a parte le urla, non c nemmeno lombra.La replica del centrodestra non si fatta attendere. Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, ha rintuzzato le accuse di Conte con una stoccata pesante: Non ci pu dare lezioni chi ha fatto uscire i boss dal carcere con la scusa del Covid.Parole che riportano il confronto su binari di realt, lontano dalle aule dei tribunali mediatici in cui Conte vorrebbe confinare lavversario. Anche la Presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, ha dovuto richiamare il leader 5S al dovere morale di distinguere tra indagato e condannato, evidenziando come la polemica odierna sia, per lopposizione, solo un modo per sottrarsi a un confronto pi ampio.La richiesta di Francesco Filini (FdI), che ha chiesto le dimissioni del senatore M5S Roberto Scarpinato dalla commissione Antimafia per farsi audire sul caso mafia-appalti, chiude il cerchio di una giornata in cui la memoria di Borsellino stata, purtroppo, oscurata dalle solite tattiche di sopravvivenza politica di unopposizione che, a corto di argomenti, preferisce ancora una volta gridare al lupo, ignorando che la storia, quella vera, ha le spalle molto pi larghe delle loro polemiche.

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