WIRE — Avrebbe dovuto rivelarsi una politica sciagurata e destinata a gettare il continente africano in una crisi irrimediabile, economica e umanitaria, ma lo scenario si sta rivelando diverso rispetto alle fosche previsioni. Quando lamministrazione repubblicana di Donald Trump ha inaugurato i tagli a USAID, lagenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, con lo smantellamento di progetti e il licenziamento di molti dipendenti, lOnu metteva in conto un impatto distruttivo. TAGLI E ACCORDI I primi interventi di ridimensionamento degli aiuti internazionali da parte di Washington sono coincisi con il secondo insediamento di Trump alla Casa Bianca e hanno riguardato anche la regione dellAfrica subsahariana: 7,86 miliardi di trasferimenti in confronto agli oltre 12 miliardi del 2024. Nazioni come Etiopia, Nigeria e Mozambico hanno registrato riduzioni comprese tra il 30 e il 60%. Ma i tagli sono stati spesso sostituiti da accordi commerciali: un nuovo approccio, la Commercial Diplomacy Strategy, in cui i Paesi africani non sono pi considerati semplici destinatari di assistenza, ma partner in affari. Cos, come stimato dal Fondo monetario internazionale, per il 2026 lAfrica subsahariana dovrebbe crescere fino al 4,6%, superando le proiezioni del continente asiatico e trainata da investimenti in energia, infrastrutture ed estrazione mineraria preziosa anche per il recupero di terre rare fondamentali in campo tecnologico e militare. Lex presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, nel 2002 disse: Non ho mai visto Paesi svilupparsi grazie agli aiuti: i Paesi che si sono sviluppati come gli Stati europei, lAmerica, il Giappone hanno tutti creduto nel libero mercato, commenta Anna Mahjar-Barducci, project director e ricercatrice al Middle East Media Research Institute. I Paesi in via di sviluppo non hanno bisogno di carit perch, come sottolinea leconomista dello Zambia, Dambisa Moyo, lo sviluppo duraturo non nasce dalla dipendenza dagli aiuti internazionali, ma dalla capacit delle persone di creare ricchezza attraverso mercati aperti. PROPRIET E MERCATO Per farlo occorre passare dallideologia della propriet collettiva della terra al riconoscimento del diritto di propriet, fondamento di uneconomia dinamica e della crescita autonoma. Chi promuove la tutela della propriet privata e dellapertura ai mercati non un nemico dellAfrica, ma contribuisce a creare le condizioni perch gli africani possano crescere in prosperit, aggiunge. La strategia della diplomazia commerciale passa dalle 37 operazioni concluse dagli Stati Uniti attraverso il Bureau of African Affairs, per un valore complessivo di quasi 26 miliardi di dollari. Le ambasciate collaborano con le imprese per definire riforme in campo economico, assistenza tecnica e facilitare gli investimenti. Un ribaltamento rispetto alla prassi consolidata dellassistenzialismo internazionale che ha mantenuto i Paesi in via di sviluppo nella povert, sottolinea Mahjar-Barducci. Lerrore pi grande guardare le persone nei Paesi in via di sviluppo come a vittime passive che attendono di essere salvate. A impedirne il progresso non la mancanza di capacit, ma lesclusione da quei mercati e da quelle istituzioni come la tutela della propriet, laccesso al credito e lo stato di diritto che rendono possibile creare ricchezza.

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