WIRE — Emergono dettagli dallelevato peso specifico dagli sviluppi dellinchiesta sullattentato a Sigfrido Ranucci. Secondo la Procura, infatti, dopo lesplosione dellordigno era gi predisposto un piano per proteggere gli autori del reato. A svelarlo, sarebbe unintercettazione, pubblicata oggi da Repubblica: Mi ha girato questo messaggio, sta in Africa. Ha detto: diglielo a tuo padre che va con un compagno e lo mandi da questo avvocato qua. Digli solo per parlare, parlate subito che se, per caso, dovesse succedere qualcosa, lavvocato gi sa come deve fare per non farvi prendere nessun guaio. Insomma, cera un avvocato individuato in anticipo, che ora diventa un punto di connessione tra tutte le parti coinvolte in questa vicenda. Il legale in questione Sergio Cola,al quale, da indicazioni, tutti gli uomini del commando si sarebbero dovuti rivolgere. Di clamoroso c che Cola lavvocato che ora sta assistendo Valter Lavitola, accusato di essere il mandato dellattentato. Tutto - si legge su Repubblica - era stato predisposto prima degli arresti e delle perquisizioni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48555753]] La macchina messa in piedi per difendere gli attentatori si attiva subito dopo il 16 ottobre, data dellesplosione davanti alla casa del giornalista della Rai. Gomes Clesio Tavares, luomo che secondo chi indaga fa da ponte tra i mandanti e gli esecutori materiali, gi in Africa, in Camerun nello specifico. Il messaggio viene inviato da l. Lordine quello di rivolgersi a un avvocato, pronunciando solamente una parola: Gomes. Parola utile a consentire al difensore limmediata comprensione della vicenda, scrivono i carabinieri. Il punto focale sta per in questo passaggio: la scelta del legale non rispondeva a una libera determinazione degli indagati. Dalle intercettazioni si comprende che persino il costo dellassistenza legale era gi stato concordato: Viene pagato da quelli l. La scelta dellavvocato, per, non sarebbe lunico punto stabilito dal piano. Secondo la Procura, era gi stato concordato che, in caso di arresti, gli esecutori materiali avrebbero dovuto dire di essere stati incaricati da un albanese conosciuto a Ostia nellambito del traffico di droga. Per quanto riguarda uneventuale fuga, invece, agli attentatori viene chiesto di andare in Spagna, Austria o Francia. Cosa che poi loro non faranno per paura di allontanarsi dal loro territorio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48555362]] Agli elementi gi raccolti dagli investigatori - gli esecutori venuti dallIrpinia, lintermediario, Gomes Clesio Tavares, scappato in Africa e il mandate, Valter Lavitola - si aggiunge dunque una struttura che da tempo aveva definito ogni singolo passaggio della strategia successiva.
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