WIRE โ€” Un delirio estivo, quello di Stefano Menichini su Repubblica. Non si spiega altrimenti, perch leggere sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari che, sotto sotto, in fondo, forse Benito Mussolini era meglio di Giorgia Meloni, fa un effetto straniante. E Lautoinganno di Meloni, come recita il titolo del fondo a pagina 15, appare pi come un autoinganno dei salottini rossi. Lintenzione della premier e leader di Fratelli dItalia, scrive Menichini, coerente con il personaggio che convinta di incarnare, per lelevata autostima e perch tutti le hanno sempre attribuito determinazione, lucidit danalisi, rapidit di reazione. In altre parole: una che non molla. Ora, nel momento della difficolt, Meloni non vuole deludere. E soprattutto non vuole mollare. Il tema la riforma della legge elettorale e la profezia di Repubblica fosca: Meloni user la vicenda delle preferenze per resuscitare la caricatura della sinistra nemica del popolo sovrano. Si arroccher a palazzo Chigi facendo sapere che ne uscir solo lultimo giorno utile. E selezioner un pacchetto di misure a presa rapida con un solo requisito: che siano pi di destra possibile. Fin qui, siamo nel campo delle profezie politiche, destinate a venire dimenticate in fretta. Secondo Meninichini nel prossimo anno il governo vivr sulle barricate di legge e ordine, dove la premier si sente a proprio agio molto pi che nei vertici internazionali, con lobiettivo di recuperare consensi ora dispersi tra delusione, astensione o linfatuazione per il vero nuovo uomo forte che ha fatto irruzione sulla scena, cio il generale Roberto Vannacci. La vera speranza del centrosinistra, anzi lunica, che Futuro Nazionale e centrodestra continuino a viaggiare su binari paralleli, senza incontrarsi mai fino alle urne. Per ottenere questo, torner di grande attualit il tema-fascismo, londa nera, la paura del regime. Spauracchi agitati ogni qual volta mancano argomenti veri alle opposizioni. Meloni, in privato, si dice convinta che Fn sia un fenomeno gonfiato. Perch lei conosce bene lestrema destra e pensa che non potr mai salire sopra, massimo, il 4 per cento (guarda caso, quanto prendeva FdI quando lei lha fondato), suggerisce ancora Menichini, preparandoci al finale farneticante. Nellultimo anno di legislatura lItalia navigher in un mondo in tempesta avendo al timone una premier che s fatta insultare dalla Casa Bianca e ha un posto marginale nei vertici europei che contano - conclude leditorialista -. Non molto rassicurante. Quando cera lui ci saremmo fatti forti di sano orgoglio autarchico. Oggi non sarebbe una grande idea, ma da una leader che deve tanto dire cose di destra chiss cosa possiamo aspettarci. E chiss cosa ci si potr aspettare, aggiungiamo noi, da una sinistra che come ammette lo stesso Menichini, ha un innato istinto per il potere e in nome di questo ha gi dimostrato di saper superare le divisioni interne. E creare inesistenti mostri da abbattere.

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