WIRE โ€” Sigfrido Ranucci respinge le accuse nate dopo alcuni passaggi della sua autobiografia. Il conduttore di Report sostiene di non aver mai avuto rapporti con stagiste e parla di fango quotidiano. Il conduttore di Report interviene per smentire tutte le voci sulla sua vita privata. Peccato che fossero state raccontate da lui nella sua autobiografia. Se il libro inventato, lo dica, la replica di Fratelli dItalia. Eppure il giornalista non molla e respinge ogni accusa. Contrariamente a quanto scritto da alcuni giornali e piattaforme social che non hanno saputo distinguere parti reali da quelle romanzate del libro, non ho mai avuto rapporti con stagiste, ha scritto su Facebook in un botta e risposta a distanza con Elisabetta Gardini. Lei per gli ha fatto notare che definire semplicemente romanzati i passaggi dellautobiografia e una linea difensiva che convince poco poich il conduttore di Report vi descrive, con estrema minuzia di dettagli, relazioni sentimentali e sessuali vissute prima con una stagista della redazione e poi con una fonte del programma. Ranucci non indietreggia di un millimetro: Appare singolare, ma non casuale, che su oltre 350 pagine del libro La Scelta, edito da Bompiani, dove ci sono agguati dei politici ai miei danni e ai danni della libertdi stampa, abbiano selezionato e male solo le pagine di gossip. Secondo il giornalista sono falsi anche gli incontri con presunti agenti del servizio segreto Aise. Le interlocuzioni sono avvenute sempre attraverso vie istituzionali come si deve a una trasmissione del servizio pubblico. Su Lavitola invece spiega che falso anche che Walter Lavitola abbia avuto un ruolo sulla puntata sulla massoneria realizzata da Luca Chianca. Inoltre nessun ruolo ha avuto Maria Rosaria Boccia nellinchiesta sulla Maestra Venezi, realizzata in autonomia da Luca Bertazzoni e Giulia Presutti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48555753]] Fratelli dItalia, per, lo incalza: Trattandosi di unautobiografia, e non di un romanzo dinvenzione, la quantit di particolari offerti rende difficile credere a una pura licenza narrativa. Se davvero alcuni elementi non corrispondono al vero, Ranucci ha il dovere di fare chiarezza: separi la realt dalla finzione letteraria. Continuare su questa strada rischia solo di peggiorare la situazione, trasformando la toppa in un danno peggiore del buco. Come evidenzia Elisabetta Gardini: La questione di fondo, per, rimane una sola e attiene alletica professionale: il giornalista ha intrattenuto o no rapporti intimi con persone con cui condivideva un legame di lavoro e di potere? Su questo fronte auspicabile che la Rai intervenga con la massima trasparenza per fare piena luce sulla vicenda e accertare i fatti. Resta infine un interrogativo aperto: dove sono finite le giornaliste e le associazioni femministe, solitamente pronte a intervenire con tempestivit in casi analoghi? Viene da chiedersi conclude Gardini se ci si trovi di fronte a un episodio isolato o allennesimo doppio standard del dibattito pubblico. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48556782]]

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