WIRE — Sui pericoli di un uso incontrollato ed improprio dei social stato detto tutto il possibile: oltre il 70% di connessioni quotidiane per 6 ore al d; perdita della privacy; sovrapposizione della vita digitale su quella reale; spreco di energie fisiche e mentali; cyberbullismo; cyberpedofilia; male ai destinatari anche quando inconsapevoli o per difetto di autocontrollo. Lo dimostrano, ad esempio i dati del cyberbullismo in crescita nel 2025 con una percentuale di vittime del 34% tra 11-19 anni, come se i ragazzi avessero una doppia personalit, luna per la vita reale fatta di rispetto ed osservanza delle regole, laltra nel chiuso delle pareti domestiche con lillusione di restare anonimi. Si parlato di educazione digitale chiamando in causa la famiglia e la scuola, ma un discorso limitativo: nella famiglia i genitori non conoscono le possibilit di intervento per contenere gli eccessi dei propri figli che ne sanno molto di pi; nella scuola gli incontri di orientamento con esperti di sicurezza informatica si moltiplicano anche grazie ad associazioni di volontariato che portano avanti un service per la salvaguardia del mondo giovanile. Il problema che il primo computer nacque in America nel 1944, il telefonino arrivato nel 1983, la societ italiana rimasta indietro, gli interventi normativi di questo ed altri governi non vengono rispettati, la polizia postale fa quel che pu. In altre occasioni ho personalmente segnalato i pericoli di un uso incontrollato dei social, sotto forma di rischio di dipendenza tecnologica ed in assenza di elaborazione dei messaggi, spesso fake news trasmessi dalla rete. Nono basta. Lepisodio relativo alla scomparsa nel Lago di Vico di Luigi Cavallari, marito del Ministro per la famiglia Roccella, e degli insulti che si sono levati sui social, indica che la misura colma. Non mi arrogo la competenza che non su quali interventi necessario operare. Dico per con forza basta con questo schifo, se si punta ad avere una societ che contempla losservanza delle regole, il rispetto dellavversario, il controllo degli istinti bestiali, la distinzione tra vita reale e vita digitale. Un mondo non popolato di zombi e con una stragrande maggioranza di persone che sono schiave o vanno al guinzaglio mentre parlano e sono convinte di vivere da persone libere. un obiettivo ineludibile per scongiurare il pericolo di una crescente disumanizzazione. Ci pensino e propongano i correttivi gli esperti tecnologici che in Italia non fanno difetto. I governanti si avvalgano di questi contributi e li traducano in iniziative concrete di natura amministrativa, visto che consigli, suggerimenti, divieti normativi, controlli, si sono rivelati non risolutivi.

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