WIRE โ€” Hanno ingerito dosi massicce di veleno, ma forse potevano ancora essere salvate. Stiamo parlando dellormai telenovelica vicenda del mistero della ricina che continua a scuotere Pietracatella, in Molise, dove Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita sono morte dopo unintossicazione da tossine del ricino. La perizia medico-legale di 838 pagine depositata alla Procura di Larino si legge sul Messaggero - conferma alcuni punti fermi, ma lascia aperti gli interrogativi sullautore del presunto duplice omicidio premeditato. Gli esperti hanno stabilito che madre e figlia sono decedute per unintossicazione acuta da tossine del ricino e che la sostanza sarebbe stata assunta verosimilmente tra il 23 ed il 24 dicembre 2025, probabilmente attraverso un alimento o una bevanda contaminata. Un dettaglio che pesa nelle indagini il coinvolgimento dellintero nucleo familiare. Anche Giovanni Di Vita, marito di Antonella ed ex-sindaco di Pietracatella, avrebbe ingerito la sostanza, seppur in quantit inferiori. I periti evidenziano che luomo e le due vittime hanno avuto sintomi ravvicinati: Tale andamento - si legge nella relazione - caratterizzato da esordio temporalmente ravvicinato nei tre componenti del nucleo familiare e da diversa intensit clinica individuale, risulta compatibile con una esposizione comune avvenuta in un momento antecedente alla comparsa della sintomatologia gastroenterica. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48476322]] La figlia maggiore, Alice Di Vita, invece rimasta illesa. Nei mesi scorsi la squadra mobile di Campobasso le aveva sequestrato il telefono nellambito degli accertamenti. La consulenza chiarisce anche la difficolt nel determinare il momento preciso dellavvelenamento. Il solo dato temporale non consente di individuare con certezza il preciso momento dellassunzione, ma permette di circoscrivere una finestra temporale ragionevolmente compatibile con lesordio clinico osservato. Le analisi tossicologiche hanno rilevato nelle vittime concentrazioni elevate di ricina: 722 ng/mL nel sangue post-mortem di Antonella e 630 ng/mL in quello di Sara. Valori compatibili con unintossicazione acuta da tossine del ricino. Sul fronte medico, i consulenti spiegano che non esiste un antidoto specifico per la ricina disponibile nella comune pratica clinica. Tuttavia la relazione non assolve automaticamente i cinque medici accusati di omicidio colposo: Non possibile affermare che una diversa condotta sanitaria avrebbe impedito il decesso delle pazienti. Il giallo resta vivo pi che mai, purtroppo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48339671]]

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