WIRE โ€” Quarantaquattro intellettuali in fila per sei e col resto di due le cantano in coro allopinione pubblica. Anche loro, come i gatti della canzone dello Zecchino doro, si sono uniti compatti per organizzare una riunione (verosimilmente webinar), precisare la situazione e lanciare una provocazione retorica: Sareste disposti a bruciare la Gioconda e la Sardegna per ottenere energia?. Sul primo punto, magari non sarebbe indelicato chiedere unopinione ai cugini dOltralpe che in argomento sono alquanto permalosetti, e sul secondo ai sardi che non si sentono inferiori a nessuno del continente, dove peraltro altri italiani di altre regioni qualcosa potrebbero pure avere da ridire. PAESAGGIO CONTRO AMBIENTE Nellindisponibilit del capolavoro di Leonardo e di uno scontato referendum sullisola dei quattro mori bendati, i vertici di Wwf, Legambiente e Greenpeace chiamati in causa (Luciano Di Tizio, Stefano Ciafani e Chiara Campione), pur nellimpostazione statutaria, sfrondano il manifesto-appello utopistico e sforbiciano code e baffi allineati in fila per sei col resto di due: Contrapporre le energie rinnovabili e la tutela del paesaggio un errore. Oltre che ennesimo termine di paragone preso a effetto dal mazzo delle chimere, fa bum mediatico ma non una bomba, neppure di saggezza o di buon senso. lapalissiano che se il paesaggio viene proposto come qualcosa di intangibile e il trend climatico non si arrester per cause proprie o per intervento scientifico delluomo, linazione sulle rinnovabili e sulle energie alternative porter logicamente alla compromissione di tutto quanto si vuole dogmaticamente tutelare. Le pale eoliche turbano larmonia del creato, il nucleare irrita e spaventa, i pannelli solari fanno schifo, lidroelettrico d una scossa di repulsione e i combustibili fossili sono orrore puro, ma solo da noi. CHIEDETE ALLA CINA In Cina da cui compriamo di tutto e di pi, e negli ultimi tempi pure automobili e ogni tipo di batteria per far marciare le vetture elettriche ecologiche, o in India, tanto per parlare di grandi numeri, la Gioconda o la Sardegna non sono certamente in cima ai pensieri. L gli intellettuali non firmano manifesti contro lindustrializzazione selvaggia, linquinamento o il paesaggio deturpato, n perch vogliono n perch possono: l hanno premuto lacceleratore sulla crescita tecnologica ed economica e se sfugge spesso e volentieri il piede sulla frizione sono problemi dei piccoli occidentali, quelli sempre cos attenti anche ai gas immessi in atmosfera per cause naturali dalle mucche nostrane, mentre dalle parti del Gange le venerano. Nel manifesto dei 44 si sollecitano le associazioni ambientaliste a prendere posizione contro eolico e fotovoltaico, e queste rispondonodi potersi ritenere altrettanto stupite di vedere tanta chiusura verso queste fonti energetiche, peraltro senza lindicazione di unalternativa credibile e pure di non vedere la responsabilit collettiva di costruire per le generazioni che verranno, un modello sicuro, democratico, accessibile, sostenibile e compatibile con la tutela dei territori. E SENZA COMBUSTIBILE? Le risposte della scienza, ieri come oggi, spesso non piacciono. Questo Paese cal una calotta di cemento armato referendario sul nucleare, perdendo decenni e acquistando nel frattempo energia prodotta dalle centrali appena oltre confine. Le pale eoliche non hanno superato i pregiudizi estetici del Belpaese, i pannelli solari danno i brividi, si spacca latomo solo per i distinguo su sicurezza, tempi lunghi e rifiuto mentale, mentre si continuano a bruciare i prodotti derivanti dai dinosauri estinti e decomposti. Unera nella quale, si dice, luomo rischia di ripiombare o per un cataclisma climatico epocale oppure perch sar costretto a un salto indietro senza neppure i lumi con laborrito petrolio. E non ci sar neppure linchiostro per firmare i manifesti sulla Gioconda e la Sardegna. Con buona pace di Monna Lisa e pure del compianto Ivan Graziani che sempre in musica rifletteva sul valore della cultura che non permette di toccare le opere darte e neppure di goderle appieno. Vale per i quadri e vale pure per i paesaggi.

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