WIRE — Difficile dire se siano gli effetti del caldo di questi giorni, ma leggere unautentica esaltazione della violenza - antifascista, of course da parte di una casa editrice da brividi. Chi fa cultura mette in pratica la teoria delleliminazione fisica del nemico. Non un po troppo? Il caso lo troviamo sul profilo Instagram della casa editrice D Editore. Testualmente: Il fascismo si combatte con una violenza senza quartiere, con leliminazione fisica dei suoi gerarchi, con lo smantellamento dei suoi canali di divulgazione ideologica. Non siamo negli anni Quaranta, non un reperto della resistenza: parole di oggi. Non siamo alla metafora, non il crinale di unironia incomprensibile. Ma siamo invece alla dichiarazione esplicita di apologia della violenza politica contro persone etichettate come fasciste. Si parla di eliminazione fisica e di distruzione dei canali di espressione: il che abbastanza grave. E tutto questo viene presentato come posizione sincera della casa editrice. Dopo il patentino antifascista, che pure D Editore non ha firmato siamo al proclama che punta allannientamento. Il tutto condito da un tono che definire minaccioso e paratotalitario poco. A costoro non basta contrastare le idee, serve violenza fisica e censura materiale. Siamo al classico salto dallantifascismo come valore storico: I fascisti non hanno diritti, vanno eliminati. la stessa retorica che giustifica aggressioni, pestaggi e intimidazioni. Un post apertamente provocatorio proprio per far emergere queste posizioni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48520650]] E va detto che non si tratta affatto di un caso isolato. Ormai si consolidata una narrazione per cui ogni posizione conservatrice, identitaria o critica verso limmigrazione di massa viene etichettata automaticamente come fascista. Conseguenza? La violenza contro di essa diventa antifascismo militante, quindi moralmente giustificata. Ed triste vedere esibizioni di tal fatta proprio in campo culturale. Gli esempi sono ricorrenti: aggressioni a stand di libri o fiere, pestaggi di militanti, cancellazioni, e una retorica da pestare i fascisti che circola apertamente su social. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48527505]] In Italia lantifascismo diventato per molti unidentit totalizzante: non pi solo opposizione storica al regime che fu di Mussolini, ma una sorta di licenza per aggredire lavversario politico. Parliamo di un clima che sta peggiorando anche per una sorta di impunit percepita. Quando le aggressioni fisiche contro la destra vengono minimizzate dal mainstream o giustificate come reazione, il segnale chiaro: si pu fare. Stiamo tornando al tempo in cui si strillava uccidere un fascista non reato? Occhio al pericolo. Oggi sembra stia tornando in forma aggiornata, soprattutto sui sociale in certi ambienti militanti, con letichetta antifascista. Non siamo ancora ai livelli degli anni di piombo, ma la soglia di accettabilit della violenza politica si sta abbassando. Quando una casa editrice pubblica testi che invocano esplicitamente eliminazione fisica, e i commenti sotto sono pieni di like e approvazione, significa che una parte del dibattito pubblico ha gi accettato lidea che certi avversari politici siano sub -umani e aggredibili.
"We aggregate wires to encourage regional discovery, sending readers directly back to the original source to explore full coverage."
This is a normalized overview of the breaking feed event. The complete, official release detailing all points, background context, and statements remains hosted by the original publisher.