WIRE — Chi decide veramente sulle regole di ingresso e soggiorno degli stranieri non comunitari sul territorio italiano e, pi in generale, su quello dellUnione europea? Di recente Ursula von der Leyen ha dichiarato che dobbiamo essere noi a farlo, e non invece i trafficanti di esseri umani, che lucrano sulla disperazione di chi deve fuggire dal proprio Paese. Molto bene. Purtroppo, per, in attesa che la normativa europea, anche sotto limpulso italiano, si adegui definitivamente a questo principio, qualche recente vicenda di casa nostra ci costringe a dire che le cose non stanno andando proprio in questa direzione. Prendiamo il recente caso di uno straniero condannato per spaccio di droga, di cui anche Libero ha dato notizia. La legge italiana (cio il Parlamento eletto da tutti noi) aveva fatto nel 1998 una scelta del tutto comprensibile e ragionevole: la condanna per determinati reati, tra cui lo spaccio di stupefacenti, non solo impedisce lingresso nel territorio dello Stato, ma anche dostacolo al rilascio e al rinnovo del permesso di soggiorno, documento in assenza del quale ha luogo (dovrebbe aver luogo...) lespulsione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48501961]] Il principio (sacrosanto) : vuoi stare da noi? Splendido, ma devi comportarti bene, altrimenti te ne vai. E tra i reati che costringono ad andarsene c anche, come dicevo, lo spaccio di sostanze stupefacenti, quandanche di lieve entit, perch anche questo reato punito con una pena detentiva. In sostanza, il legislatore aveva ragionato cos: giusto includere le condanne per qualsiasi reato inerente agli stupefacenti tra le cause che impediscono ingresso e permanenza in Italia, soprattutto perch si tratta di vicende che spesso implicano contatti con appartenenti ad organizzazioni criminali o, comunque, dirette ad alimentare il mercato della droga, cio una delle maggiori fonti di reddito della criminalit organizzata. Ebbene, di recente si avuta notizia di uno straniero spacciatore che, dopo la condanna, fa richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, se lo vede negare come la legge prevede, fa ricorso al Tribunale amministrativo regionale, e lo vince pure. Perch? Perch vero che la legge enuncia quel sacrosanto principio che abbiam visto prima. Ma su quella legge c stata una sentenza della Corte costituzionale (la n. 88 del 2023), la quale lha dichiarata incostituzionale nella parte in cui afferma che la condanna per reati di droga produce un effetto impeditivo al rinnovo del permesso di soggiorno, senza prevedere che lautorit competente verifichi in concreto la pericolosit di colui che richiede il rinnovo. Che vuole dire? Che bisogna valutare caso per caso, che non ragionevole stabilire per legge un automatismo cio che condanna implica di per s impedimento a stare in Italia che possono esserci casi di piccolo spaccio non gravi, ecc. Due considerazioni. La prima. La Corte costituzionale italiana motiv la sua pronuncia con ladesione alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti delluomo. Soprattutto in una sentenza del 2006, la Corte europea dett alcuni suoi criteri per valutare se la misura dellallontanamento di uno straniero possa considerarsi necessaria e proporzionata allo scopo perseguito: natura e seriet del reato commesso; lunghezza del suo soggiorno sul territorio nazionale; tempo trascorso dalla commissione del reato; situazione familiare dello straniero che dovrebbe essere allontanato. Queste valutazioni dovrebbero esser fatte dallamministrazione, cui lo straniero (condannato) si rivolge per ottenere il rinnovo del permesso. Con il che la decisione politica, del tutto ragionevole, assunta dal Parlamento italiano viene posta sostanzialmente nel nulla. E, sottolineo, a decidere chi pu stare o restare in Italia non pi il Parlamento, ma le Corti superiori, quella dei diritti delluomo insieme alla nostra Corte costituzionale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48496811]] La seconda considerazione. bizzarra lidea che la legge non debba prevedere automatismi. Proprio questo la legge dovrebbe fare: stabilire regole legali valide per tutti, che assicurano uguaglianza di trattamento e prevedibilit delle soluzioni adottate. Ed bizzarro pensare che, al contrario, essa debba affidare allamministrazione una valutazione caso per caso: cio stabilire, dopo il giudice (che, nel caso concreto, gi intervenuto condannando!), se lo straniero condannato possa restare sul territorio nazionale! chiaro, infatti, che un giudizio di pericolosit effettuato caso per caso dalle mille prefetture italiane e dalle migliaia di funzionari addetti sar un vero e proprio terno al lotto (con triplicazione del contenzioso): a danno, non a vantaggio, degli stessi diritti degli stranieri! Alla fine, purtroppo, restiamo con una sensazione. Che la politica sia stata spossessata dalle Corti europee e interne di un fondamentale attributo della sovranit: decidere chi possa e chi non possa entrare e restare sul territorio nazionale. E che quelle Corti siano in fondo ispirate dallidea che lo straniero che delinque ha comunque un diritto fondamentale a essere ospitato in Italia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48495808]]

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