WIRE โ Nel 1979 Azar Nafisi torn in Iran dopo anni di studio negli Stati Uniti. Aveva trentanni, insegnava letteratura inglese e faceva parte di quegli iraniani di famiglie progressiste i quali credevano che la rivoluzione contro lo Sci potesse aprire uno spazio nuovo di libert. Insegn allUniversit di Teheran finch non le imposero il velo: si rifiut, fu sospesa, poi reintegrata, poi cacciata definitivamente nel 1995. Per due anni riun, ogni gioved mattina, sette studentesse nel salotto di casa sua. Leggevano Nabokov, Fitzgerald, Austen, James gli autori che il regime clericale considerava pornografici e sovversivi, gli stessi che la teoria postcoloniale occidentale classificava come strumenti dellimperialismo culturale. Secondo Nafisi, Lolita si capisce meglio sotto una teocrazia: il romanzo parla di un uomo che confisca la realt di una bambina e la riscrive secondo i propri desideri. La Repubblica Islamica faceva la stessa cosa con le donne iraniane. Nafisi lasci lIran nel 1997, scrisse Leggere Lolita a Teheran, lo pubblic nel 2003. Vendette milioni di copie. Immediatamente i colleghi di mezzo mondo la accusarono di Orientalismo, di fornire argomenti ai neocons, di tradire la causa anticoloniale. *** Nellautunno del 1978 Michel Foucault arriv a Teheran come inviato del Corriere della Sera. Aveva 52 anni, era tra gli intellettuali francesi pi celebrati. Era luomo che aveva smontato i meccanismi del controllo, prigioni, ospedali psichiatrici, la sessualit come strumento di disciplina sociale. Ma lui la vedeva in modo diverso. In un importante scritto su Nietzsche del 71, in cui il pensiero del tedesco esposto senza filtri, quasi travasato in quello del suo commentatore francese, si leggono frasi su come la storia si fissi in un rituale, un insieme di regole destinato a soddisfare la violenza. La regola, il piacere calcolato dellaccanimento, il sangue promesso. La storia violenza, che si realizza via via in meccanismi sempre diversi. la violenza fatta alla violenza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48525980]] A Teheran trov qualcosa di diverso: non una messa in scena ma una rivolta premoderna. Nostalgico del 1789, del Sade rivoluzionario di Franais, encore un effort si vous voulez tre rpublicains, scrisse articoli entusiasti. Parl di spiritualit politica. Vide in Khomeini la negazione vivente del potere disciplinare occidentale. Non scrisse nulla delle donne costrette al velo, degli omosessuali condannati a morte, dei tribunali rivoluzionari, della teocrazia. Quando glielo fecero notare, rispose che giudicare la rivoluzione iraniana con parametri occidentali era una forma di imperialismo culturale. Mor nel 1984 di AIDS, a Parigi, senza aver scritto una riga di autocritica sulla sua esaltazione per la rivoluzione khomeinista. Ma forse lerrore pensare che non avesse capito. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48520656]]
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