WIRE โ Tarzan non si ferma mai. Alla sua bella et Bruno Tabacci, 80 anni, non smette di ragionare sulla politica e forse proprio per questo molla il Pd ed entra nel gruppo misto della Camera: col suo cannocchiale centrista potr osservare meglio le manovre in corsa per agguantare immancabilmente c da giurarci che rivedremo Bruno Settevite ancora in pista - il seggio edizione 2027... Tabacci ha comunicato alla presidenza della Camera la sua scelta e tutto cade casualmente allindomani del putiferio di Napoli: non roba per lui. Nella lettera sottolinea che si tratta di una scelta politica, non personale: La destra non si batte restringendo il campo. Si batte allargandolo. Un altro sintomo del disagio di quei moderati che si sentono esclusi dal campo progressista. In sostanza Tabacci critica la linea del Pd e punta a unopposizione pi ampia, coerente con la sua storia di centrista che ha sempre navigato tra democristiani, centrodestra moderato e poi alleanze di centrosinistra. E riesce a a dondolarsi da un ramo allaltro senza mai perdere il ritmo. Tabacci uno dei classici democristiani erranti della Seconda Repubblica: ha attraversato quasi tutte le sigle centriste nate dopo lo scioglimento della DC, senza mai abbandonare del tutto larea moderata. Il suo partito attuale, Centro Democratico, piccolo ma gli ha permesso di mantenere una presenza parlamentare continua dal 1992 (con una breve pausa). Per primo partito, ovviamente, la Dc, che rappresent anche come presidente della regione Lombardia, non proprio lultimo degli incarichi e a soli 41 anni. Poi, via via, una lunga serie di formazioni politiche: il Partito popolare, lUdr, il Centro cristiano democratico, lUdc, La Rosa Bianca, lAlleanza per lItalia, e il pi piccolo e attuale centro democratico. Con una breve parentesi anche in Pi Europa. Il simbolo del Centro democratico gli fu utile anche per allearsi con Luigi Di Maio alle politiche del 2022 senza bisogno di raccogliere firme: per Giggino - dopo la scissione dal M5S - non fu rieletto, Tabacci ovviamente s, in uno dei collegi di Milano che era stato capace di garantirsi. Un mito. Lontano dal Pd probabilmente torner a tessere quelle manovre che lo hanno visto protagonista in tante stagioni della Prima e della Seconda Repubblica. Nel suo caso davvero nulla pu mai essere escluso, a partire da un polo centrista distante da destra e sinistra: ma prima dovrebbe garantirsi solide fondamenta (leggasi rielezione sicura). I suoi amici pi stretti per non lo danno per certo in alternativa al Pd: magari far pesare ogni ipotesi di eventuale alleanza sul piano programmatico. A quei tavoli sa stare senza fronzoli e nemmeno timori reverenziali. Che vuoi che sia per chi ha cominciato da consigliere comunale quando cera ancora la lira... Del resto, dallalto della sua et pu fregarsene di mandare al diavolo Tizio e Caio, limportante che a salvarsi sia Uno. Bruno, appunto. Quello che i partiti non li cambia, ma li colleziona.
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