WIRE — Pi smart working, pi neonati. Che possa essere questa una delle soluzioni allallarmante declino delle nascite, che nel nostro Paese raggiunge ogni anno un nuovo minimo storico? Ne convinto lInps, che torna ad accendere i riflettori sui vantaggi del lavoro agile che permetterebbe di gestire al meglio i tempi professionali tra le mura domestiche agevolando concretamente la scelta di ampliare la famiglia. LIstituto Nazionale di Previdenza Sociale, commentando il suo ultimo rapporto annuale, spiega che strumenti come gli incentivi economici alle famiglie, lassegno unico e universale e altri bonus alla natalit possono favorire un aumento seppur contenuto delle nascite, ma nello stesso tempo rischiano di ridurre la partecipazione delle madri al mercato del lavoro, se non accompagnati da interventi complementari. Lo smart working, si rivela invece particolarmente efficace nel sostenere loccupazione femminile, riducendo i costi e le difficolt legati alla cura dei figli. Lo spiega lo stesso presidente dellInps Gabriele Fava, sostenendo che il tema della natalit non pu essere affrontato solo con trasferimenti monetari. La decisione di avere un figlio dipende anche dalla stabilit del lavoro, dalla possibilit di conciliare tempi di vita e tempi professionali, dalla disponibilit di servizi per linfanzia, dalla distribuzione dei carichi di cura tra madri e padri. Laccesso al bonus asilo nido, ad esempio, ha determinato un aumento della probabilit di occupazione per le madri di circa sei punti percentuali. Il lavoro da remoto, invece, si conferma efficace per ridurre fino all87% la cosiddetta child penalty, ovvero la penalizzazione delle carriere derivante dallavere un figlio, e per aumentare le retribuzioni (fino a 1.300 euro in pi nellanno successivo alla nascita). Altro dato eclatante la relazione tra smart working e la possibilit di rimanere incinte. Secondo lInps si registrano infatti effetti positivi sulla fecondit. Tesi sostenuta anche dalla scienza. Uno studio pubblicato dal National Bureau of Economic Research e coordinato dagli economisti Nicholas Bloom, Charles G. Aksoy e Steven J. Davis, dimostra che chi lavora da casa almeno un giorno alla settimana gode tassi di natalit pi alti rispetto a chi lavora interamente in presenza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:44688797]] Analizzando i dati di sondaggi condotti in 38 paesi tra il 2023 e linizio del 2026, i ricercatori hanno inoltre evidenziato che quando entrambi i partner hanno la possibilit di fare smart working per uno o pi giorni a settimana, la fecondit stimata nellarco della vita aumenta di 0, 32 figli per donna a livello globale (il circa il 14% in pi rispetto alle coppie che lavorano solo in presenza). Attenzione, per: negli Stati Uniti questo dato sale a +0, 45 figli per donna (+18%), segno che limpatto dello smart working sulla natalit non uniforme e presenta alcune importanti sfumature. Uno studio in Norvegia sui tassi di natalit post-pandemia conferma infatti che il piccolo baby boom registrato dopo il 2020 stato trainato quasi interamente da donne in professioni ad alto reddito e precedentemente poco flessibili (i cosiddetti greedy jobs), che hanno beneficiato enormemente del passaggio al lavoro remoto. Altri studi europei e italiani evidenziano invece un potenziale rischio dostacolo se lo smart working non bilanciato nella coppia. Se a lavorare da casa solo la donna c il rischio di un sovraccarico di lavoro domestico e di cura (il cosiddetto dual burden), che in alcuni contesti pu spingere a rimandare il primo figlio per non danneggiare la carriera. Al contrario, quando luomo a fare smart working, aumenta la propensione della donna ad avere figli, poich si prevede una maggiore condivisione nella coppia dei carichi familiari. Insomma, smettiamo di considerare il lavoro agile una concessione alle donne, ma uno strumento del quale beneficiare tutti. Se non altro per evitare lestinzione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47162505]]

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