WIRE — Ci sono immagini che non si dimenticano e che rimangono incise negativamente nel nostro cuore e ci fanno vivere momenti di tristezza e dolore. Il volto rigato dalle lacrime di una ragazzina di tredici o quattordici anni. Lo sguardo perso nel vuoto. Le mani tremanti mentre viene accompagnata verso un uomo che potrebbe essere suo padre, se non addirittura suo nonno. Attorno, sorrisi, canti, festeggiamenti. Lei, invece, piange. Perch sa che da quel momento la sua infanzia finita in uno dei modi pi devastanti per tutta la vita. Negli ultimi anni i social network hanno portato davanti agli occhi del mondo filmati provenienti da alcune aree del Medio Oriente, dellAsia e dellAfrica dove, sotto linfluenza dellIslam radicale e di interpretazioni estremiste della religione, vengono celebrati matrimoni tra uomini adulti e ragazze minorenni. Sono immagini che scuotono la coscienza di qualsiasi persona cresciuta in una societ che considera linfanzia un bene da proteggere e tutelare a qualsiasi costo. doveroso distinguere tra la fede religiosa e lIslam radicale, che in alcuni contesti viene utilizzato per giustificare pratiche incompatibili con i diritti fondamentali della persona. Quando una bambina viene privata della propria libert e costretta a sposare un uomo adulto, il problema non soltanto culturale o religioso: una violazione della dignit umana e dellinfanzia, principi che devono essere tutelati senza alcuna eccezione. In quei momenti non esiste pi la libert. Non esiste pi il consenso. Non esiste pi la dignit. Esiste soltanto il potere di una religione assurda. Una bambina di tredici o quattordici anni non possiede la maturit psicologica per scegliere un matrimonio. Ancora meno pu comprendere le conseguenze di una vita coniugale, della maternit precoce e della totale dipendenza da un uomo adulto. Per questo motivo la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dellInfanzia considera la tutela dei minori un principio universale, superiore a qualsiasi tradizione culturale o religiosa. I diritti fondamentali non cambiano in base alla latitudine. Non cambiano in base alla religione. Non cambiano in base alle usanze locali. Una bambina resta una bambina ovunque nasca. In Europa questo principio ormai parte integrante della nostra identit giuridica e morale. La protezione dei minori non rappresenta unopinione politica, ma uno dei pilastri dello Stato di diritto. Per questo motivo il tema dellintegrazione assume un significato ancora pi profondo. Integrare non significa chiedere a qualcuno di rinunciare alla propria fede. Significa condividere un patrimonio comune di valori non negoziabili: il rispetto della legge, della libert individuale, delluguaglianza tra uomo e donna e della tutela dellinfanzia. Chi arriva in un Paese democratico ha il diritto di professare la propria religione, ma ha anche il dovere di rispettarne le leggi. Nessuna interpretazione dellIslam radicale, n di qualsiasi altra ideologia o credo, pu giustificare pratiche che violano i diritti fondamentali dei minori. Le immagini di quella bambina che piangeva spaventata mentre viene abbracciata da uomini adulti dovrebbero rafforzare la determinazione della comunit internazionale nel combattere ogni forma di estremismo e ogni pratica che priva i bambini della loro infanzia. Perch una societ si misura da come protegge i suoi pi piccoli. E quando una bambina viene costretta a diventare una sposa, non fallisce soltanto una famiglia. Fallisce lumanit intera. Sono fermamente convinto che chi adotta queste pratiche cos radicali di un Islam incomprensibile non possano assolutamente essere compatibili con le nostre comunit occidentali e con i nostri valori cristiani.

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