WIRE โ Il paladino della famiglia tradizionale agli arresti domiciliari. Mario Adinolfi finito al centro di uninchiesta della Procura di Roma che gli contesta una presunta truffa ai danni di decine di persone e unevasione fiscale stimata in circa 400mila euro. Le indagini, affidate alla Guardia di Finanza, ruotano attorno alla cosiddetta Scommessa Collettiva, un sistema di raccolta di denaro tra privati promosso attraverso i social, nel quale venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive. Secondo gli investigatori, alcuni partecipanti avrebbero affidato allex-parlamentare somme forti, anche fino a 150mila euro. Il gip descrive la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso, elementi che dimostrerebbero una specifica volont, oltre che abilit, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione alloccultamento dei flussi reddituali e allelusione dei controlli dellamministrazione finanziaria. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48470100]] Lattivit, denunciata dalle presunte vittime, si sarebbe protratta per un lungo arco temporale. I versamenti sarebbero avvenuti con modalit analoghe, attraverso condotte che, per il giudice, per sistematicit denotano una evidente pervasiva pericolosit sociale, aggravata dalla notoriet del personaggio e dalla sua esposizione mediatica. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48474518]] Nellordinanza viene inoltre richiamato latteggiamento intimidatorio assunto da Adinolfi nei confronti di chi avrebbe cercato di contrastarlo. La Guardia di Finanza sostiene che lindagato promettesse rendimenti elevati e in termini percentuali ben oltre i tassi offerti sul mercato finanziario, assicurando limpiego di algoritmi e una strategia di scommessa infallibile. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48476647]] Negli ultimi cinque anni (a cospetto di unattivit lunga 15-20 anni) sarebbero transitati oltre 4,7 milioni di euro. Solo una parte sarebbe stata destinata alle scommesse, mentre gran parte del denaro avrebbe finanziato spese personali, tra case, beni di lusso, viaggi, imbarcazioni e orologi. Per gli inquirenti, pur risultando intestatario soltanto di unauto, Adinolfi avrebbe sostenuto ingenti somme per acquisti di pregio (viaggi alle Maldive e in Egitto). Risulterebbero inoltre conti correnti allestero (Lituania, ndr), scrive il gip, secondo cui esiste il concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte di reato. Da qui il riferimento anche al suo Piano B, vale a dire liniziativa Cristo Regna, che, sempre secondo il giudice, potrebbe riproporre lo stesso schema di raccolta di capitali. Fin qui sono stati raccolti gi oltre 3.000 euro.
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