WIRE — Solo per 21% giovani propria formazione prepara davvero al lavoro Solo per 21% giovani propria formazione prepara davvero al lavoro Emerge da indagine Ipsos presentata nellambito del Myllennium Award Milano, 9 lug. (askanews) - Venticinque giovani talenti under 30 sono stati premiati ieri a Roma nel corso della XII edizione del Myllennium Award, il premio multidisciplinare promosso dal Gruppo Barletta e dalla Fondazione Barletta che sostiene il merito, linnovazione e la creativit delle nuove generazioni italiane. Dieci le categorie premiate, dalla ricerca allimprenditorialit, dalla cultura allo sport, dalla musica al cinema, con lobiettivo di valorizzare progetti e percorsi capaci di generare un impatto concreto nella societ. Nel corso della cerimonia stata inoltre presentata lindagine annuale realizzata da Ipsos, Giovani italiani e mismatch tra formazione e lavoro, che fotografa aspettative, criticit e prospettive delle nuove generazioni nel rapporto con il mondo dellistruzione e delloccupazione. Tra i dati emersi, oltre la met dei giovani valuta positivamente il proprio percorso formativo, ma solo il 21% ritiene che gli studi preparino realmente allingresso nel mercato del lavoro. Giunto alla dodicesima edizione, il Myllennium Award rappresenta oggi uno dei principali riconoscimenti italiani dedicati agli under 30. Patrocinato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, dal Ministero dellIstruzione e del Merito, dal Ministero dellUniversit e della Ricerca, dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, il premio ha raccolto in dodici anni oltre 5.700 candidature, premiato pi di 380 giovani talenti e distribuito oltre 2 milioni di euro tra premi, borse di studio e opportunit di alta formazione e inserimento professionale. I progetti premiati in questa dodicesima edizione dimostrano quanto talento, capacit di innovare e spirito imprenditoriale siano presenti nelle nuove generazioni. Sostenere questi percorsi significa investire nel futuro del Paese. La ricerca Ipsos ci ricorda per che esiste ancora una distanza tra formazione e mondo del lavoro che istituzioni, imprese e sistema educativo sono chiamati a colmare, creando le condizioni perch i giovani possano esprimere pienamente il proprio potenziale, ha dichiarato Paolo Barletta, Presidente del Myllennium Award. Le esperienze premiate nelledizione 2026 testimoniano la capacit dei giovani di trasformare competenze, creativit e ricerca in progetti concreti, contribuendo allo sviluppo dellinnovazione, della cultura, dellimpresa e dellimpatto sociale. Nella categoria MyBook, allinterno della sezione dedicata alla saggistica, sono stati premiati Claudia Fantucchio con Il Problema, Elana Lunardi con La forza gentile della cura nelle societ contemporanee, Alice Testa con Nessuno decide: Sisifo, algoritmi e la fine della politica e Ludovica Monte con Dove si nasconde il futuro: Geopolitica del potere invisibile nellepoca degli utenti. Nella sezione graphic novel il riconoscimento andato a Josephine Campo con All Remains Land - Ultimo Accesso e al team composto da Elisabetta Gravina, Giorgia Guercioni, Vittoria Rocci e Manuel Terriaca con Afterimage, mentre il premio dedicato alla narrativa sportiva stato assegnato a Elisabetta Stornaiuolo con La stessa pista. Linnovazione tecnologica e le trasformazioni della comunicazione sono invece al centro dei progetti premiati nella categoria MyReportage. I riconoscimenti sono andati a Gloria Pessina e Alessandro DellOrto larticolo il Formati Ostili. Perch lIA della giustizia ha bisogno di un nuovo linguaggio pubblico, a Lorella Lombardo per il podcast Specchio Neurale - Viaggi sonori nellera in cui le macchine imparano a somigliarci e a Davide Maurizi per il progetto Social Edutainment 17 secondi, il lungo silenzio di Mario Monti sulla disoccupazione. Ampio spazio anche allimprenditorialit e allinnovazione sociale. Nella categoria MyStartup, realizzata con il supporto della Fondazione Lottomatica in qualit di Main Partner, il riconoscimento stato assegnato a BuiltDifferent, startup fondata da Stefano Tazio, Federico Gouthier, Matteo Anastasia e Riccardo Pirlea che opera nel settore SportTech attraverso una piattaforma che integra nutrizione e allenamento personalizzati. La categoria MySocialImpact, sostenuta da Impre.Do SpA in qualit di Main Sponsor della sezione, ha invece premiato Accanto, startup fondata da Francesca Ferralasco e Giorgia Andrea Refolo che offre servizi educativi e pedagogici online a supporto di famiglie e caregiver. Attraverso la categoria MyJob il Myllennium Award ha inoltre assegnato borse di studio e percorsi di alta formazione presso alcune delle pi prestigiose istituzioni accademiche italiane ed europee. Tra i vincitori figurano Ymen Hdiguellou (Bologna Business School), Ginevra Pignatti Morano (Bologna Business School), Stefano Lai (ESCP Business School) e Davide Terrasi e Olivia Piccolo (Universit Bocconi). Per la categoria MyFrame il premio per il miglior cortometraggio stato assegnato a Roberto Romano per A School Day, mentre il Premio Speciale Rai Cinema Channel andato a Davide Borchini per Non parlare con gli sconosciuti. Nella categoria MySport sono stati premiati Federico Lorenzo Bruno e Simone Adobati con Alteres, startup dedicata alla trasformazione digitale del sistema sportivo attraverso lanalisi dei dati, e Lorenzo Cardarelli, vincitore della borsa di studio MySport| Job. La categoria MyMusic ha premiato Daniele White con il brano Freud per la categoria Musica Pop e Sebastian Zagame, violinista, per la categoria Musica Classica. Per la categoria MyCity ha vinto Savio Rociola con la foto Senza sport muore il futuro, mentre il vincitore di MyBricks stato Jean Silas Tagne Wadem. Lindagine realizzata da Ipsos per il Myllennium Award 2026 su un campione di 800 ragazzi in tutta Italia tra i 18 e i 30 anni, accende i riflettori sul tema del mismatch tra formazione e lavoro, ancora percepito come un ostacolo rilevante dalle nuove generazioni. Se oltre la met dei giovani valuta positivamente il proprio percorso di studi, soltanto il 21% si sente preparato per il mondo del lavoro e il 58% crede sia difficile entrarvi. Il mismatch scuola-lavoro resta centrale, tanto che i ragazzi ritengono utili strumenti di connessione al mondo occupazionale come corsi di formazione (69%), stage (63%) e tirocini (63%). La scuola per i giovani resta troppo teorica (48%), mancano esperienze pratiche (30%) e un orientamento al mercato del lavoro risulta insufficiente (29%). Il 42% degli intervistati indica proprio lesperienza sul campo come la competenza che sente maggiormente mancare, seguita da quelle economiche-finanziarie (34%), dalla conoscenza delle lingue straniere (30%) e dalle skills digitali (28%). Cresce la distanza tra percezione e realt. Il 63% sottostima il tasso di occupazione giovanile in Italia, il 90% ritiene che siano molti meno i laureati che trovano lavoro entro tre anni dal conseguimento del titolo, il 62% convinto che gli stipendi di ingresso siano pi bassi di quelli reali e il 57% sovrastima il fenomeno dei NEET. Uno scarto percettivo che sta riducendo le aspettative dei ragazzi e scoraggiando la ricerca di opportunit professionali. Infatti, tra i giovani intervistati emerge un approccio fortemente pragmatico. Per il 69% il lavoro rappresenta prima di tutto uno strumento di indipendenza economica (percentuale che sale al 74% per le donne), solo il 39% associa la passione al lavoro e la crescita professionale conta per il 33%. Nella scelta del lavoro prevalgono infatti fattori come retribuzione e benefit (68%), stabilit (63%) e qualit dellambiente lavorativo (55%). I giovani chiedono flessibilit, soprattutto in chiave ibrida: il 33% preferisce un modello 50/50, solo il 14% punta a formule prevalentemente o totalmente da remoto. In media la retribuzione netta mensile minima sotto la quale i giovani non accetterebbero mai un lavoro (neppure alla prima esperienza) si aggira intorno ai 970 euro. Pi di 1 su 2 (55%) sarebbe disposto a non andare oltre i 1000?. Eppure, il denaro da solo non lunica motivazione, il 36% considererebbe di lasciare il posto se lambiente risulta conflittuale. Il 48% si aspetta entro due anni dalla laurea di trovare lavoro, e se cos non accade il 15% valuta di cercarlo allestero, mentre il 7% sarebbe disposto a trasferirsi lontano da casa, purch restando in Italia.

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