WIRE — Indietro tutta avrebbe detto Renzo Arbore nella sua leggendaria trasmissione. Cera una volta in Toscana un progetto formativo dal titolo C stoffa per tutti. 130mila euro di fondi regionali destinati alla formazione di 15 lavoratori nel settore tessile. Era prevista una riserva del 50% a favore di donne, persone non binarie (sic!) e trans. Dopo linterrogazione del consigliere di Fratelli dItalia Luca Minucci, lassessore al lavoro Alberto Lenzi rincula. Lagenzia capofila ha chiesto di aggiornare le locandine perch non dispone di strumenti oggettivi per attuare tale previsione, ritenendo che tale formulazione potesse non essere oggettivamente applicabile. La nuova formulazione mantiene la quota del 50%, ma solo per le donne, per la promozione delle pari opportunit e dellequilibrio di genere. Minucci affonda la lama nel burro: Ci voleva molto a capire che la riserva era inapplicabile? E che andava a danneggiare in primis le donne?. Se non binario colui che non si riconosce n uomo n donna (quindi in cosa si riconosce per Dio!) verificare questa scemenza praticamente impossibile. Il sogno del povero sinistrato ancora non realt ma ci studieranno sopra. In effetti la selezione dovrebbe avvenire per merito e competenze. Gi parlare di quote rosa o azzurre sbagliato in s. Riservare poi una quota a favore di chi si percepisce non binario a scapito peraltro delle donne non sbagliato, ma proprio una cazzata in re ipsa. Se ci che conta come una persona si sente (anche quando contrasta in maniera plateale con la biologia), allora perch fermarsi al genere? Ci si pu sentire di avere cinque anni di pi e pretendere la pensione. E perch non dieci anni di pi? Potremmo dire che ha vinto il buon senso magari anche grazie al nostro articolo su Libero. Conoscendo i miei corregionali non mi farei per illusioni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48325037]] La Toscana una regione che non mostra cedimenti quando si parla di cultura woke o transgender. Ricordo un anno fa levento preparatorio al Toscana Pride tenutosi il 14 giugno 2025 al Circolo ARCI Il Botteghino (Pontedera). Sul volantino ufficiale, con tanto di logo della Regione Toscana tra i contributori, si leggeva: Laboratori per bambin3 a cura di Arciragazzi (dai 6 anni), Cerchio di confronto per adult3 e laboratorio creativo t-shirt per il Pride. Bambini di sei anni, linguaggio inclusivo con la 3. Attivit promosse da Arcigay e finanziate (almeno in parte) attraverso i canali regionali. La Toscana non si limita pi a patrocinare le parate: contribuisce attivamente a portare lideologia gender dentro laboratori per linfanzia, usando i soldi dei cittadini per insegnare ai pi piccoli che il sesso fluido e che le parole vanno reinventate. La Toscana destina qualcosa come 150mila euro lanno agli enti locali RE.A.DY per iniziative di contrasto alle discriminazioni basate su orientamento sessuale. Un modo classico per finanziare una delle tante costole del parastato gramsciano come direbbe Castellane. Vale a dire quella costellazione di enti, associazioni, ong, fondazioni che opera in parallelo agli enti pubblici per favorire la diffusione di una propaganda di sinistra. Un secondo caso forse ancora pi grave perch coinvolge direttamente le scuole pubbliche. La Provincia di Prato, con il pieno sostegno della Regione Toscana, ha lanciato il progetto triennale Ardi (Ascolto, Rispetto, Dialogo Inclusivo), finanziato con 400.000 euro dal Fondo Sociale Europeo. Lobiettivo dichiarato combattere gli stereotipi di genere, smantellare la cultura patriarcale e promuovere la cittadinanza di genere (cio?) nelle scuole secondarie di I e II grado della provincia. Coinvolge circa 13.000 studenti con proiezioni di film, incontri e formazione specifica per docenti e personale Ata. In pratica, la Regione Toscana spende centinaia di migliaia di euro per portare dentro le aule lidea che il genere (che io continuer a chiamare orgogliosamente sesso) sia una costruzione sociale da decostruire, mentre i genitori vengono tenuti ai margini. La correzione sul progetto C stoffa per tutti stata comunque un segnale positivo. Ma solo perch non hanno potuto non sbatterci il grugno. E se una rondine non fa primavera, intanto godiamoci questa salutare vittoria del buon senso. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48425713]]
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