WIRE — Alla fine il premio Strega lo ha vinto il favorito Michele Mari, andando oltre le polemiche (per molti, pretestuose) che lo hanno travolto per delle sue presunte frasi carpite in una conversazione privata e fatte arrivarealla stampa da una manina misteriosa, su Michela Murgia, violenta perch brutta. Parole che Mari aveva subito smentito, ma non era bastato a preservarlo dalla gogna della sinistra salottiera e delle femministe talebane, vestali del ricordo della grande scrittrice sarda morta nellagosto del 2023. Per quelle parole, qualcuno aveva avanzato lipotesi di escludere il 71enne dalla cinquina dei finalisti. Ma illibro del milaneseMari stato piforte di veleni, accuse e recriminazioni. I convitati di pietra(Einaudi) haconquistato lottantesima edizione dello Strega, celebrata per loccasione di questo speciale anniversario al Campidoglio di Roma, dopo che un mese e mezzo prima aveva fatto suo lo Strega Giovani. Il romanzo ha ottenuto 190 voti, pidi Matteo Nucci con Platone. Una storia damoreper Feltrinelli, (152 voti),di Bianca Pitzorno con La sonnambulaper Bompiani (84 voti), di Alcide Pierantozzi con Lo sbilicoper Einaudi (78 voti),di Teresa Ciabatti con Donnareginaper Mondadori (75 voti)e di Elena Rui conVedove di Camusper Lorma (64 voti). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48249332]] Mari ha scritto un libro commosso e giocoso, svelando con perfido divertimento le pulsioni che si nascondono dentro lamicizia. Perch in questa storia, prima di un imprevedibile finale, vale il contrario di quanto recita il proverbio: chi perde un amico trova un tesoro. Un volume dominato anche da una domanda di fondo: davvero il destino di ciascuno di noi giscritto? E questo che pensano gli ex alunni della III A quando, superato lesame di maturit, siglano il patto sciagurato che li vincolerfino allultimo giorno. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48328872]] Del resto il tempo della scuola lunico a rimanere immobile: anche dopo trentanni non saranno le rughe o i chili in pia contraffare la sagoma di un vecchio compagno di banco. Ma quando di mezzo ci sono il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso le variabili si moltiplicano. E cosun accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il pipossibile. Quasi una metafora del premio letterario pi ambito e conteso del mondo culturale italiano. Mari, nato a Milano nel 1955, scrittore, filologo italiano, traduttore e professore di Letteratura italiana presso luniversitdegli Studi di Milano. Ha collaborato con quotidiani come il Corriere della Sera, la Repubblica e Il Manifesto, un cirriculum che non lo ha per messo al riparo dal fuoco amico. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48475031]] Tra le sue opere Di bestia in bestia (1989), Filologia dellanfibio (1995), Tu, sanguinosa infanzia (1997), Tutto il ferro della torre Eiffel (2002), il volume di saggi critici I demoni e la pasta sfoglia (2004; nuova ed. aggiornata 2017), la raccolta poetica Cento poesie damore a Ladyhawke (2007), la raccolta di racconti Fantasmagonia (2012), Verderame (2008), Roderick Duddle (2014), Asterusher. Autobiografia per feticci (con F. Pernigo, 2015), Leggenda privata (2017), la raccolta poetica Dalla cripta (2019), Le maestose rovine di Sferopoli (2021), Locus desperatus (2024) e, appunto, I convitati di pietra (2025).
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