WIRE โ€” Il 22 luglio saranno venticinque anni dalla morte di Indro Montanelli. Lo celebreranno la Fondazione e Fucecchio, dove nacque nel 1909. Da Milano, silenzio. Eppure Milano ha un dono antico: far brillare il talento toscano, come fece con Leonardo. A Montanelli diede tutto, anche il peggio: San Vittore, la condanna a morte dei nazisti, le gambe spezzate dalle Br nel 1977. Lui la ricambi scegliendola per vivere e per morire, nel 2001. Abbiamo chiesto allIA cosa scriverebbe lIndro furioso: La notizia che Palazzo Marino taccia non mi sorprende n mi indigna. Al massimo, mi diverte. Ma allalgoritmo sfugge il punto: Montanelli, uomo senza briglie e senza tessere, fu osteggiato da vivo e resta urticante da morto. La sinistra prov a imbalsamarlo come anti-berlusconiano, ma la sua memoria guizza via da quellabbraccio contro natura: lo prova questa dimenticanza della giunta di Sala. Del resto laveva scritto lo stesso Montanelli: Il nostro un Paese senza memoria, dove chi muore, salvo la solita dozzina di mummie, Dante, Petrarca, eccetera, che nessuno legge, morto per sempre.

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