WIRE โ€” Pochi casi hanno segnato la storia della Repubblica quanto quello di Mauro De Mauro. Il giornalista de LOra, scomparso nel nulla a Palermo il 16 settembre 1970, diventato il simbolo di uno dei misteri pi intricati dItalia, tra piste mafiose, servizi segreti, il caso Mattei e verit mai del tutto chiarite. Mauro Canali, storico contemporaneista, ex docente di Storia Contemporanea alluniversit di Camerino, per, sceglie una strada diversa. Nel suo Ritratto di giovane fascista (Donzelli 2026, 224; 17 euro) non parte dalla sparizione, ma dalla vita che la precede. Riporta lattenzione sugli anni della formazione politica e umana di De Mauro, quando il futuro cronista era ancora legato alla Repubblica Sociale Italiana. una prospettiva che sorprende e rende il libro uno dei contributi pi interessanti dedicati a questa vicenda. Canali, tra i maggiori studiosi del fascismo e delle sue eredit nel dopoguerra, ricostruisce con rigore una fase della vita di De Mauro spesso relegata a nota biografica. Qui, invece, diventa la chiave di lettura dellintero percorso. UN ALTRO PUNTO DI VISTA Il merito del volume proprio questo: restituire complessit a una figura troppo spesso ridotta a simbolo. Il De Mauro che emerge da queste pagine non un eroe n un personaggio da noir, ma un uomo immerso nelle contraddizioni del Novecento italiano. Pi che una biografia, il libro diventa uno spaccato anche dellItalia del Dopoguerra. Canali mostra come molte reti nate durante il fascismo non si dissolvano certo nel 1945, ma sopravvivano sotto altre forme. Il mistero della scomparsa resta sullo sfondo, ma senza forzature. Nessuna rivelazione sensazionale, nessuna soluzione miracolosa. Lautore preferisce ampliare il campo e suggerire che, per capire davvero il caso De Mauro, bisogna prima comprendere la sua intera parabola umana. In questo sta il valore pi autentico del libro. Ritratto di giovane fascista non aggiunge unaltra teoria a un caso gi saturo di ipotesi, semplicemente cambia il punto di osservazione. Per lungo tempo lindagine sulla scomparsa di Mauro De Mauro stata condizionata da ricostruzioni parziali, testimonianze trascurate e filoni investigativi che hanno privilegiato ununica interpretazione dei fatti. Lattenzione degli inquirenti si infatti concentrata quasi esclusivamente su due possibili moventi: il coinvolgimento della mafia e le ricerche giornalistiche condotte da De Mauro sul caso della morte di Enrico Mattei, presidente dellEni. Questo approccio ha finito per relegare in secondo piano un elemento fondamentale per comprendere la vicenda: il percorso biografico e politico del giornalista, maturato ben prima del 1970. Per comprendere la figura di De Mauro necessario ripercorrerne lintera esperienza personale. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale ader convintamente al fascismo e, dopo l8 settembre 1943, milit nella Repubblica Sociale Italiana. La caduta del regime non comport una netta cesura con quel passato: negli anni successivi mantenne infatti rapporti con ambienti della destra radicale e con esponenti del neofascismo, tra cui Junio Valerio Borghese, figura centrale delleversione nera nel secondo dopoguerra. Questi legami, pur intrecciandosi con la successiva attivit giornalistica, costituiscono un aspetto spesso sottovalutato nelle ricostruzioni della sua scomparsa. NON SOLO GLI ULTIMI MESI In questo scenario il giornalista stava conducendo inchieste particolarmente delicate, convinto di essere vicino a una verit che, secondo una sua celebre affermazione, avrebbe potuto far saltare in aria mezza Italia. Linterpretazione proposta da Canali invita quindi a superare una lettura limitata ai soli ultimi mesi di vita del giornalista. Attraverso unapprofondita analisi di fonti archivistiche, documenti giudiziari e testimonianze, Canali ricostruisce la cosiddetta prima vita di De Mauro, evidenziando come il suo passato politico rappresenti forse una chiave essenziale per comprendere gli eventi che precedettero la scomparsa. Emergono cos connessioni tra il fascismo repubblicano, i movimenti neofascisti, interessi internazionali, apparati istituzionali e criminalit organizzata, delineando un quadro molto articolato. Focale davvero, tra gli altri, il nesso con Junio Valerio Borghese, molto indagato nel volume. Quella del libro di Canali una lettura che parla agli studiosi, ma anche a chiunque voglia capire qualcosa di pi dellItalia del Novecento. Canali dimostra che il lavoro dello storico non consiste nellalimentare i misteri, bens nel restituire contesto, profondit e complessit. Non poco. Anzi, in tempi di ricostruzioni facili, forse il contributo pi prezioso che un libro possa offrire. E quando si arriva allultima pagina, resta la sensazione di aver conosciuto non solo meglio Mauro De Mauro, ma anche pezzi importanti della nostra storia. Il fascismo in questa storia. E cos il rapporto tra De Mauro ed il (neo)fascismo stesso.

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