WIRE โ E ti pareva che il compagno Renzo Ulivieri non dovesse dire la sua. I mondiali - dice il presidente degli allenatori italiani - dimostrano che ci vuole lo ius soli sportivo. E strattona la politica con un suo scritto sul sito dellassociazione: in pratica la legge che vorrebbe, non si capisce se a titolo personale o a nome di tutti. Alla Nazionale ci dovrebbe pensare anche la politica. Se vediamo le squadre straniere ci sono cinque o sei giocatori neri. Abbiamo bisogno di leggi per come si sta evolvendo la cittadinanza e dobbiamo portare pi stranieri al campo da calcio. Un pianeta a parte, insomma, al quale si risponder tutto il cucuzzaro da parte della sinistra. Sono gi pronti. Siccome siamo in crisi sui campi di calcio - ecco la sua ricetta dopo lennesima esclusione dai mondiali - prendiamoli non italiani e trasformiamoli in patrioti. Nemmeno aspettando la maggiore et. Insomma integrazione ma senza merito, tempi giusti e identificazione con un popolo. Forzare con leggi ad hoc per il pallone appare strumentale. La solita propaganda. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48467118]] Invece limiti allutilizzo di stranieri sarebbero pi ragionevoli (tipo 6-7 per rosa, con incentivi ai giovani italiani) e potrebbero aiutare, come proposto ciclicamente, senza isolare il campionato. Anche se va detto che la soluzione profonda a monte: investire in talenti italiani fin da piccoli, migliorare il coaching, ridurre lesterofilia cieca dei club, e pretendere che chi gioca in Italia si senta italiano (per chi ha doppia possibilit). Del resto il calcio riflette la societ: identit, demografia, investimenti. Discutere solo di colore della pelle o di ius soli distrae dai problemi reali di formazione e cultura calcistica italiana. Servono idee pragmatiche, non slogan. Il ministro Calderoli, contrario allo ius soli sportivo, fa lesempio positivo recente del 18enne difensore atalantino Honest Ahanor, ragazzo nato in Italia da famiglia nigeriana, che ha appena debuttato in nazionale maggiore un paio di mesi dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana, scegliendo di rappresentare lItalia e una maglia che sentiva sua. A dimostrazione che le nostre leggi funzionano. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48466993]] E nellatletica o nel basket o nel volley - prosegue il ministro - abbiamo altri analoghi esempi positivi di ragazzi diventati cittadini italiani e nazionali azzurri. Se poi il problema paventato che un ragazzo di talento non voglia attendere di prendere la cittadinanza italiana a 18 anni, ma preferisca scegliere prima quella di un altro Stato, pazienza, le nostre nazionali faranno a meno di lui. E comunque bisognerebbe proprio ragionare sulla riduzione del numero degli stranieri nei campionati nazionali. La Nazionale deve rappresentare chi si identifica con il Paese, non solo chi ci gioca. Oggi tanti under 21 italiani finiscono in panchina o in prestito perch le rose sono piene di stranieri pronti. Un tetto forzerebbe i club a investire di pi sui vivai e a far giocare i giovani. Ne guadagnerebbe la stessa Nazionale di calcio. Avere pi italiani titolari in Serie A aumenterebbe il bacino di giocatori che sentono la maglia azzurra come casa. Gli oriundi o naturalizzati tardivi spesso scelgono in base a convenienza, non sempre per passione.
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