WIRE โ€” Considerate le premesse della vigilia, lennesima uscita pubblica di Donald Trump dedicata a Giorgia Meloni si potrebbe definire quasi standard. In apertura del 36esimo vertice Nato di scena ieri e oggi in Turchia, Il tycoon ha approfittato del delicato bilaterale con il padrone di casa, Recep Tayyip Erdogan, per menzionare di nuovo il premier italiano, dopo gli attacchi a distanza successivi al G7 di Eviani: Le nostre relazioni sono peggiorate perch si rifiutata di aiutarci. Io non le ho messo molta pressione. Ma si rifiutata di essere coinvolta. Il mio rapporto con lei si inasprito, ma mi piace e penso che sia una brava persona che ha fatto un errore. Lei non c stata per noi e questo non mi ha reso felice. Il riferimento come al solito alla questione iraniana e al dossier sullo Stretto di Hormuz. La cantilena lha estesa a tutto il Vecchio Continente, visto che arrivato a definire Italia, Germania, Francia e Regno Unito, colpevoli di non aver teso la mano agli Stati Uniti nel momento del bisogno. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48457880]] Lordine restrittivo che aveva richiesto per Meloni, per, devessersi perso per strada, visto che dopo larrivo (in leggero ritardo) al palazzo presidenziale di Bestepe, il premier si seduto allo stesso, blindatissimo tavolo con Erdogan e con lo stesso Trump, sotto gli occhi vigili del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del presidente francese Emmanuel Macron e del premier britannico Keir Starmer. Al termine della cena, Meloni ha detto che con il presidente Usa i rapporti sono cordiali, tagliando corto alla domanda dei giornalisti riguardo un possibile chiarimento con il tycoon: Vi ho gi risposto, ha detto Giorgia prima di tornare in albergo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48458015]] MACCHINA DIPLOMATICA Ovviamente, per tutta la giornata la macchina diplomatica ha dovuto tessere una fitta rete di contenimento per salvaguardare gli equilibri transatlantici. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato ad esempio il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, protagonista di un faccia a faccia cruciale a margine del summit con il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Un incontro strategico per riaffermare che lasse Roma-Washington resta solido, nonostante i tweet e le provocazioni estemporanee del capo della Casa Bianca. La linea italiana chiara: non cedere alle provocazioni e far parlare i fatti, specialmente sul fronte delle spese militari. LItalia si presenta infatti ad Ankara rivendicando un impegno sulla difesa che rasenta ormai il 2,8% del Pil, una cifra che Tajani ha sottolineato per dimostrare che lItalia sta facendo tanto sia per rafforzare il pilastro europeo interno allAlleanza, sia per ribadire la necessit strategica della partnership con gli Usa. Cosa che ad Ankara stanno provando a fare un po tutti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48463798]] SNODO INDUSTRIALE Il vertice si sta rivelando un gigantesco snodo industriale, segnato da cifre da capogiro (+250 miliardi di budget complessivo) ma pure forti tensioni geopolitiche. Al Forum dellIndustria della Difesa, gli alleati hanno gi siglato contratti colossali per oltre 50 miliardi, accompagnati da un piano quinquennale da 40 miliardi interamente dedicato allo sviluppo di scudi e tecnologie anti-drone. Nuovi velivoli andranno a potenziare la flotta della Nato, operando dalla base aerea di Sigonella. Chi invece reclama a gran voce un posto al tavolo dei grandi Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino, arrivato per incassare nuovi sistemi Patriot, ha annunciato accordi per la fornitura di UAV agli europei: Siamo primi al mondo sui droni, meritiamo la Nato. Il summit deve per fare i conti anche con i malumori che provengono non solo da dentro, ma pure da fuori. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha gelato le rinnovate ambizioni espansionistiche di Trump sulla Groenlandia (Dovremmo controllarla noi) con una dichiarazione perentoria: Non in vendita, gli alleati rispettino la nostra sovranit. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48467241]] Mentre da Israele, Netanyahu fa sapere che sarebbe un grave errore se Trump desse seguito alle sue aperture circa la vendita dei caccia F-35 alla Turchia. Sullo sfondo, lombra del Cremlino. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha confermato che Mosca seguir il vertice con grande attenzione e ha rivelato che il leader russo sentir di nuovo Trump a breve. Tra ritardi eccellenti, esclusioni giudiziarie eccellenti (come quella della first lady spagnola Begoa Gmez, trattenuta a Madrid dai giudici mentre il marito Pedro Sanchez atterrava in Turchia), la Nato si interroga sul suo futuro. Il segretario generale Mark Rutte ha suonato la carica parlando di una rivoluzione industriale della difesa non pi rimandabile, ma la domanda che rimbalza resta sempre la stessa: fino a che punto lEuropa sar disposta a pagare per la propria sicurezza ora che gli Stati Uniti minacciano un disimpegno parziale?

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