WIRE — Sul tavolo del vertice Nato che si apre oggi ad Ankara 32 leader ospitati da Erdogan nel complesso presidenziale di Bestepe ci sono in apparenza solo numeri: il 5% del Pil per la difesa entro il 2035 promesso al summit dellanno scorso, i 70 miliardi di euro allUcraina per il 2026 gi concordati dagli sherpa, i contratti per decine di miliardi che verranno annunciati al Defence Industry Forum. In realt, pi che di soldi e di armi, in Turchia si tratter sul tempo. Il malumore americano non uninvenzione di Trump. Gi Eisenhower nel 1959 si rifiutava di fare degli Stati Uniti una moderna Roma a guardia delle lontane frontiere con le sue legioni; Obama, pi prosaico, chiamava gli europei free riders, scrocconi. Trump ha soltanto cambiato la terapia. Dopo le crisi diplomatiche - la Groenlandia e la guerra allIran - il ritiro parziale dallEuropa ha smesso di essere una minaccia ed diventato un inventario: 5mila uomini via dalla Germania entro 6-12 mesi, la cancellazione dellarrivo di un battaglione di missili a lungo raggio e, secondo la stampa, un terzo in meno degli F-16 e F-15 assegnati alla Nato, i bombardieri strategici dimezzati, una portaerei e un sottomarino lanciamissili depennati dalla lista dei mezzi che Washington riserva allAlleanza in caso di crisi. La nuova strategia di difesa del Pentagono, pubblicata a gennaio, era la firma sotto il trasloco: la Russia declassata a minaccia persistente ma gestibile, la difesa convenzionale del continente affidata agli europei perch le priorit Usa sono casa propria e lIndo-Pacifico. NEL VECCHIO CONTINENTE Gli europei, dal canto loro, i compiti li hanno fatti davvero: nel 2025, per la prima volta nella storia dellAlleanza, tutti i 32 membri hanno raggiunto una spesa per la difesa pari al 2% del Pil (i diligenti, nel 2014, quando venne fissato lobiettivo, erano appena 3). Il guaio che quello era il compito di allora, e nel frattempo il programma raddoppiato. Il Segretario generale Mark Rutte - Teflon Mark per gli olandesi, che se lo sono tenuto premier 14 anni senza che gli si appiccicasse mai una critica - porter al vertice la sua contabilit: 1.200 miliardi di dollari aggiuntivi in un decennio, il trilione di Trump, merito della minaccia russa ma anche, ha ammesso ieri, del presidente americano. Daltronde, ha aggiunto: insostenibile che gli americani, che sono 350 milioni, possano difendere 600 milioni di europei. Lo hanno accusato di essere il contabile della Casa Bianca, ma nessuno dei suoi predecessori, dalla caduta del Muro, aveva dovuto tenere insieme una guerra ai confini dellAlleanza e il dubbio sul socio di maggioranza. Per correre, Bruxelles ha varato il fondo Safe: 150 miliardi di prestiti agevolati e quarantennali per investimenti nel settore difesa, vincolati in gran parte a produzione europea (la clausola Buy European, indigesta a Washington). Il problema che la deterrenza non si misura in stanziamenti: nel 2024 la Nato stimava che gli alleati potessero fornire non pi del 5% della difesa aerea necessaria a coprire il fianco orientale. I soldi cominciano a esserci; le batterie ancora no. LItalia si presenta con un 2,8% di spesa militare (+0,7% rispetto al 2025), ma con un investimento in capitoli meno graditi agli americani e con i 14,9 miliardi del Safe prenotati e mai riscossi. Eppure qualcosa si muove: secondo Repubblica, Meloni potrebbe annunciare 17 miliardi di spese nella difesa in pi entro due anni, lo 0,55% del Pil entro il 2028. Il resto sar diplomazia. Dopo gli attacchi di Trump, Palazzo Chigi ha scelto il silenzio e apparecchia incontri utili: quello con Erdogan, che nei giorni scorsi ha telefonato a Meloni offrendo cooperazione nellindustria della difesa, e quello con Berlino, che immagina un direttorio ristretto per la nuova Nato e corteggia Roma per controbilanciare Parigi. IL CALENDARIO Il punto, per, non sta nei numeri: sta nel calendario. Gli americani si ritirano a velocit politica, e cio mesi, mentre gli europei si riarmano a velocit industriale, e cio anni. Tra le due velocit si apre una voragine che va dal 2026 al 2030. Sono gli anni in cui la deterrenza europea rester scoperta, e le intelligence alleate temono provocazioni russe a breve. Come finir, ad Ankara, gi scritto. La dichiarazione finale, approvata dagli ambasciatori al motto unEuropa pi forte in una Nato pi forte, riafferma un impegno ferreo allArticolo 5, conferma i fondi a Kiev, intima allIran di non dotarsi dellatomica, chiede che lo Stretto di Hormuz torni libero. Il resto un vertice disegnato attorno a un solo uomo: il forum dellindustria per annunciare contratti miliardari, la cena da Erdogan senza consiglieri, il Consiglio Atlantico ridotto a un giro di tavolo di 2-3 ore per limitare i rischi. Il Segretario di Stato Marco Rubio lo considera lincontro pi importante nella storia della Nato. Un alto diplomatico alleato ha confessato unambizione pi modesta: Un vertice bello noioso. Cos da tornare a casa con del tempo in pi.
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