WIRE — necessario cambiare profondamente la politica energetica adottata finora dal governo Meloni, che ha reso lItalia eccessivamente dipendente dal gas. Il prezzo marginale dellenergia non pu continuare a essere determinato da questa fonte, ma deve basarsi sempre pi sulle energie rinnovabili. Occorre valorizzare maggiormente la produzione energetica da fonti rinnovabili, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore generazione. Basti pensare che 150 gigawatt prodotti da fonti rinnovabili potrebbero sostituire circa 35 miliardi di metri cubi di gas, pari a quasi il 50% dellattuale fabbisogno nazionale. Una svolta di questo tipo consentirebbe di ridurre sensibilmente i costi energetici, rafforzare lautonomia del Paese e diminuire la dipendenza dai mercati internazionali. Allo stesso tempo, fondamentale potenziare e modernizzare la rete, digitalizzare i processi per limitare gli sprechi e investire nei sistemi di accumulo, indispensabili per garantire stabilit, sicurezza ed efficienza al sistema energetico nazionale e sostenere la crescita delle fonti pulite e dellinnovazione tecnologica. Lo ha dichiarato Angelo Bonelli (AVS) segretario della commissione Ambiente della Camera, nel corso del Cnpr forum Caldo record, energia al banco di prova per un futuro sostenibile promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Limpegno della maggioranza di governo sul tema stato rivendicato da Andrea Barabotti deputato della Lega in commissione Affari costituzionali a Montecitorio: Il prezzo dellenergia si determina in una logica di mercato, per cui dobbiamo aumentare lofferta di energia, soprattutto quella prodotta da fonti rinnovabili, e prossimamente grazie alle norme volute da questa maggioranza si potr effettuare. Dobbiamo fare in modo che il mercato sia meno soggetto alla volatilit e quindi con lultimo decreto bollette abbiamo incentivato il ricorso al contratto a lungo termine. Inoltre, vanno sanate alcune distorsioni di mercato, con le ultime norme approvate dal governo abbiamo chiesto allUnione Europea che il prezzo marginale dellenergia del nostro Paese non sia determinato considerando allinterno della componente gas anche quella quoto di ETS che siamo costretti a pagare. Siamo gi intervenuti con un testo unico per fare in modo che tutti i procedimenti amministrativi legati alla realizzazione di impianti rinnovabili siano allinterno di un unico testo per dare anche alle amministrazioni a livello locale gli strumenti per agire in modo snello e veloce. Senza dubbio vanno eliminati i colli di bottiglia che vi sono a livello territoriale. Puntare sulle rinnovabili la priorit per Emma Pavanelli parlamentare del M5s in commissione Attivit produttive della Camera: Il costo dellenergia in Italia resta tra i pi alti dEuropa ed necessario intervenire con misure concrete. Come Movimento 5 Stelle abbiamo avanzato diverse proposte: accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili eliminando gli ostacoli normativi introdotti dal governo, sostenere le imprese soprattutto le PMI negli investimenti in batterie di accumulo e rafforzare la rete energetica nazionale. Le rinnovabili devono essere sviluppate con equilibrio, tutelando le aree di pregio paesaggistico e individuando zone idonee dove concentrare i progetti, lontano da borghi storici e contesti panoramici sensibili. Per rendere pi rapidi ed efficaci i processi, devono essere territori, Regioni e Comuni a definire le aree di accelerazione. Serve inoltre investire in tecnologie innovative e nella digitalizzazione delle reti per ridurre il rischio di blackout energetici e migliorare la stabilit del sistema. Anche imprese e cittadini possono contribuire attraverso lutilizzo di impianti efficienti, sistemi di accumulo, dispositivi di nuova generazione e una maggiore attenzione al contenimento degli sprechi energetici. Secondo Vito De Palma, deputato di Forza Italia in commissione Finanze a Montecitorio: Il costo dellenergia rappresenta oggi uno dei principali ostacoli alla competitivit del sistema produttivo italiano. Le imprese, soprattutto quelle energivore, sostengono costi molto pi elevati rispetto ai competitor europei, con effetti negativi sugli investimenti e sulla capacit di esportazione. Serve una strategia energetica di lungo periodo. necessario ridurre la dipendenza dalle importazioni aumentando la produzione nazionale di energia e accelerando gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nei sistemi di accumulo, cos da limitare anche limpatto delle crisi internazionali sui prezzi. Il confronto sul nucleare di nuova generazione gi allattenzione del Parlamento e pu contribuire a garantire maggiore stabilit al sistema energetico. Allo stesso tempo indispensabile sbloccare i processi autorizzativi: molti operatori pronti a investire nelle rinnovabili restano fermi per tempi burocratici troppo lunghi. Per questo occorre individuare con chiarezza le aree idonee e introdurre procedure rapide e tempi certi, sul modello delle Zes. Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dellOdcec di Massa Carrara: Partiamo da un dato che ci portiamo dietro da mesi: lenergia in Italia costa pi che in Francia, in Germania, in Spagna, e le nostre imprese competono con questo zaino sulle spalle. Non sono pi rinviabili scelte concrete per abbassare quel differenziale con lEuropa. Circa 150 gigawatt di progetti rinnovabili restano bloccati tra autorizzazioni pendenti, contenziosi e opposizioni territoriali. Per capire di cosa stiamo parlando, 150 gigawatt equivalgono a una potenza superiore a due volte e mezzo il fabbisogno elettrico massimo dellintero Paese. Uno stallo che il nostro Paese non pu assolutamente consentirsi. I gestori delle reti puntano su smart grid, accumuli e manutenzioni mirate, ma ogni estate resta la prova pi dura per tutto il sistema. Ci significa che i gestori delle reti energetiche devono predisporre piani di emergenza diretti a prevenire, evitare, gestire eventuali shock energetici. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dellIstituto nazionale Esperti contabili: In Spagna stanno portando avanti una politica di transizione verso tariffe di zona, superando il prezzo unico nazionale dellenergia elettrica. I territori che ospitano impianti massicci di energia rinnovabile, in particolare fotovoltaico ed eolico, possono cos beneficiare direttamente di energia a basso costo marginale prodotta in loco. Questo incentiva anche laccettazione sociale degli impianti da parte delle comunit locali. Lautorit nazionale, nei giorni di massima allerta caldo, attiva protocolli per incentivare lo smart working per ridurre il carico energetico dei grandi complessi industriali e della pubblica amministrazione. Ci sono imprese incentivate a svincolarsi dai costi del mercato attraverso linstallazione di pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo. Mi sembra che questi provvedimenti, sia a livello macro che individuale, potrebbero essere una traccia da seguire anche per lItalia. https://youtu.be/XyfkEON5yvw
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