WIRE — La questione molto semplice: fino a quando Giuseppe Conte non trover il coraggio di dimettersi, il presidente della Commissione dinchiesta sulla gestione dellemergenza Covid non potr convocare la seduta ad hoc per ascoltarlo. Elementare. Ma non per lex avvocato del popolo, che seppur a parole si dica pronto al passo di lato nei fatti preferisce continuare a nicchiare. Nonostante le garanzie chieste e ottenute dai presidenti di Camera (Lorenzo Fontana) e Senato (Ignazio La Russa) sul suo successivo reintegro come membro dellorgano che sta scoperchiando numerose magagne. Dal maxi-appalto delle mascherine alle super commissioni, dal caso Di Donna agli incontri con Domenico Arcuri: dal punto di vista politico, innegabile, sono parecchie le grane per il leader del Movimento 5 Stelle. Amplificate dallavvicinarsi delle elezioni. Il presidente della commissione, Marco Lisei di Fratelli dItalia, per accelerare liter, andr anche incontro a Giuseppi. Lo chiamer e gli proporr una data, verosimilmente a settembre, da bloccare per la sua audizione. A quel punto Conte dovr dimettersi e attendere il suo turno. Quando dice che sono due anni che vuole farsi ascoltare e che noi non lo accontentiamo, dice una balla. Due anni fa, infatti, sono stato proprio io a proporgli questo schema: dimissioni, audizione e reintegro in commissione. Lui voleva garanzie, che visto il mio ruolo io non potevo dargli, quindi aveva scritto ai presidenti delle Camere. Avute tutte le garanzie che voleva da chi di dovere, cosa aspetta ancora a dimettersi?, spiega Lisei a Libero. CAMPIONE DI ASSENTEISMO Pare che il capo dei pentastellati abbia paura che, una volta dimessosi, Fratelli dItalia scelga di posticipare la sua audizione in modo da tenerlo fuori dalla commissione. Niente di pi falso, oltre che illogico. Innanzitutto perch in questo lasso di tempo, se si andasse davvero per le lunghe, Conte potrebbe farsi riammettere senza problemi. Ma per le lunghe, vista la necessit dei meloniani di restituire verit agli italiani nel pi breve tempo possibile, non si andr. Discorso chiuso, dunque. La verit che lui vuole stare in una commissione dinchiesta, che tra laltro frequenta molto poco, solo per avere lo scudo. Ma ora con le spalle al muro, sottolinea Lisei. Su 136 sedute dellorgano fortemente voluto da Fratelli dItalia, infatti, Conte si presentato solo in otto occasioni, agli inizi. da un anno che non si vede. I 5 Stelle fanno tanto i duri e puri, parlano di trasparenza, e poi usano le commissioni dinchiesta per scudare i loro membri. Scarpinato e De Raho, che in Antimafia non dovrebbero starci visto quanto emerso, perlomeno partecipano alla sedute. Conte nemmeno quello..., aggiunge il presidente della Commissione Covid. IL PARAGONE Per fare un paragone calzante, tra due settimane toccher a Galeazzo Bignami (capogruppo di Fratelli dItalia alla Camera e membro della stessa Commissione Covid) farsi ascoltare: ci sar possibile solo in virt del fatto che lui, a differenza di Giuseppi, si gi dimesso. Dunque non esiste pi alcuna incompatibilit. Settimana prossima sar poi il turno dellex deputato grillino Riccardo Fraccaro, mentre a fine luglio comparir lex commissario della struttura emergenziale Domenico Arcuri. E il leader del Movimento? Non prima di settembre, questo assicurato. Le ultime polemiche dei 5 Stelle sul perch Bignami prima di Conte?! non hanno quindi motivo di esistere. Bignami, infatti, si dimesso e quindi convocabile. Sul fronte JC Electronics, ovvero lazienda che il Ministero della Salute ha dovuto risarcire con 100 milioni di euro perch lallora governo giallorosso, durante la pandemia, aveva ingiustamente risolto un contratto per la fornitura di mascherine (poi giudicate idonee dalle autorit), i grillini insistono imperterriti. Il coinvolgimento della moglie del viceministro Cirielli nella transazione economica che ha portato 100 milioni di euro degli italiani nelle tasche dellimprenditore Bianchi, principale accusatore di Conte, dimostrano quello che sosteniamo da sempre: c un piano politico ordito da Giorgia Meloni e dalla sua maggioranza per screditare il Presidente del Movimento 5 Stelle e suo oppositore politico, attacca il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli. Oltre a esprimere solidariet a Mara Campitello, ricordo che lei, a differenza di chi ha fatto danni durante la pandemia, non ha scudi n erariali n di nessun altro tipo, ma forte della correttezza delle sue scelte amministrative, suffragate da Avvocatura dello Stato e Corte dei Conti. Scelte che hanno fatto risparmiare 170 milioni agli italiani. Attendiamo, piuttosto, che Conte e Arcuri rinuncino - loro s - ad ogni scudo, la risposta del presidente della commissione dinchiesta Lisei.

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