WIRE — Si avvicinato senza dire niente. Per quanto ne sappiamo finora pure senza un motivo. Vestito di nero, con un cappuccio sulla testa e il volto travisato (forse uno scaldacollo tirato su, forse una mascherina scura). La sua vittima, probabilmente, lha individuata dallaltro lato della strada. Milano. Le 7.30 di un afosissimo sabato mattina di inizio luglio. Uno di quei bar che fanno angolo, al pianoterra di un palazzo rivestito in lastre di ceppo di Gr, tipico meneghino del dopoguerra. Quartiere San Siro. Fuori, appoggiati ai tavolini di plastica del bar La Giada, ci sono Gerardo P. e suo padre. una sorta di loro tradizione: ogni volta che riescono si trovano per una colazione al volo, un cappuccino e due chiacchiere. LAGGUATO Lui, Lamin Saidilly, arriva senza far rumore. Cammina piano. Non lo nota nessuno, daltronde come sarebbe possibile? Non di Milano, non nemmeno lombardo, in quello stradone a due sensi di marcia non s mai visto. In tasca ha un coltello di sette centimetri. Succede nellarco di pochissimi istanti. Gerardo in piedi, d le spalle a via Capecelatro, sta parlando col babbo 78enne seduto ad aspettare. Lamin si avvicina e inizia a colpirlo. Uno, due, diverse volte mentre di schiena. Allora lui si volta, quasi di scatto, listintivo di chi non capisce ci che sta succedendo. E Lamin continua nella sua furia insensata: otto, nove venti colpi anche alladdome, dove capita, in successione, uno dopo laltro, senza fermarsi. il padre di Gerardo il primo a intervenire: anche lui sotto shock. Vede questo figlio di 55 anni accasciarsi e cominciare a zampillare sangue, diventare sempre pi pallido. Qualcuno urla. Ma Laimin non fa una piega. Ha ancora quella dannatissima lama in mano, la sta affondando nel corpo di un uomo che non ha mai incontrato prima, con cui non ha mai scambiato manco un buongiorno, che non gli ha fatto un accidenti di niente. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48437768]] Il proprietario del locale lascia il bancone, una dipendente si avvicina, ci sono altri due clienti (sono due egiziani, si chiamano Sobhi Rezk Azzam e Suleimana Osama, uno un muratore, anche loro stanno facendo colazione) che provano ad aiutare Gerardo il quale, nel frattempo, sta cercando di liberarsi da quella morsa di morte. Riesce a trascinarsi dentro al bar per proteggersi lasciando una striscia rossa per terra; allora gli egiziani prima rincorrono Lamin che sta per scappare, poi gli saltano addosso e lo disarmano, gettano il coltello distante, infine restano cos, quasi immobili, in un silenzio surreale rotto solo dalle sirene che si fanno pi vicine, per circa un quarto dora, il tempo che occorre alla prima volante della polizia di controllare la situazione. CITT SBIGOTTITA un risveglio incredulo quello di Milano. Sbigottito, sconvolto, inorridito. Gerardo viene trasportato durgenza allospedale Niguarda, in condizioni gravissime, rischia la vita: quelle ferite gli hanno procurato danni molto seri a un polmone e al fegato. Con lui ci sono sua moglie, sua figlia, c tutta una citt che non si capacita e non si d pace. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48437766]] Faranno quel che potranno, i medici milanesi, per evitare lepilogo pi drammatico di una vicenda che in ogni suo dettaglio un buco nero di violenza e assurdit. Lamin un ragazzo di appena 22 anni. italiano, nato a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, ma la sua famiglia ha origini gambiane. Sar il pubblico ministero Elio Ramondioni, qualche ora dopo il suo arresto, grazie anche al prezioso aiuto degli agenti della Digos, a ricostruire i suoi spostamenti: scoprir, la procura, che a Conegliano non lo sentono da almeno una settimana, che in passato ha vissuto in Inghilterra, che dove abbia dormito nel periodo precedente allagguato nessuno lo sa, che (forse) nel portafoglio aveva dei biglietti motivazionali (soprattutto, motivazionali per cosa?), che era in citt da pochi d, che non mai stato in cura per problemi psichiatrici (dettaglio che confermano i suoi genitori e che non un elemento secondario: gli inquirenti sospettano che alla base di un gesto tanto folle ci possa essere qualche squilibrio di natura psicologica). COME KABOBO Ci che certo che laccusa che gli viene contestata tentato omicidio, ma se Gerardo non dovesse farcela, se (e ci auguriamo tutti di no) dovesse accadere lirreparabile, allora la posizione giuridica di Lamin si aggraver. Bocche cucite per il resto, mentre gli investigatori passano al setaccio le immagini delle telecamere (che peraltro hanno ripreso ogni cosa) e Milano ripiomba nellincubo Kabobo di tredici anni fa (quel ghanese di 38 anni che, l11 maggio del 2013, in zona Niguarda, ha ucciso tre passanti e ne ha feriti due usando un piccone). In questa citt si rischia la vita anche mentre si seduti a un bar, commenta la consigliera leghista in Regione Lombardia Silvia Scurati, serve un cambio di passo con pi controlli ed espulsioni. Le fa eco Riccardo De Corato, deputato di Fratelli dItalia ed ex vicesindaco milanese: Ora lapplicazione senza sconti del decreto Sicurezza a difesa di una cittadinanza che sempre pi allarmata.
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